Israele nomina il suo primo ambasciatore in Bahrain

Pubblicato il 3 settembre 2021 alle 11:56 in Bahrein Israele

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Israele ha nominato il suo primo ambasciatore in Bahrain, il 2 settembre, a circa un anno di distanza dall’accordo che ha reso Manama il quarto Stato arabo a normalizzare le relazioni con Tel Aviv. Parallelamente, nella medesima giornata, anche il primo ambasciatore bahreinita in Israele, Khalid Yusuf al-Jalahmah, ha presentato le credenziali per iniziare la sua missione presso la rappresentanza diplomatica del Paese del Golfo.

La personalità scelta da Israele, la quale dovrà essere approvata dall’intera squadra governativa, è Eitan Na’eh, già inviato in Turchia dal 2016 al 2018. Tale missione è durata fino a maggio 2018, quando Ankara protestò contro la morte di circa 60 palestinesi, deceduti nel corso di violenti scontri con le forze israeliane, al confine con la Striscia di Gaza. Poi, da gennaio 2021, Na’eh è stato nominato chargé d’affaires presso l’ambasciata israeliana ad Abu Dhabi, rappresentando il primo diplomatico israeliano ad assumere un incarico negli Emirati Arabi Uniti (UAE) dalla firma degli accordi di normalizzazione, avvenuta il 15 settembre 2020. In tale quadro, il 25 luglio scorso, il ministro degli Esteri israeliano, Yair Lapid, si è detto intenzionato a nominare Amir Hayek come ambasciatore permanente di Israele negli UAE.

Nella medesima giornata del 2 settembre, al- Jalahmah ha incontrato Lapid nella sede della Knesset, il Parlamento israeliano, presentando una copia delle proprie credenziali diplomatiche. “L’apertura dell’ambasciata del Regno del Bahrain in Israele è un altro passo verso la vera pace in Medio Oriente”, ha affermato il ministro degli Esteri israeliano a seguito del meeting, aggiungendo: “Molti Paesi della regione hanno rivolto lo sguardo ai forti legami che si stanno creando tra noi e i bahreiniti, così come alla coraggiosa decisione presa dal re del Bahrein, sua maestà Hamad bin Isa al-Khalifa, di stabilire la pace con Israele. In futuro, anche altri Paesi che stanno cambiando il volto del Medio Oriente si uniranno al circolo della pace”. Lapid si è poi detto intenzionato a recarsi in Bahrein per inaugurare l’ambasciata israeliana a Manama, visita che potrebbe svolgersi a fine settembre.

Risalgono al 30 marzo scorso i due decreti emanati dal sovrano del Bahrein, con cui Hamad bin Isa al-Khalifa ha ufficializzato l’apertura di una missione diplomatica del Regno in Israele e ha nominato alla sua guida l’ambasciatore Khalid Yusuf al-Jalahma. Quest’ultimo ha precedentemente ricoperto l’incarico di Direttore del Dipartimento delle Operazioni presso il Ministero degli Affari Esteri del Bahrein e di vicecapo della missione del Regno negli Stati Uniti, mansione svolta nel periodo 2009-2013. Anche per il capo della diplomazia israeliana allora in carica, Gabi Ashkenazi, la decisione del governo bahreinita rappresentava un altro importante passo verso l’attuazione dell’accordo di pace e il rafforzamento dei legami tra i due Paesi. Israele, dal canto suo, aveva già aperto un ufficio diplomatico “segreto” nella capitale bahreinita, nel 2009, inizialmente mascherato come un Centro per lo Sviluppo Internazionale e divenuto un’ambasciata a pieno titolo nei mesi successivi alla firma dell’accordo di normalizzazione.

Il 18 ottobre 2020, il Regno del Golfo e Israele hanno firmato un comunicato “storico” congiunto, con cui è stato formalizzato l’accordo di normalizzazione siglato a Washington il 15 settembre dello stesso anno, annunciato già l’11 agosto. In tal modo, il Bahrein è divenuto il quarto Stato arabo a normalizzare le relazioni con Israele dopo Egitto, Giordania ed Emirati Arabi Uniti. Già negli ultimi anni, il Paese aveva mostrato una maggiore apertura verso Israele, per via del comune sentimento di ostilità nei confronti dell’Iran. Nel dicembre 2019, un rabbino di Gerusalemme Shlomo Amar, si era recato in Bahrein nella cornice di una visita definita “rara”, dove ha incontrato diversi leader religiosi del Medio Oriente. Inoltre, in occasione della conferenza di Manama, tenutasi tra il 25 e il 26 giugno 2019, il ministro degli Esteri, Khalid bin Ahmed al-Khalifa, dichiarò al Times of Israel: “Israele è un Paese della regione … ed è lì per restare, ovviamente.”

Gli accordi di normalizzazione sono stati raggiunti con la mediazione della precedente amministrazione statunitense, guidata dall’ex presidente Donald Trump. Per Washington una tale intesa mira a istituire un baluardo contro la minaccia iraniana, oltre a creare nuove opportunità economiche. Dal canto suo, sin dalla firma degli accordi di normalizzazione con Israele, il Bahrein ha evidenziato che il raggiungimento di una simile alleanza con Israele non significa abbandonare la causa palestinese, ma implica unire gli sforzi per far fronte alle sfide della regione. In particolare, per Manama si è trattato di un risultato diplomatico che rafforzerà la pace in Medio Oriente ed aprirà la strada verso nuove opportunità.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione