Thailandia: confermata la fiducia al premier

Pubblicato il 4 settembre 2021 alle 9:06 in Asia Thailandia

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Il primo ministro della Thailandia, Prayut Chan-o-cha, e altri cinque ministri del suo esecutivo hanno resistito ad una mozione di sfiducia chiesta dall’opposizione il 4 settembre. Intanto, i manifestanti che chiedono le dimissioni del premier hanno promesso nuove proteste contro il governo.

In Parlamento, Prayut ha ricevuto 264 voti a suo sostegno e 208 contrari. In totale, l’opposizione avrebbe necessitato del sostegno di 242 parlamentari dei totali 482 per far cadere la leadership di Prayut. Dal 31 agosto scorso, in Parlamento è stato discusso un dibattito sulla gestione dell’emergenza coronavirus da parte del governo del premier e sulle ricadute economiche dell’emergenza. Particolari critiche sono state riservate all’esecutivo per il ritardo nell’ottenere vaccini in quanto non erano stati ordinati in anticipo e perché la Thailandia ha deciso di non aderire al programma internazionale di fornitura di vaccini COVAX.

Da parte sua, il premier thailandese ha commentato la mozione dichiarando di restare fiducioso e durante il dibattito iniziato il 31 agosto ha difeso le sue scelte.

Il voto del 4 settembre ha rappresentato la terza mozione di sfiducia contro Prayut. Il premier è salito al potere per la prima volta nel 2014, dopo aver realizzato un colpo di Stato. Nel 2017, il primo ministro thailandese aveva adottato una nuova Costituzione ampliando i poteri della corona e conferendo all’Esercito il compito di nominare i membri del Senato che, a loro volta, nominano il premier. Prayut è poi rimasto alla guida del Paese anche dopo le ultime elezioni nazionali, organizzate nel 2019, alle quali è risultato vincitore, nonostante in molti ritengano che le votazioni siano state manipolate in suo favore.

In Thailandia, sono tutt’ora in corso proteste che chiedono le sue dimissioni e che sono state caratterizzate anche da scontri violenti.  Le proteste thailandesi hanno assistito ad un nuovo aumento nell’ultimo periodo in quanto i manifestanti che hanno iniziato a chiedere le dimissioni del premier nel 2020 sono tornati in strada con un seguito maggiore di persone insoddisfatte per la gestione della pandemia.

Le proteste erano nate come un movimento pacifico organizzato on-line a inizio 2020 da gruppi studenteschi che hanno poi coinvolto più strati della popolazione, scesa nelle piazze dal 18 luglio 2020. Il movimento di dissenso era nato di fronte alla crescente influenza dell’Esercito nel governo e al ruolo della monarchia. Le principali richieste dei manifestanti erano e sono una Costituzione più democratica, le dimissioni del primo ministro e riforme monarchiche. Il movimento aveva però perso vigore a causa di molti arresti dei suoi leader, delle preoccupazioni e delle restrizioni per il coronavirus, nonché delle controversie sulla visione critica della monarchia. Tuttavia, di fronte ad un aumento di contagi di coronavirus a partire dalla terza ondata di aprile 2021, Prayuth è stato criticato per la sua gestione della crisi e per non essere riuscito a garantire forniture tempestive e adeguate di vaccini.

Al 3 settembre, la Thailandia ha registrato 14.653 nuovi casi giornalieri, per un totale di 1.248.240 contagi da inizio pandemia. I decessi sono stati invece in totale 12.374. In tale quadro, il programma di vaccinazione è iniziato a giugno 2021 e, al 30 agosto, sono state somministrate un totale di 31.182.438 dosi su una popolazione di 66 milioni.

Dal punto di vista economico, il governo ha rivisto per la terza volta le previsioni di crescita economica per il 2021, indicando un possibile dato compreso tra lo 0,7%  e l’1,2% rispetto al valore precedentemente previsto tra l’1,5% e il 2,5%. Nel 2020, invece, l’economia aveva subito una contrazione del 6,1%.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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