Rep. Dem. del Congo: Forze Democratiche Alleate attaccano un convoglio

Pubblicato il 2 settembre 2021 alle 9:54 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Quattro civili sono deceduti e decine sono stati presi in ostaggio nella Repubblica Democratica del Congo, il primo settembre, quando le Forze Democratiche Alleate (ADF) hanno teso un’imboscata ad un convoglio nel Nord-Ovest del Paese. 

L’esercito congolese ha liberato più di 50 ostaggi nella provincia di Ituri e sono in corso le operazioni per recuperare i restanti prigionieri, secondo quanto ha riferito il ministero congolese delle Comunicazioni su Twitter. Tuttavia, il governo non ha specificato quante sono le persone ancora detenute dal gruppo militante islamista ugandese. Un legislatore locale aveva affermato in precedenza che circa 80 persone sarebbero scomparse dopo l’attacco a un convoglio formato da circa 100 veicoli, che viaggiava con la protezione dell’esercito sulla strada tra le città di Beni e Butembo.

Gli attacchi dei gruppi armati che operano nelle terre di confine del Congo orientale con il Ruanda e l’Uganda sono continuati senza sosta nonostante l’imposizione della legge marziale da parte del governo nell’Ituri e nella provincia del Nord Kivu, a partire dal 6 maggio. I sopravvissuti all’assalto del primo settembre hanno riferito di aver visto e sentito numerosi colpi di arma da fuoco mentre il convoglio passava vicino al villaggio di Ofaye. “I proiettili hanno iniziato a volare in ogni direzione”, ha raccontato a Reuters uno dei sopravvissuti, Malanda Dague. “Alcuni veicoli sono stati colpiti e poi bruciati”, ha aggiunto.

Jean-Paul Ngahangondi, un membro del Parlamento nella provincia del Nord Kivu, da dove è partito il convoglio, ha criticato quella che ha definito una “risposta lenta” dell’esercito. “L’esercito aspetta solo che i ribelli uccidano la popolazione e solo allora li insegue senza però nessun risultato positivo”, ha affermato. Intanto, è interessante sottolineare che lo Stato Islamico ha rivendicato decine di omicidi attribuiti all’ADF. Tuttavia, gli esperti delle Nazioni Unite affermano di non aver trovato prove conclusive che l’IS abbia il controllo sulle operazioni dell’ADF.

L’11 marzo, il Dipartimento di Stato degli USA aveva inserito lo Stato Islamico in Repubblica Democratica del Congo (ISIS-DRC), riferendosi alle Forze Democratiche Alleate, nella lista dei Special Designated Global Terrorists (SDGTs). Le ADF erano state precedentemente sanzionate dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e dalle Nazioni Unite nel 2014 per le violenze e atrocità commesse. Dall’inizio del 2021, una nuova ondata di attacchi da parte di gruppi armati e scontri inter-comunitari hanno causato la morte di oltre 300 persone in RDC, aggravando la crisi umanitaria nel Paese. In tale contesto, anche l’ambasciatore italiano nel Paese, Luca Attanasio, e del carabiniere della sua scorta, Vittorio Iacovacci, sono stati uccisi il 22 febbraio, in un attacco effettuato da un gruppo armato, sul quale l’Italia e il Congo stanno ancora investigando. 

Il Nord Kivu e la vicina provincia dell’Ituri sono state dichiarate sotto assedio dal 6 maggio del 2021, una misura eccezionale imposta dalle autorità nel tentativo di intervenire in maniera più massiccia per mettere fine alle violenze, che durano da più di 25 anni. Tuttavia, la situazione appare in netto peggioramento, se consideriamo che, nelle prime due settimane di agosto, sono stati uccisi almeno 27 civili nella regione, la maggior parte dei quali è morta a Mamove, a Ovest di Oicha. Nella stessa zona, altri 37 civili sono morti a luglio 2021. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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