Iraq- Arabia Saudita: nuovo partenariato nel commercio marittimo

Pubblicato il 4 settembre 2021 alle 7:11 in Arabia Saudita Iraq

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L’Iraq e l’Arabia Saudita hanno siglato, il 2 settembre, un accordo volto a rafforzare i legami di cooperazione nel settore marittimo, dando nuovo slancio alle relazioni di natura economica tra i due Paesi.

L’accordo, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa saudita SPA, è stato firmato dal ministro dei trasporti e dei servizi logistici saudita, Saleh bin Nasser al-Jasser, altresì presidente dell’Autorità generale dei trasporti, e dal ministro dei Trasporti iracheno, Nasser al-Shibli. Questo si inserisce nel quadro delle iniziative messe in atto da Riad e Baghdad all’interno del Consiglio di coordinamento congiunto, il cui scopo è rafforzare le relazioni strategiche tra i due Paesi e aprire nuovi orizzonti di cooperazione, in diversi ambiti.

Nello specifico, l’intesa raggiunta il 2 settembre riguarda compagnie di trasporto, imbarcazioni e personale attivo nel settore marittimo, un ambito ritenuto essere un pilastro dello sviluppo economico a livello internazionale. L’obiettivo è aumentare il traffico delle navi commerciali per il trasporto di passeggeri e merci, sostenere e incoraggiare gli scambi commerciali e facilitare i requisiti e le procedure per l’accesso ai porti delle navi di entrambi i Paesi, nonché promuovere lo scambio di esperienze e tecnologie tra aziende, istituzioni e istituti marittimi. Alla luce di ciò, con la firma dell’accordo, sia Baghdad sia Riad riconosceranno i documenti di navi e personale di ciascuna parte, oltre a offrire agevolazioni e assistenza nelle fasi di partenza, permanenza negli scali portuali e in caso di incidenti in acque territoriali. Non da ultimo, verrà aumentato il volume di scambi commerciali attraverso il porto di confine di Jadida-Arar, ponendo un limite massimo di quattro ore per la lavorazione delle merci, mentre verrà ampliata la strada che collega il porto e la frontiera saudita. Infine, le due parti si sono dette concordi a coordinarsi in occasione di incontri internazionali in ambito marittimo, mentre è stato stabilito che verrà riattivato anche l’accordo relativo a trasporto e sicurezza aerea.

Come riporta il quotidiano al-Arab, con l’accordo del 2 settembre, l’Iraq e l’Arabia Saudita, oltre a mostrare l’intenzione di superare gli ostacoli a movimenti e scambi commerciali, hanno dato nuovo impulso ai rapporti economici fra loro. Il volume di scambi commerciali annuo tra i due Paesi superava i 170 milioni di dollari prima del 2017, con il settore dei servizi che ha spesso svolto il ruolo maggiore, con il 57%, mentre il settore industriale ha rappresentato il 38% e quello agricolo il 5%. Ora, l’obiettivo è giungere ad almeno un miliardo di dollari all’anno. Secondo un esperto saudita di commercio internazionale, l’intesa del 2 settembre potrebbe contribuire ad aumentare il volume degli scambi commerciali del 15% l’anno. Ciò riguarderebbe un settore, quello marittimo, che rappresenta il 90% del commercio globale. Inoltre, si prevede verrà facilitato lo scambio di prodotti petroliferi e derivati richiesti tra i due paesi, attraverso il porto di Umm Qasr in Iraq e il porto di King Abdulaziz a Dammam. Come spiegato dall’esperto, vi sono altri due fattori che si prevede contribuiranno a rafforzare gli scambi. Da un lato, l’approvazione da parte dell’Arabia Saudita dell’istituzione di una filiale della Banca nazionale dell’Iraq nel Regno, volta a facilitare le questioni commerciali tra i due Paesi. Dall’altro lato, il previsto collegamento elettrico, che fornirà all’Iraq risorse di base per migliorare l’ambiente.

La nuova intesa è giunta dopo che, il 31 marzo, Riad e Baghdad hanno deciso di creare un fondo comune con un capitale stimato di 3 miliardi di dollari. Si tratta di un “contributo del Regno” volto a stimolare gli investimenti nell’economia irachena. In tal modo, gli investimenti dell’Arabia Saudita in Iraq dovrebbero salire a 10 miliardi di riyal, equivalenti all’incirca a 2,67 miliardi di dollari.  Parallelamente, già a luglio 2020, era stato formato un Comitato speciale congiunto, volto a discutere di dossier in materia economica e investimenti. Ad oggi, sono già diverse le società saudite che stanno investendo in Iraq, dove si stimano investimenti superiori ai 2 miliardi di riyal, pari all’incirca a 530 milioni di dollari. Riad mira investire ulteriormente, fino a 2,7 miliardi di dollari, in vari settori.

L’Arabia Saudita ha cercato più volte di “corteggiare” l’Iraq, di comune accordo con gli Stati Uniti, con il fine di contrastare la crescente influenza dell’Iran, considerato il principale nemico in Medio Oriente sia da Riad sia da Washington. Da parte sua, l’Iraq mira ad ottenere vantaggi economici dai maggiori rapporti con il Regno saudita. La ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi è da far risalire al mese di dicembre 2015, dopo un’interruzione durata circa 25 anni, seguita all’invasione irachena in Kuwait del 1990.  L’istituzione del Consiglio di Coordinazione congiunto saudita-iracheno, invece, risale al mese di ottobre 2017, pochi mesi prima della sconfitta militare dell’ISIS in Siria e in Iraq. In tale occasione, Riad e Baghdad si sono dette pronte a facilitare la ricostruzione delle aree devastate dai terroristi in Iraq. Non da ultimo, già nel mese di aprile 2019, dopo la riapertura del consolato saudita in Iraq, il Regno del Golfo si è impegnato a stanziare prestiti da 1.5 miliardi di dollari e, dopo un mese, sono stati siglati 13 accordi in diversi ambiti, dall’energia all’istruzione.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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