UE: incontro a Lubiana tra i ministri della Difesa dei Paesi membri

Pubblicato il 3 settembre 2021 alle 18:30 in Europa Slovenia

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I ministri della Difesa dell’Unione Europea si sono incontrati, giovedì 2 settembre, a Lubiana, in Slovenia, per discutere della situazione afghana, dell’aggiornamento degli impegni operativi dell’UE e dello “Strategic Compass”. Relativamente all’impegno europeo in materia di Difesa, i ministri hanno concordato sulla necessità di valutare le proposte per la creazione di una forza di reazione rapida europea. Questo bisogno è sorto in maniera più urgente dopo che i Paesi europei si sono ritrovati a ricoprire un ruolo marginale durante l’evacuazione dall’Afghanistan, guidata dagli Stati Uniti. Da quel momento, sono aumentate le richieste affinché l’UE sviluppi una propria capacità militare congiunta per rispondere rapidamente alle crisi.

“L’Afghanistan ha dimostrato che le carenze nella nostra autonomia strategica hanno un prezzo e che l’unico modo per andare avanti è unire le nostre forze e rafforzare non solo la nostra capacità ma anche la nostra volontà di agire”, ha detto, davanti ai giornalisti, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, subito dopo l’incontro. “Se vogliamo essere in grado di agire in modo autonomo e non dipendere dalle scelte degli altri, anche se questi altri sono nostri amici e alleati, allora dobbiamo sviluppare le nostre capacità”, ha aggiunto.

Tra le proposte avanzate, c’è quella di istituire una forza di 5.000 uomini. Il piano, compreso all’interno di una strategia di revisione globale dell’UE, dovrebbe essere presentato in forma di bozza a novembre. Tuttavia, la proposta deve ancora ottenere il sostegno di tutti i Paesi membri dell’Unione e ci sono grossi dubbi sulla volontà politica di impegnare una tale forza. Il blocco, ad esempio, non ha mai utilizzato il sistema dei cosiddetti gruppi tattici, istituito nel 2007, per fronteggiare le crisi.

Sulla linea di Borrell, anche il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha sottolineato l’importanza di una politica di Difesa comune. “L’UE e i suoi Stati membri devono avere un peso maggiore nel mondo, per difendere i nostri interessi e valori e proteggere i nostri cittadini”, ha affermato Michel, aggiungendo: “Il caotico ritiro dall’Afghanistan ci costringe ad accelerare il nostro pensiero su un piano di difesa europea”.

Il ministro della Difesa sloveno, Matej Tonin, il cui Paese detiene attualmente la presidenza di turno dell’UE e ha ospitato l’incontro nella tenuta statale del castello di Brdo, a Nord-Ovest della capitale, Lubiana, ha stimato che una forza di risposta rapida potrebbe contare da “5.000 a 20.000” uomini. A Washington, l’amministrazione del presidente Joe Biden ha indicato che accoglierebbe con favore una tale forza, dopo anni di pressioni, da parte degli Stati Uniti, sugli alleati della NATO, invitati a condividere maggiormente gli oneri aumentando le loro spese militari. “Continuiamo a credere che un’Europa più forte e più capace sia nei nostri interessi comuni”, ha detto ai giornalisti il portavoce del Dipartimento di Stato USA, Ned Price. “Quando le democrazie che compongono l’UE si uniscono, costituiscono una forza straordinaria per un ordine internazionale stabile e aperto”, ha aggiunto, sottolineando però che l’Unione Europea e la Nato dovrebbero coordinarsi per “evitare duplicazioni e potenziali sprechi di risorse scarse”.

La ministra della Difesa tedesca, Annegret Kramp-Karrenbauer, ha affermato che la lezione dall’Afghanistan dovrebbe insegnare all’Europa ad essere in grado di “agire in modo più indipendente” per essere un attore credibile. Tuttavia, ha insistito la ministra, “è molto importante che l’UE agisca come alternativa alla Nato e agli americani”. In più, Kramp-Karrenbauer è sembrata respingere l’idea di una forza permanente, affermando, su Twitter, che delle “coalizioni di volontà” tra gli Stati membri dovrebbero unirsi per affrontare crisi future.

Il ministro italiano della Difesa, Lorenzo Guerini, intervenendo a Lubiana, ha dichiarato: “La crisi afghana fornisce ulteriore conferma di quanto sia instabile e incerto il panorama geostrategico e ci porta una serie di lezioni che dobbiamo apprendere come Unione Europea: è necessario migliorare la nostra capacità di anticipazione strategica, valorizzare le peculiarità e gli strumenti propri dell’Unione, dotarci delle capacità necessarie per operare efficacemente ma soprattutto avere la volontà di impiegarle in modo efficace e coerente in relazione agli obiettivi. Credo che lo Strategic Compass debba riflettere tutte queste esigenze e sono convinto che debba essere un documento ambizioso e concreto, che guardi con realismo anche ai rapporti con i principali partner, in primis la NATO”. Il confronto sullo “Strategic Compass” ha posto l’accento sul libero accesso ai beni globali, sulla comunicazione strategica e sul contrasto alla disinformazione e alle minacce ibride, facendo emergere la necessità di una “intelligence condivisa”. “Cyber, spazio e mare, risultano tre domini vitali sia in campo civile sia in quello militare, pertanto, bisogna garantire la capacità dell’Unione Europea e degli Stati Membri di operare in sicurezza e di difendersi, se sono minati i nostri interessi”, ha sottolineato il ministro.

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Chiara Gentili

di Redazione

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