Il Marocco verso le elezioni

Pubblicato il 2 settembre 2021 alle 12:31 in Africa Marocco

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In Marocco, le elezioni legislative, regionali e comunali, fissate per l’8 settembre, segneranno il destino del partito islamico, che guida l’attuale coalizione di governo. La campagna elettorale, iniziata da circa una settimana, si sta intensificando e gli esperti ipotizzano che i distretti rurali saranno determinanti per i risultati finali.

Quasi 18 milioni di cittadini, di cui il 46% donne, potranno votare per scegliere i 395 deputati della Camera dei rappresentanti e più di 31.000 funzionari comunali e regionali. Il Partito per la giustizia e lo sviluppo (PJD), di orientamento islamico moderato, sta puntando alla vittoria alle elezioni legislative per la terza volta dal 2011. Dieci anni fa, nel pieno della primavera araba, migliaia di manifestanti marocchini sono scesi in piazza chiedendo “più giustizia sociale, meno corruzione e meno governo autocratico”. Il re Mohammed VI si era mosso rapidamente per soddisfare la promessa di riforme, inclusa una nuova Costituzione che garantisse ampie prerogative al Parlamento e al governo. Tuttavia, importanti decisioni e politiche in settori chiave sono rimaste appannaggio del monarca. Una nuova legge elettorale, adottata a marzo, ha cambiato le modalità per calcolare la quota di parlamentari eletti, basandola sul numero di persone, votanti o meno, nelle liste elettorali e non su quelle che effettivamente votano. In altre parole, più alto è il quoziente elettorale, minori sono le possibilità che un partito lo raggiunga, il che si traduce in una distribuzione dei seggi tra tutti i partiti, compresi quelli molto minoritari. A ciò si aggiunge anche l’eliminazione della barriera elettorale (precedentemente fissata al 3% per le elezioni legislative). La riforma è stata cricata dal PJD, che teme di vedere limitato il suo peso alla Camera. Gli emendamenti, tuttavia, sono stati approvati da quasi tutti i restanti partiti, sia della coalizione di governo che dell’opposizione.

Circa 32 partiti sono in competizione per le elezioni di settembre. La sfida vedrà il Partito della giustizia e dello sviluppo, con 120 parlamentari su 395, 5.500 eletti regionali su 40.000 e almeno un centinaio di municipi su tutto il territorio, scontrarsi soprattutto con i liberali dell’RNI, il raggruppamento nazionale degli indipendenti, guidato dal miliardario Aziz Akhannuch, ministro uscente dell’Agricoltura, che punta tutto sul raddoppio del budget per la Salute e sulla creazione di un milione di posti di lavoro. Il PJD ha sempre contato sul consenso della classe media, ma ora è sotto accusa per la politica fallimentare in tema di giustizia sociale e contro la corruzione, due dei suoi cavalli di battaglia di sempre. D’altro canto, il Partito dell’autenticità e della modernità (PAM) e il Partito Istiqlal potrebbero emergere come la prossima forza di opposizione sulla scena politica marocchina. Secondo gli analisti, i piccoli villaggi e i distretti rurali stanno attirando l’interesse dei politici, che sono alla ricerca di vaste riserve di elettori non sfruttate. Le aree non urbane rappresentano il 46% degli elettori marocchini. Gli ultrasessantenni costituiscono il segmento più ampio dell’elettorato, con il 23% degli elettori registrati. Quelli tra i 18 e i 24 anni rappresentano solo l’8% dell’elettorato.

La camera bassa del Parlamento, la Camera dei rappresentanti, ha 395 membri eletti direttamente, che restano in carica cinque anni. Gli elettori sono divisi in due gruppi, il primo dei quali vota per 305 seggi. I vincitori sono eletti a livello di distretti locali, che sono piccole aree geografiche. I restanti 90 seggi sono assegnati a liste elettorali che verranno contestate a livello delle dodici regioni del regno. Secondo la costituzione marocchina, le elezioni legislative non solo rinnovano la Camera dei rappresentanti, ma, alla luce dei loro risultati, formeranno anche il prossimo governo. Il re del Marocco, Mohammed VI, nominerà dunque come nuovo primo ministro il leader del partito politico che guida le elezioni per i membri della Camera dei rappresentanti. Il monarca marocchino, a quel punto, incaricherà anche il capo del governo nominato di preparare una scaletta di governo.

Le ultime elezioni legislative si erano tenute nel 2016, quando il PJD aveva vinto il maggior numero di seggi in Parlamento (125 su 395), mentre il PAM era arrivato secondo (102 seggi), Istiqlal, all’opposizione, terzo (46 seggi) e l’RNI quarto, (37 seggi). Il Marocco ha un sistema parlamentare bicamerale. La camera alta, la Camera dei consiglieri, conta 120 membri che sono scelti indirettamente per un mandato di sei anni da due gruppi di collegi elettorali.

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di Redazione

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