Messico: circa 200 persone sono emigrate dal Sud del Paese

Pubblicato il 2 settembre 2021 alle 11:14 in America Latina Messico

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Un gruppo di circa 200 persone è emigrato, mercoledì primo settembre, verso il Nord dalla città di Tapachula, nel Messico meridionale, nonostante una grande presenza di truppe della Guardia Nazionale e di agenti dell’immigrazione.

Il presidente del Paese, Andrés Manuel López Obrador, ha assicurato che “i diritti umani dei migranti non sono stati violati”. “Il caso eccezionale di diversi giorni fa, in cui due funzionari dell’immigrazione hanno preso a calci un cittadino haitiano, è stato seguito. Entrambi gli agenti sono stati consegnati all’organo di controllo interno corrispondente”, ha dichiarato il presidente.

La maggior parte dei migranti in partenza da Tapachula negli ultimi giorni è costituita da haitiani, ma sono presenti anche molti cubani e centroamericani. Il segretario alla Difesa, Luis Cresencio Sandoval, ha affermato, il 27 agosto, che l’obiettivo principale delle forze armate e della Guardia nazionale è quello di “contenere i migranti” nel Sud del Paese latino-americano e di “controllare il confine settentrionale e meridionale”.

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) ha espresso la sua “preoccupazione” per la sicurezza e il benessere delle migliaia di bambini e adolescenti che si recano dal Messico meridionale al confine con gli Stati Uniti. Le persone che riescono a sfuggire alle operazioni di sicurezza tendono a rifugiarsi nelle comunità della zona, dove si stabiliscono temporaneamente per poi riprovare ad avanzare.

Sotto le critiche di gruppi per i diritti umani e organizzazioni internazionali, l’Istituto nazionale per l’immigrazione del Messico ha dichiarato, mercoledì primo settembre, che sta lavorando con le agenzie delle Nazioni Unite e la Chiesa cattolica romana “per stabilire un campo umanitario nello Stato del Chiapas dove la popolazione migrante haitiana possa ricevere attenzione”.

Dopo l’arrivo del democratico Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti, il numero di migranti, molti dei quali minorenni, che tentano di attraversare illegalmente il Messico è aumentato considerevolmente. Il Governo messicano ha così dispiegato oltre 27.000 membri delle forze armate ai suoi confini meridionali e settentrionali per poter contenere l’immigrazione illegale.

Il senatore repubblicano Ted Cruz ha detto che “questa crisi è stata creata dall’amministrazione Biden e dalle sue stesse politiche” e ha affermato che il capo di Stato americano, smantellando le politiche del suo predecessore, ha dato nuovi incentivi a migliaia di migranti che stanno tentando di entrare negli Stati Uniti. Da parte sua, Nancy Patricia Pelosi, speaker democratica della Camera dei rappresentanti, ha dichiarato che il crescente flusso migratorio non è dovuto alle misure di Biden, bensì al favorevole cambiamento delle condizioni meteorologiche e ha evidenziato che il presidente statunitense sta cercando di gestirlo in un modo “molto più umano di prima”.

Diversi funzionari della sicurezza degli Stati Uniti si sono incontrati, martedì 10 agosto, con le controparti in Messico per discutere su come affrontare l’immigrazione illegale negli USA. Il Ministero degli Esteri messicano ha dichiarato, dopo gli incontri, che entrambe le parti hanno analizzato i recenti flussi migratori e hanno concordato di espandere la cooperazione con lo scopo di garantire una migrazione ordinata e sicura.

David Shahoulian, sottosegretario alla Sicurezza interna per le politiche di frontiera e immigrazione, ha affermato, in un documento giudiziario, che a luglio c’è stato il più alto numero di minori non accompagnati prelevati alla frontiera. “Le migrazioni verso gli Stati Uniti sono aumentate in maniera significativa e la maggior parte delle persone risultano positive al Covid-19”, ha aggiunto il sottosegretario.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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