Il Regno Unito si impegna a discutere con i talebani

Pubblicato il 2 settembre 2021 alle 15:59 in Afghanistan UK

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Il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha dichiarato, giovedì 2 settembre, che è necessario impegnarsi con i talebani in Afghanistan, ma che il Regno Unito non ha in programma di riconoscere il loro governo, nel breve termine. Raab ha parlato durante una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, a Doha, nell’ambito di un viaggio in cui ha visitato gli alloggi per i rifugiati evacuati dall’Afghanistan dopo che i talebani hanno conquistato Kabul. Lo sceicco, dal canto suo, ha affermato che il governo qatariota sta intavolando trattative con i talebani e sta lavorando con la Turchia per un potenziale supporto tecnico finalizzato a riavviare le operazioni all’aeroporto della capitale afghana. 

“Ci stiamo impegnando con i talebani, impegnandoci anche con la Turchia se potrà fornire assistenza tecnica su quel fronte. Speriamo che nei prossimi giorni ci siano buone notizie”, ha detto lo sceicco Mohammed. “Non ci sono ancora indicazioni chiare su quando l’aeroporto sarà pienamente operativo. Rimaniamo fiduciosi che saremo in grado di farlo funzionare il prima possibile”, ha aggiunto. 

Raab ha sottolineato di aver discusso con i funzionari del Qatar per assicurarsi che l’Afghanistan non diventi in futuro un hub per il terrorismo, per prevenire la crisi umanitaria, preservare la stabilità regionale e chiedere ai talebani di impegnarsi pubblicamente a istituire un governo più inclusivo. “L’impegno del Regno Unito nei confronti dell’Afghanistan rimane. Dobbiamo adattarci alla nuova realtà”, ha dichiarato Raab davanti ai giornalisti. “La nostra priorità immediata è garantire il passaggio sicuro fuori dal Paese ai restanti cittadini britannici, e anche agli afghani che hanno lavorato per il Regno Unito, e agli altri che potrebbero essere maggiormente a rischio”, ha continuato il ministro, aggiungendo che parlerà con i leader regionali per garantire la sicurezza delle evacuazioni attraverso i Paesi terzi. Il Regno Unito, nel frattempo, ha trasferito la sua ambasciata in Afghanistan da Kabul a Doha. Gran parte della dirigenza talebana ha vissuto in esilio nella capitale qatariota durante i 20 anni di missione dell’Occidente.

Già il 31 agosto, uno dei più alti capi dell’intelligence del Regno Unito, Simon Gass, si era recato in Qatar per tenere colloqui con i rappresentanti dei talebani. Per Londra, l’obiettivo dell’incontro era quello di negoziare un passaggio sicuro fuori dall’Afghanistan per i cittadini britannici e per gli afghani che hanno collaborato con le forze del Regno Unito. I talebani, di fronte alle richieste della comunità internazionale, hanno affermato che consentiranno agli afghani, provvisti di documenti validi, di andare via dal Paese, impegnandosi a lasciare uscire, chi potrà, anche nei giorni successivi al ritiro degli Stati Uniti, avvenuto martedì 31 agosto. Il primo ministro britannico, Boris Johnson, è stato preso di mira dopo che molti cittadini afghani, che hanno aiutato la NATO e sarebbero idonei a trasferirsi nel Regno Unito, sono rimasti bloccati in Afghanistan. Un funzionario del governo di Londra, che ha parlato in condizioni di anonimato, ha dichiarato al Sunday Times che Londra avrebbe potuto evacuare “tra le 800 e le 1000 persone in più” nel caos delle evacuazioni tramite ponte aereo. Johnson aveva cercato di estendere la scadenza del ritiro statunitense oltre il 31 agosto, ma in ultimo non è riuscito a convincere il presidente Biden.

Dopo che i talebani hanno preso il controllo di Kabul, il 15 agosto, il primo ministro britannico ha affermato che il gruppo dovrà essere giudicato “per le sue azioni piuttosto che per le sue parole” e ha insistito sul fatto che il Regno Unito non sarebbe potuto rimanere in Afghanistan senza il sostegno statunitense. Il focus delle discussioni in corso tra la leadership talebana e la diplomazia britannica verterà sul tentare di aprire un canale secondario per consentire agli afghani che intendono recarsi nel Regno Unito un passaggio sicuro attraverso i Paesi vicini, come Pakistan, Uzbekistan e Tagikistan. Migliaia di afghani indicati come a rischio dal Foreign Office britannico sono ancora bloccati in Afghanistan, così come altri 1.000 interpreti afghani e i loro familiari, con diritto al reinsediamento nel Regno Unito.

Il Regno Unito ha combattuto a fianco degli Stati Uniti in Afghanistan tra il 2001 e il 2014. Sono 457 i membri del personale britannico morti nel conflitto contro i talebani, la maggior parte negli aspri combattimenti nella provincia meridionale di Helmand. Le preoccupazioni restano alte per quanto riguarda la sicurezza delle persone intrappolate nel Paese che hanno contattato il governo britannico chiedendo aiuto per il reinsediamento.

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Chiara Gentili

di Redazione

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