Il fatto più importante della settimana, Afghanistan

Pubblicato il 3 settembre 2021 alle 7:00 in Afghanistan Asia

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Dopo che l’ultimo aereo militare statunitense è partito da Kabul, nelle prime ore del 31 agosto, i talebani hanno preso il controllo dell’aeroporto, annunciando che l’Emirato Islamico è oggi una “nazione libera e sovrana”. 

Un video, girato dai talebani e citato dall’agenzia di stampa Reuters, ha mostrato i combattenti entrare nell’aeroporto, dopo che le ultime truppe statunitensi erano decollate, intorno a mezzanotte, segnando la fine del ritiro di Washington e dei suoi alleati della NATO. Secondo quanto riferito da al-Jazeera English, lo stesso 31 agosto, il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha dichiarato: “Non abbiamo alcun dubbio che l’Emirato islamico dell’Afghanistan sia una nazione libera e sovrana”. “L’America è stata sconfitta e a nome della mia nazione, vogliamo avere buoni rapporti con il resto del mondo”, ha aggiunto. Il portavoce dei talebani anche promesso che gli afgani “proteggeranno la nostra libertà, indipendenza e i valori islamici”.

Da parte sua, anche il generale dei Marine, Frank McKenzie, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha confermato che le ultime truppe americane sono volate via da Kabul poco prima della mezzanotte, ora locale. “Non abbiamo evacuato tutti quelli che volevamo portare via. Ma penso che se fossimo rimasti altri 10 giorni, non avremmo tirato fuori tutti quelli che volevamo far uscire”, ha affermato. L’esercito degli Stati Uniti ha condiviso un’immagine scattata con l’ottica per la visione notturna dell’ultimo soldato degli USA che è salito a bordo dell’ultimo volo di evacuazione da Kabul: il maggiore generale Chris Donahue, comandante dell’ottantaduesima divisione aviotrasportata.

La guerra più lunga d’America ha causato la morte di quasi 2.500 soldati statunitensi e a circa 240.000 afgani, ed è costata circa 2 trilioni di dollari. Un massiccio, ma caotico ponte aereo degli Stati Uniti e dei suoi alleati, a partire dal 14 agosto, è riuscito a evacuare più di 123.000 persone da Kabul. Tuttavia, altre decine di migliaia di individui che hanno aiutato i Paesi occidentali durante la guerra sono rimaste in Afghanistan. Un contingente di cittadini statunitensi, che secondo il segretario di Stato Antony Blinken era formato da 100-200 persone, voleva partire ma non è riuscito a salire sugli ultimi voli. Il generale Frank McKenzie ha confermato che il più alto diplomatico degli Stati Uniti in Afghanistan, Ross Wilson, era sull’ultimo volo C-17.

Il presidente Joe Biden, in una dichiarazione, ha difeso la sua decisione di attenersi alla scadenza del 31 agosto per il ritiro delle forze statunitensi, aggiungendo che il mondo deve imporre ai talebani di rispettare il proprio impegno, volto a consentire un passaggio sicuro a coloro che vogliono lasciare l’Afghanistan. “Ora, la nostra presenza militare di 20 anni in Afghanistan è terminata”, ha dichiarato Biden, che ha ringraziato le forze armate statunitensi. Il presidente ha ricevuto pesanti critiche dai repubblicani e da alcuni dei suoi colleghi democratici per la sua gestione dell’Afghanistan da quando i talebani hanno preso il controllo di Kabul, il 15 agosto, dopo un’avanzata fulminea e il crollo del governo sostenuto dagli USA. 

Il senatore Ben Sasse, un membro repubblicano del Comitato di intelligence del Senato, ha definito il ritiro degli Stati Uniti una “disgrazia nazionale” che è stato “il risultato diretto della codardia e dell’incompetenza del presidente Biden”. Invece, il senatore democratico Sheldon Whitehouse ha pubblicato su Twitter: “Bravo ai nostri diplomatici, militari e agenzie di intelligence. Un ponte aereo di 120.000 persone in quella situazione pericolosa e tumultuosa è qualcosa che nessun altro potrebbe fare”. Blinken, da parte sua, ha affermato che gli Stati Uniti sono pronti a lavorare con il nuovo governo talebano se questo non porterà avanti rappresaglie contro gli oppositori nel Paese.

Intanto, i talebani devono rilanciare un’economia distrutta da decenni di guerra, senza poter contare sui miliardi di dollari in aiuti esteri che sono affluiti alla precedente amministrazione, riconosciuta a livello internazionale. Tuttavia, tali risorse sono spesso servite ad alimentare la corruzione sistemica che ha dominato il Paese. La popolazione che vive fuori dai centri abitati sta già affrontando quella che i funzionari delle Nazioni Unite hanno definito una situazione umanitaria catastrofica, aggravata da una grave siccità. Dal punto di vista dello stile di vita che il nuovo governo dei talebani ha intenzione di imporre, un funzionario del gruppo a Kabul ha affermato che è necessario che le persone conducano uno stile di vita islamico, libero da tutte le influenze straniere. “La nostra cultura è diventata tossica, vediamo l’influenza russa e americana ovunque, anche nel cibo che mangiamo. Questo è qualcosa che le persone dovrebbero realizzare e apportare i cambiamenti necessari. Ci vorrà tempo, ma accadrà”, ha dichiarato.

Il fatto più importante della settimana è una rubrica a cura della Redazione di Sicurezza Internazionale.

Tutti i venerdì. 

di Redazione

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