Nuova Zelanda: cosa sappiamo dell’attentato dello Stato Islamico

Pubblicato il 3 settembre 2021 alle 9:04 in Nuova Zelanda

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La polizia neozelandese ha ucciso un sostenitore dello Stato Islamico che ha attaccato almeno 6 persone in un supermercato nel sobborgo di New Lynn, nella città di Auckland, il 3 settembre. L’uomo era sotto sorveglianza da parte delle autorità.

“Questo pomeriggio, intorno alle 14:40, un estremista violento ha compiuto un attacco terroristico”, ha dichiarato il primo ministro Jacinda Ardern, in una conferenza stampa, il 3 settembre. “Si tratta di un attacco violento, insensato e mi dispiace tanto che sia successo”, ha aggiunto. Ardern ha riferito poi che l’aggressore era un cittadino dello Sri Lanka, un “sostenitore dell’ideologia dello Stato Islamico” e una “nota minaccia alla sicurezza”. Era sotto costante sorveglianza da più agenzie governative e il personale di sicurezza è stato in grado di neutralizzarlo entro 60 secondi dall’inizio dell’attacco. 

Countdown, la catena di supermercati che possiede la sede del LynnMall, ha dichiarato in un comunicato di essere “devastata”. “I nostri cuori sono pesanti sapendo ciò che il nostro team e i clienti hanno visto e vissuto”, riferisce la dichiarazione. Il commissario di polizia Andrew Coster ha descritto l’attentatore come un attore solitario, affermando che aveva reperito un coltello per effettuare l’assalto. Inoltre, alcuni video pubblicati online hanno mostrato persone in preda al panico che correvano fuori dal centro commerciale LynnMall e cercavano riparo. Sei persone sono rimaste ferite, di cui tre in condizioni critiche. Sul posto sono rimasti agenti di polizia pesantemente armati e le ambulanze, ma le autorità hanno isolato le strade circostanti.

Secondo quanto riferito dalla CNN, che cita le autorità locali, l’aggressore è arrivato in Nuova Zelanda nel 2011 ed è diventato una “persona di interesse” per le agenzie di sicurezza locali nell’ottobre 2016. Ardern non ha reso nota pubblicamente l’identità dell’uomo, affermando solo che questo era comparso in tribunale in passato. La premier ha aggiunto che al momento non era possibile rilasciare determinate informazioni su di lui. Tuttavia, ha sottolineato che le autorità lo stavano monitorando perché non potevano tenerlo in prigione.

“Riconosco che questa situazione pone domande sul fatto che la polizia avrebbe potuto agire più velocemente o fare di più”, ha affermato il commissario Coster. “Sono fiducioso che abbiamo fatto tutto il possibile entro la legge”, ha aggiunto. “Il fatto che siamo stati in grado di reagire entro 60 secondi lo dimostra”, ha sottolineato. Auckland era già sotto un’allerta di livello 4, la più alta nel Paese, a causa dell’aumento dei casi di coronavirus. Questo significa che la maggior parte dei negozi sono chiusi e la maggior parte delle persone deve rimanere a casa. I supermercati restano aperti come servizio essenziale. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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