Migranti: arrivi alle Canarie raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2020

Pubblicato il 2 settembre 2021 alle 13:18 in Immigrazione Spagna

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I servizi di emergenza spagnoli hanno soccorso, mercoledì primo settembre, circa 100 migranti che cercavano di raggiungere le Isole Canarie dall’Africa settentrionale e occidentale. I sopravvissuti sono stati recuperati da tre barche differenti e tutti sembravano essere in buona salute. I salvataggi si inseriscono nel mezzo di un’ondata di arrivi che quest’anno ha raddoppiato i livelli del 2020.

Martedì 31 agosto, il servizio d’emergenza spagnolo aveva già provveduto a recuperare 31 migranti da un’imbarcazione al largo dell’isola di Lanzarote. Una delle persone tratte in salvo è morta poco dopo. I migranti avevano riferito alle autorità spagnole che la barca aveva lasciato le coste africane con circa 60 persone a bordo e che alcune erano cadute in mare durante il viaggio. Tra il pomeriggio di mercoledì primo e la mattinata di giovedì 2 settembre, altre due barche sono state intercettate, con 19 persone a bordo in totale, nelle acque dello stretto di Gibilterra. Si dirigevano verso la zona di Cadice (Sud dell’Andalusia), ma, una volta soccorse, sono state trasportate a Ceuta, enclave spagnola in Marocco. 

Oltre 8.222 migranti sono arrivati illegalmente alle Canarie tra il primo gennaio e il 15 agosto di quest’anno, più del doppio rispetto ai 3.364 registrati nello stesso periodo dell’anno scorso. Più di 23.000 persone in totale avevano raggiunto l’arcipelago nel corso del 2020, segnando un aumento di otto volte rispetto al 2019, travolgendo le autorità e scatenando tensioni sulle isole. Gli arrivi complessivi in Spagna erano cresciuti del 29% l’anno scorso, raggiungendo quota 42.000. All’inizio di quest’anno, le autorità hanno aperto diversi campi per migranti alle Canarie. Questi sono stati concepiti come una soluzione più stabile dopo gli ingenti afflussi del 2020, quando centinaia di persone sono rimaste per settimane in campi affollati e frettolosamente improvvisati.

Parallelamente, il progetto IOM Missing Migrants ha registrato la morte di 428 persone, di cui 64 donne e 25 minori, sulla rotta atlantica tra l’Africa occidentale e le Isole Canarie spagnole, tra il primo gennaio e il 20 agosto 2021. Tuttavia, secondo l’IOM, tale cifra potrebbe essere più elevata. Come affermato da Julia Black, del progetto Missing Migrants, i corpi di più di due terzi dei migranti che scompaiono in mare non vengono mai recuperati.

Nel suo punto più breve, la rotta marittima dalle coste marocchine verso le isole atlantiche spagnole è di circa 100 chilometri, ma si tratta di un percorso rischioso soprattutto a causa delle forti correnti. I barconi di migranti, spesso sovraffollati e in cattive condizioni, non sono adatti ad affrontare una simile traversata. L’anno scorso, almeno 1.851 persone hanno perso la vita lungo questa rotta, secondo i dati di Caminando Fronteras. Una delle ultime tragedie si è verificata il 26 agosto, quando i cadaveri di 4 migranti sono stati ritrovati dal servizio di soccorso marittimo della Spagna, Salvamento Marítimo, insieme ad altri 27 superstiti. In realtà, hanno spiegato i soccorritori spagnoli, è stato un peschereccio a intercettare l’imbarcazione e a fornire cibo ed acqua ai migranti, in attesa dell’arrivo delle autorità. Poi, i servizi di Madrid li hanno fatti salire su una propria imbarcazione e portati in un porto delle Canarie. Il barcone, rinvenuto a oltre 500 miglia a Sud-Ovest di El Hierro, una delle isole dell’arcipelago, faceva parte di un gruppo di altre cinque imbarcazioni, con a bordo 166 migranti in totale, per lo più provenienti dall’Africa subsahariana e diretti verso le isole spagnole nell’Africa Nord- Occidentale. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, raccolte dall’ONG Caminando Fronteras, durante la traversata erano morte altre 24 persone. Tra le vittime c’erano anche 7 bambini.

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Chiara Gentili

di Redazione

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