Afghanistan: gli ultimi sviluppi

Pubblicato il 5 settembre 2021 alle 15:21 in Afghanistan Asia

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Il 5 settembre, i talebani e le forze di opposizione hanno continuato a combattere per il controllo sulla valle del Panjshir, situata a Nord di Kabul e il massimo generale degli Stati Uniti, Mark Milley, ha avvertito del rischio di una “guerra civile”. Intanto, il giorno prima, Kabul è stata teatro di proteste delle donne mentre, mentre il capo dei servizi di intelligence del Pakistan si è recato nella capitale per incontrare i talebani. Il gruppo ha dichiarato che la nomina di un governo è vicina.

Il portavoce dei talebani, Bilal Karimi, ha comunicato che il gruppo ha preso i distretti di Khinj e Unabah nella valle del Panjshir, assicurando alle forze talebane il controllo di quattro dei sette distretti della provincia. Al contempo, il Fronte di resistenza nazionale dell’Afghanistan, che raggruppa milizie regionali e soldati delle forze del vecchio governo fedeli al leader locale Ahmad Massoud, ha affermato di aver circondato “migliaia di terroristi” al passo di Khawak e che i talebani hanno abbandonato veicoli e attrezzature nell’area di Dashte Rewak. Il portavoce del Fronte Fahim Dashti ha aggiunto che sono in corso “scontri pesanti”. Nel corso della giornata del 5 settembre, i talebani hanno poi affermato di aver preso il controllo sul quartier generale della polizia e il centro distrettuale di Rukhah, adiacente al capoluogo provinciale Bazarak. Il gruppo ha poi affermato che le forze di opposizione hanno subito numerose vittime, molti loro uomini sono stati fatti prigionieri e i loro veicoli, armi e munizioni sono state sequestrati. Al contempo, però, le forze della resistenza hanno affermato di aver catturato centinaia di soldati talebani.

 

Intanto, il 3 settembre i talebani avevano dichiarato di aver preso la valle del Panjshir nonostante il fronte di resistenza avesse negato da subito tali notizie. Secondo i media locali, a Kabul, almeno 17 persone sono state uccise e 41 ferite da raffiche di spari celebrativi con i quali i talebani stavano festeggiando la loro avanzata nella valle del Panjshir.

Di fronte all’attuale situazione afghana, il generale statunitense Milley ha dichiarato che potrebbero svilupparsi le condizioni per lo scoppio di una guerra civile. Il generale ha affermato di non essere sicuro del fatto che i talebani saranno in grado di consolidare il potere e stabilire un governo. Se così non sarà, per Milley, in Afghanistan potrebbe avvenire una ricostituzione di Al Qaeda o a una crescita dell’ISIS o di altri gruppi terroristici.

Il 4 settembre, intanto, il capo dei servizi di intelligence pakistani, Inter-Services Intelligence (ISI),  il tenente generale Faiz Hameed, si è recato a Kabul. Non è chiaro quale fosse il suo programma, ma un alto funzionario del Pakistan ha dichiarato che Hameed potrebbe aiutare i talebani a riorganizzare l’esercito afghano. In passato, Washington aveva ripetutamente accusato il Pakistan e l’ISI di sostenere i talebani nella lotta del gruppo contro il governo appoggiato dagli Stati Uniti a Kabul. Islamabad ha però sempre negato le accuse.

Parallelamente, a Kabul i talebani hanno interrotto una manifestazione di un gruppo di donne che esortavano i militanti a rispettare i loro diritti all’istruzione e al lavoro, secondo Tolo News citata da Reuters. Alcuni manifestanti hanno affermato che i talebani hanno usato gas lacrimogeni e teaser contro i partecipanti, mentre alcune donne sarebbero state picchiate.

Dal punto di vista della formazione di un governo, una fonte talebana ha detto che l’annuncio di un nuovo esecutivo sarà rinviato alla settimana dal 6 al 12 settembre. Il possibile nuovo capo del governo, Abdul Ghani Baradar, uno tra i co-fondatori dell’organizzazione dei talebani e, al momento, a capo dell’ufficio politico del gruppo, ha dichiarato che la nuova amministrazione includerà tutte le fazioni afgane. Baradar ha dichiarato: “Stiamo facendo del nostro meglio per migliorare le loro condizioni di vita. Il governo garantirà la sicurezza, perché è necessaria per lo sviluppo economico”.

Sempre il 4 settembre, l’ambasciatore del Qatar in Afghanistan ha affermato che un team tecnico ha riaperto l’aeroporto di Kabul per ricevere aiuti. Secondo Al-Jazeera, i voli nazionali sarebbero ripresi dopo che l’aeroporto è stato chiuso da quando, il 30 agosto, sono state completate le evacuazioni guidate dagli Stati Uniti.

Le Nazioni Unite, intanto, hanno dichiarato che convocheranno una conferenza internazionale sugli aiuti per l’Afghanistan, il 13 settembre per aiutare a prevenire quella che il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha definito “un’incombente catastrofe umanitaria”. Le potenze occidentali affermano di essere pronte a impegnarsi con i talebani e inviare aiuti umanitari, ma che il riconoscimento formale del governo e una più ampia assistenza economica dipenderanno dalle loro azioni per salvaguardare i diritti umani.

Il 15 agosto, i talebani si sono insediati nella capitale afghana Kabul, annunciando la rinascita dell’Emirato islamico e la fine della guerra in Afghanistan. Nel giro di poche settimane, il gruppo ha preso il controllo sul Paese conquistando gran parte dei suoi capoluoghi provinciali, spesso senza incontrare resistenza. Una volta che i talebani sono giunti alle porte di Kabul, il 15 agosto, il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ha lasciato il Paese per recarsi negli Emirati Arabi Uniti.  Il successivo 31 agosto, poi, le truppe statunitensi hanno concluso il loro ritiro dall’Afghanistan.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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