Afghanistan: i talebani dichiarano vittoria nel Panjshir

Pubblicato il 6 settembre 2021 alle 12:45 in Afghanistan Asia

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Il 6 settembre, i talebani hanno annunciato, per la seconda volta in meno di una settimana, di aver sconfitto le forze di opposizione nella valle del Panjshir, dichiarando di aver completato la conquista dell’Afghanistan.

Alcune immagini circolate sui social media hanno mostrato militanti talebani in piedi davanti al cancello del complesso del governatore provinciale del Panjshir. Secondo il gruppo, si tratta di combattenti che avrebbero sconfitto il Fronte di Resistenza Nazionale dell’Afghanistan (NRFA), guidato dal leader locale Ahmad Massoud. “Il Panjshir, che era l’ultimo rifugio del nemico fuggitivo, è stato conquistato”, ha dichiarato il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, in una conferenza stampa. I talebani hanno assicurato al popolo del Panjshir che non ci sarebbe stato alcun “atto discriminatorio contro di loro”. “Sono nostri fratelli e lavoreranno insieme per uno scopo comune e il benessere del Paese”, ha affermato Mujahid. Inoltre, il portavoce dei talebani ha riferito che, per quanto a lui noto, Massoud e l’ex vicepresidente dell’Afghanistan, Amrullah Saleh, erano fuggiti nel vicino Tagikistan.

Tuttavia, Ali Maisam Nazary, capo delle relazioni esterne del Fronte di Resistenza, ha negato la notizia, dichiarando che la pretesa di vittoria dei talebani è falsa e che le forze di opposizione continuano con la loro resistenza. “Le forze del NRFA sono presenti in tutte le posizioni strategiche in tutta la valle per continuare il combattimento”, ha scritto sulla sua pagina Facebook. Ahmad Massoud, il leader delle forze di resistenza, ha reso noto, in un messaggio su Twitter, che era al sicuro, senza fornire ulteriori dettagli. 

Nella conferenza stampa tenuta a Kabul, il 6 settembre, il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha chiesto la fine degli scontri. “Non ci sono scuse perché la guerra continui”, ha dichiarato. “Il Paese deve muoversi di più verso la stabilità. A nessuno è permesso creare caos in nessun angolo del Paese”, ha aggiunto. “Volevamo risolvere la questione del Panjshir attraverso i colloqui, ci abbiamo provato molto. Ma alcuni di quelli che erano fuggiti da Kabul, portando con loro armi e veicoli, volevano disturbare la nazione. Hanno risposto negativamente alle nostre delegazioni. Il Panjshir è nelle mani delle forze di sicurezza”, ha ribadito Mujahid.

A tale proposito, è importante sottolineare che già venerdì 3 settembre, alcune fonti interne ai talebani avevano affermato che il gruppo aveva preso il controllo sulla provincia. Tuttavia, lo stesso giorno, alcuni leader della resistenza locale avevano però negato la notizia. Nonostante la presa della valle non fosse stata confermata, nella capitale afghana Kabul, che dal 15 agosto è sotto il controllo talebano, sono state sparate raffiche di spari celebrativi. 

Invece, domenica 5 settembre, Ahmad Massoud aveva annunciato di aver accolto la proposta di negoziare un accordo per mettere fine ai combattimenti. Nelle ore precedenti, le forze talebane avevano affermato di essersi fatte strada verso la capitale provinciale del Panjshir e di aver conquistato i distretti circostanti. “La NRF in linea di principio accetta di risolvere i problemi attuali e porre fine immediatamente ai combattimenti e continuare i negoziati”, ha scritto Massoud su Facebook. “Per raggiungere una pace duratura, la NRF è pronta a smettere di combattere a condizione che i talebani cessino anche i loro attacchi e movimenti militari a Panjshir e Andarab”, ha aggiunto, facendo riferimento ad un distretto nella vicina provincia di Baghlan.

La proposta di negoziare sarebbe arrivata dall’ulema, un gruppo di leader religiosi afghani, che hanno sottolineato la necessità di riunirsi, insieme alle due parti in conflitto, per trovare una soluzione alla situazione in Afghanistan. A tale proposito, i media afghani avevano riferito che gli studiosi religiosi avevano già invitato i talebani ad accettare un accordo per porre fine ai combattimenti nel Panjshir. Il gruppo non ha reso nota alcuna risposta, per il momento. Sul fronte opposto, le parole di Massoud arrivano lo stesso giorno in cui il NRFA ha confermato che il suo principale portavoce, Fahim Dashti, era stato ucciso. Dashti era sopravvissuto all’attacco suicida che aveva causato la morte del famoso leader della resistenza locale, il padre di Massoud, Ahmad Shah Massoud, il 9 settembre 2001, pochi giorni prima degli attacchi dell’11 settembre negli Stati Uniti.

La valle del Panjshir è un simbolo della resistenza nel Paese, perché è proprio lì che il padre dell’attuale comandante Massoud resistette strenuamente alle offensive sovietiche nel corso dell’invasione dell’Afghanistan. Oltre a questo, la provincia aveva anche resistito al precedente governo talebano istituito nel 1996 e che era stato sciolto nel 2001. Il 22 agosto scorso, Massoud aveva dichiarato che non avrebbe mai consegnato la provincia del Panjshir al gruppo militante islamista.  Massoud aveva chiesto negoziati per formare un governo inclusivo per l’Afghanistan, ma aveva anche promesso di resistere se le forze talebane avessero tentato di entrare nella valle. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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