Emirati Arabi Uniti: nuovi piani per rilanciare l’economia, attirando investitori stranieri

Pubblicato il 6 settembre 2021 alle 16:22 in Emirati Arabi Uniti Medio Oriente

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Gli Emirati Arabi Uniti prevedono di lanciare 50 nuove iniziative in ambito economico, volte a rafforzare la competitività del Paese e attrarre investimenti diretti esteri da 550 miliardi di dirham, pari all’incirca a 150 miliardi di dollari, nei prossimi nove anni. Tra i piani messi sul tavolo, vi sono investimenti in tecnologie avanzate e la creazione di visti per attirare residenti e lavoratori qualificati dall’estero.

Il mega piano è stato annunciato il 5 settembre, sebbene già nel corso dell’ultimo anno Abu Dhabi abbia messo in atto una serie di misure con l’obiettivo di risanare un’economia anch’essa colpita dalle conseguenze dalla pandemia di Covid-19. Tra i progetti delineati, gli Emirati Arabi Uniti e la Emirates Development Bank investiranno 5 miliardi di dirham, pari all’incirca a 1,36 miliardi di dollari, nella tecnologia industriale e nei settori ad alta tecnologia, secondo quanto affermato dal ministro dell’Industria e della Tecnologia avanzata, Sultan al-Jaber, durante un briefing con i media. Come ha poi aggiunto il ministro di Stato per la Tecnologia avanzata, Sarah al-Amiri, l’obiettivo degli UAE, per i prossimi cinquanta anni, è “diventare un attore globale in diversi settori”. Oltre a industria e turismo, particolare attenzione è stata rivolta alla “digitalizzazione”, con l’obiettivo di rendere il Paese “completamente intelligente”.  

A tal proposito, è stata lanciata la rete della “Quarta Rivoluzione Industriale”, il cui obiettivo è aumentare il livello di produttività industriale del 30% e aggiungere circa 25 miliardi di dirham, 6,8 miliardi dollari, all’economia nei prossimi dieci anni. Il programma mira a promuovere l’adozione delle tecnologie della quarta rivoluzione industriale nel settore industriale emiratino, creare un ambiente imprenditoriale attraente per gli investitori locali e internazionali e sviluppare 500 società locali, dotandole di nuove tecnologie. Altro obiettivo delle nuove iniziative è ampliare gli orizzonti delle partnership economiche a livello regionale e internazionale, passando da circa 380 miliardi di dollari a quasi 820 miliardi nei prossimi dieci anni.

In tale quadro, il Paese del Golfo prevede altresì di creare due nuove categorie di visti, una diretta ai liberi professionisti e un’altra a imprenditori e lavoratori qualificati. In tal caso, è stato specificato da funzionari emiratini, lo scopo è attrarre e trattenere stranieri con competenze “desiderabili”, dopo che, negli ultimi anni, Abu Dhabi è stata solita fornire visti, legati a motivi di lavoro, per pochi anni. Ora, a detta delle medesime fonti, il “visto verde” per i lavoratori qualificati avrà una maggiore flessibilità e consentirà più tempo per trovare un nuovo impiego dopo la fine di un’occupazione, anche fino a 180 giorni. Inoltre, i nuovi “visti verdi” consentiranno agli espatriati di presentare domanda di lavoro senza il sostegno del datore di lavoro e includeranno figli fino a 25 anni. Già lo scorso anno, gli Emirati Arabi Uniti hanno esteso a più categorie un sistema di visti “d’oro”, che garantisce la residenza di dieci anni, in una mossa che mira ad aumentare la crescita economica nell’emirato fino all’1%.

In generale, il piano appena annunciato plasmerà il percorso strategico degli UAE per i prossimi cinque decenni, contribuendo agli obiettivi di trasformazione e diversificazione economica. Come riferito da al-Jaber, ci si aspetta che le nuove iniziative porteranno risultati significativi anche per il programma relativo al valore aggiunto nazionale, particolarmente rivolto all’economia locale. In tal caso, si mira a supportare la crescita di medie e piccole imprese, facilitando il loro accesso a finanziamenti e rafforzando la capacità di attrarre investimenti. Tale programma è stato definito uno dei pilastri della strategia industriale e per l’economia avanzata, che mira a migliorare la competitività dei settori coinvolti a livello locale, regionale e globale e a ridurre la dipendenza dalle importazioni in settori e prodotti prioritari.

I nuovi cambiamenti giungono in un momento in cui sta gradualmente aumentando la rivalità, in termini economici e commerciali, con la vicina Arabia Saudita. In tale quadro si inserisce la misura entrata in vigore il 27 luglio scorso, con cui Abu Dhabi ha ridotto del 90% l’importo delle tasse richieste per stabilire un’impresa nell’emirato. Dal primo giugno, poi, i cittadini stranieri possono creare imprese e mantenere il controllo di tutto il capitale, una volta possibile solo nelle zone franche speciali. Dall’altro lato, a partire dal primo gennaio 2024, le società straniere operanti nella regione mediorientale che non avranno stabilito, fino ad allora, un loro quartier generale nel Regno saudita, saranno costrette a porre fine ai propri affari con il governo di Riad. La mossa, secondo alcuni, mira a preservare la posizione di Riad, capitale di una delle maggiori economie del mondo arabo, che desidera divenire una “potenza di investimento” a livello globale.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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