Russia: Putin intende normalizzare le relazioni con il Giappone

Pubblicato il 5 settembre 2021 alle 6:56 in Giappone Russia

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Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha dichiarato, venerdì 3 settembre, che Mosca è interessata a ripristinare le relazioni bilaterali con il Giappone. Tali dichiarazioni sono state rilasciate dal capo del Cremlino il medesimo venerdì, in occasione dell’Eastern Economic Forum (EEF), che si sta svolgendo a Vladivostok, in Russia, dal 2 al 4 settembre. Putin ha sottolineato che l’interesse a rilanciare il dialogo russo-giapponese non è solo di Mosca, ma anche di Tokyo. “È reciproca l’intenzione di sviluppare la cooperazione strategica”, ha continuato il presidente moscovita, aggiungendo che la Federazione non si è mai rifiutata di avviare un dialogo costruttivo con il Giappone. In tale quadro, è opportuno sottolineare che l’Eastern Economic Forum ha altresì offerto la possibilità ai due Paesi di concretizzare ulteriormente l’interesse reciproco a rilanciare la cooperazione. Nello specifico, il 2 settembre, il ministro dell’Energia della Federazione Russa, Nikolai Shulginov, e il ministro dell’Economia del Giappone, Hiroshi Kajiyama, hanno sottoscritto una dichiarazione d’intenti sulla cooperazione in diversi settori energetici. I documenti congiunti russo-giapponesi sono stati firmati al fine di avviare una serie di progetti riguardanti la cooperazione in diversi sotto-settori energetici, alcuni più “verdi di altri”. Tra questi, è importante menzionare la produzione e la fornitura di Gas Naturale Liquefatto (GNL), di fonti di energia rinnovabile e di idrogeno, nonché programmi per il trattamento e l’utilizzo del carbonio. “Attribuiamo grande importanza alla cooperazione nel campo dell’energia dell’idrogeno” poiché consente di “promuovere gli interessi delle società energetiche russe e giapponesi nel mercato globale, al fine di stabilire un efficace scambio di informazioni” ha dichiarato Shulginov.

Russia e Giappone hanno il potenziale per sviluppare importanti relazioni bilaterali, nonostante alcune controversie storiche non ancora risolte, come quella legata alla sovranità delle Isole Curili e la mancanza di un trattato di pace a seguito della Seconda Guerra Mondiale. Le parole di Putin del 3 settembre sono giunte a seguito di dichiarazioni analoghe, rilasciate dal ministro degli Affari Esteri della federazione, Sergey Lavrov, l’8 luglio. In tale occasione, Lavrov ha affermato che Mosca e Tokyo dovrebbero avviare consultazioni per sottoscrivere un accordo di pace che permetta di normalizzare le relazioni bilaterali tra le due potenze. Nonostante, nel corso del 2020, i rappresentanti di Russia e Giappone si siano incontrati in più occasioni per raggiungere un compromesso, al momento non è in corso nessuna trattativa. Da parte sua, Mosca ritiene che la firma di un accordo bilaterale non dovrebbe essere focalizzata solo sulla risoluzione della disputa territoriale. L’intesa dovrebbe essere di più ampio respiro e dovrebbe permettere di rilanciare la partnership a più livelli, quali commerciale, culturale, e diplomatico.

Dall’altra parte, Tokyo sembra essere concentrata solo sul contenzioso territoriale. Un altro aspetto che contribuisce a creare attrito tra le due potenze è l’alleanza militare tra Giappone e Stati Uniti. La Russia vede tale cooperazione come un’alleanza “diretta contro il Cremlino”, come dimostrano le “armi statunitensi” dispiegate sul territorio Asiatico. Nello specifico, la preoccupazione di Mosca non è tanto legata all’alleanza statunitense-giapponese in sé, quanto “ai suoi obiettivi”. Tokyo aveva più volte assicurato a Mosca che non avrebbe mai permesso agli USA di dispiegare armi sul territorio giapponese poiché tale mossa avrebbe rappresentato una “minaccia per la sicurezza delle Russia”. Nonostante ciò, questo è quanto sta accadendo al momento. Inoltre, il fatto che la Casa Bianca definisca il Giappone come il suo “alleato principale”, è un altro fattore che allarma la Federazione.

La disputa tra Russia e Giappone sulla sovranità delle Isole Curili trova le sue origini alla fine del 1855, quando le due parti ratificarono il Trattato di Shimoda. Quest’ultimo assegnava a Tokyo il controllo dei quattro territori più prossimi al Giappone e a Mosca le restanti Isole. Più tardi, con il Trattato di San Pietroburgo del 1875, la Russia rinunciò alla sovranità su Kunashir, Iturup, Shikotan e Habomai in cambio del controllo totale della strategica isola di Sachalin. La situazione geopolitica, tuttavia, ha subito profondi mutamenti a seguito della Seconda guerra mondiale. Sulla base degli accordi di Jalta, l’URSS si impegnava ad entrare in guerra contro il Giappone. La promessa venne mantenuta e culminò con l’occupazione delle Isole Curili, nello specifico della catena che si estende dall’isola giapponese di Hokkaido alla penisola russa di Kamchatka, a Nord. Tra gli obiettivi, Mosca era intenzionata ad assicurarsi il controllo sugli stretti di fronte alla base navale di Vladivostok sul Pacifico, area chiave per il controllo del Mar del Giappone e del Pacifico Nordoccidentale.

Strategicamente, il controllo delle Isole assicura alla Russia l’accesso all’Oceano Pacifico per la propria flotta di navi da guerra e sottomarini con base a Vladivostok, per la durata di tutto l’anno, poiché lo stretto tra Kunashir e Iturup non gela durante l’inverno. In aggiunta, Mosca ha aperto basi militari nell’arcipelago e ha dispiegato sistemi missilistici sulle Isole. Non da ultimo, la zona è ricca di sorgenti calde, minerali e metalli rari come il renio, il quale viene utilizzato nella produzione di aerei supersonici.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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