Marocco: recuperati 22 corpi senza vita da un barcone diretto alle Canarie

Pubblicato il 3 settembre 2021 alle 16:59 in Marocco Spagna

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Marina marocchina ha annunciato di aver recuperato 22 corpi in un’operazione al largo di Boujdour, nel Sahara occidentale, per la ricerca di migranti scomparsi. Si ritiene che le vittime, 21 donne e una bambina, facessero parte di un gruppo in rotta verso le Isole Canarie. Le autorità sospettano che la barca sia partita, lunedì 30 agosto, dalla costa di Dakhla e che sia affondata per un guasto al motore. L’imbarcazione trasportava circa 86 migranti, tra cui 36 donne e 13 ragazze. L’attivista spagnola Helena Maleno, portavoce dell’organizzazione per la difesa dei migranti “Caminando Fronteras”, ha specificato, in un post sulla sua pagina Facebook, che 10 delle donne coinvolte nel naufragio provenivano dalla Guinea e dalla Costa d’Avorio. 

I dati del Ministero dell’Interno spagnolo indicano che i tentativi di migrazione irregolare sono aumentati di quasi il 50% durante la prima metà del 2021. Secondo le statistiche, oltre 16.500 migranti sono arrivati in Spagna nei primi sette mesi di quest’anno. Di questi, oltre 15.000 hanno intrapreso il viaggio via mare. Le Isole Canarie, che si trovano a meno di 300 miglia nautiche da Dakhla, sono una destinazione comune per i migranti irregolari dell’Africa occidentale, per via della vicinanza geografica e del livello di monitoraggio inferiore rispetto a quello registrato lungo il confine con la Spagna continentale. Nel giro di meno di un mese, almeno altri due incidenti mortali si sono verificati nella stessa regione, vicino alla costa occidentale di Dakhla, con i migranti che tentavano di attraversare le Isole Canarie. I due naufragi hanno provocato un totale di circa 45 morti. L’ultima tragedia si è verificata il 26 agosto, quando i cadaveri di 4 migranti sono stati ritrovati dal servizio di soccorso marittimo della Spagna, Salvamento Marítimo, insieme ad altri 27 superstiti. Il barcone, rinvenuto a oltre 500 miglia a Sud-Ovest di El Hierro, una delle isole delle Canarie, faceva parte di un gruppo di altre cinque imbarcazioni, con a bordo 166 migranti in totale, per lo più provenienti dall’Africa subsahariana e diretti verso le isole spagnole nell’Africa nord-occidentale. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, raccolte dall’ONG Caminando Fronteras, durante la traversata erano morte altre 24 persone. Tra le vittime c’erano anche 7 bambini.

Oltre 8.222 migranti sono arrivati illegalmente alle Canarie tra il primo gennaio e il 15 agosto di quest’anno, più del doppio rispetto ai 3.364 registrati nello stesso periodo dell’anno scorso. Più di 23.000 persone in totale avevano raggiunto l’arcipelago nel corso del 2020, segnando un aumento di otto volte rispetto al 2019, travolgendo le autorità e scatenando tensioni sulle isole. Gli arrivi complessivi in Spagna erano cresciuti del 29% l’anno scorso, raggiungendo quota 42.000. All’inizio di quest’anno, le autorità hanno aperto diversi campi per migranti alle Canarie. Questi sono stati concepiti come una soluzione più stabile dopo gli ingenti afflussi del 2020, quando centinaia di persone sono rimaste per settimane in campi affollati e frettolosamente improvvisati.

Parallelamente, il progetto IOM Missing Migrants ha registrato la morte di 428 persone, di cui 64 donne e 25 minori, sulla rotta atlantica tra l’Africa occidentale e le Isole Canarie spagnole, tra il primo gennaio e il 20 agosto 2021. Tuttavia, secondo l’IOM, tale cifra potrebbe essere più elevata. Nel suo punto più breve, la rotta marittima dalle coste marocchine verso le isole atlantiche spagnole è di circa 100 chilometri, ma si tratta di un percorso rischioso soprattutto a causa delle forti correnti. I barconi di migranti, spesso sovraffollati e in cattive condizioni, non sono adatti ad affrontare una simile traversata. L’anno scorso, almeno 1.851 persone hanno perso la vita lungo questa rotta, secondo i dati di Caminando Fronteras

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.