Una delegazione del governo libanese visita la Siria

Pubblicato il 4 settembre 2021 alle 16:44 in Libano Siria

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Una delegazione di alto livello del governo libanese è arrivata in Siria il 4 agosto per colloqui che dovrebbero concentrarsi sulla crisi del carburante che ha paralizzato il Libano. Quella del 4 settembre sarà la più alta visita ufficiale libanese dall’inizio della guerra civile in Siria, il 15 marzo 2011.

I media statali siriani citati da Associated Press hanno descritto il viaggio come una visita che “rompe il ghiaccio e ravviva le relazioni” tra i due Paesi. La delegazione di alto livello libanese è guidata dal ministro della Difesa ad interim e sostituto ministro degli Esteri nonché vice premier , Zeina Akar, e dai ministri dell’Energia, Raymond Ghajar,e delle Finanze, Ghazi Wazni. Tra la delegazione c’è anche il principale negoziatore e capo della sicurezza del Libano, Abbas Ibrahim.  Il ministro degli Esteri siriano, Faisal Mikdad, riceverà la delegazione a un valico di frontiera prima di recarsi insieme a Damasco.

Come riferito da Al-Arabiya, sulla base di fonti interne al Ministero dell’Energia siriano, le parti discuteranno i piani per importare gas naturale attraverso la Giordania e la Siria per alleviare la crisi energetica del Libano. L’obiettivo è quello di rilanciare un accordo del 2009 che consentiva al Libano di importare gas dall’Egitto attraverso la Siria. Ciò implicherebbe che gli Stati Uniti sarebbero disposti a rinunciare alle sanzioni occidentali che vietano qualsiasi transazione ufficiale con il governo siriano e che hanno ostacolato i precedenti tentativi del Libano di approvvigionarsi di gas dall’Egitto.

Secondo Associated Press, poi, il Libano si aspetta una spedizione di carburante dall’Iran, che secondo i media locali sarà consegnato al porto siriano di Baniyas e trasportato via terra. I leader del gruppo militante libanese di Hezbollah, sostenuto dall’Iran, avrebbero organizzato con gli alleati a Teheran la spedizione del carburante in Libano per aiutare ad alleviare la carenza nel Paese. La consegna, se effettuata, violerebbe le sanzioni statunitensi sull’Iran che erano state imposte dall’ex presidente, Donald Trump, dopo il ritiro di Washington dall’accordo sul nucleare iraniano nel 2018. Come riferito da Associated Press, non è stata ancora fornita una data per l’arrivo del carburante, ma la spedizione in Libano sarebbe vista come una prova delle sanzioni statunitensi e molti in libanesi temono che possa innescare sanzioni anche contro il loro Paese.

Più funzionari statunitensi hanno messo in guardia il Libano rispetto all’utilizzo di petrolio iraniano e hanno offerto assistenza per affrontare la crisi economica nel Paese. Funzionari statunitensi hanno affermato di essere in trattative con funzionari libanesi, egiziani e giordani per trovare soluzioni a lungo termine alla crisi del carburante. Una soluzione che è stata proposta è quella di organizzare la consegna del gas naturale egiziano attraverso la Giordania utilizzando un gasdotto che attraversa la Siria.

In Siria è tutt’ora in corso un conflitto interno scoppiato il 15 marzo 2011, quando parte della popolazione siriana ha iniziato a manifestare e a chiedere le dimissioni del presidente siriano Assad. Ad oggi, le forze governative controllano la maggior parte del territorio nazionale e la regione di Idlib è l’ultima porzione di territorio sotto il controllo dei ribelli. Damasco, appoggiata da Russia, Iran e dalle milizie libanesi di Hezbollah, sta combattendo per ripristinare il proprio controllo anche su tale area. Sul fronte opposto, parte dei ribelli riceve sostegno della Turchia.

Il Libano ha mantenuto relazioni diplomatiche con la Siria, ma ha adottato una politica detta “di dissociazione dal conflitto” sin dal suo inizio nel 2011, che ha frenato i rapporti ufficiali. Funzionari della sicurezza e politici libanesi hanno effettuato diverse visite in Siria negli ultimi anni, ma quasi esclusivamente a titolo personale o per conto di partiti politici che sostengono il governo del presidente Bashar al-Assad. Tra questi vi son i appresentanti di Hezbollah.

Il Libano è alle prese da mesi con una grave crisi di carburante, che si è intensificata con la decisione della Banca centrale, dell’11 agosto, di revocare i sussidi sulle importazioni di carburante e di passare ai tassi di mercato, a causa dell’esaurimento delle risorse monetarie in dollari. Il governo si è opposto, rifiutandosi di modificare i prezzi di vendita ufficiali, creando una situazione di stallo che ha lasciato gli importatori in un limbo e ha causato il prosciugamento delle forniture in tutto il Paese. La situazione si è sbloccata il 21 agosto, quando il governo di Beirut ha deciso di modificare il tasso di cambio utilizzato per prezzare i prodotti petroliferi, mentre i prezzi del carburante sono aumentati di oltre il 60%. La crisi di carburante, che ha portato a un drastico razionamento dell’elettricità, ha già causato l’aumento dei prezzi di beni di prima necessità, la chiusura di decine di ristoranti e bar, mentre gli ospedali chiedono aiuto, sostenendo che le loro riserve di olio combustibile si stanno esaurendo.

La scelta della Banca centrale è stata l’ultimo risvolto della crisi finanziaria in corso in Libano che ha portato la lira libanese a crollare di oltre il 90% in meno di due anni, spingendo oltre la metà della popolazione al di sotto della soglia di povertà.A livello politico, il Libano è in attesa di un governo che possa esercitare a pieno le proprie funzioni e risanare il quadro economico e sociale in continuo deterioramento.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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