La Russia definisce le aspirazioni euro-atlantiche di Kiev una “minaccia”

Pubblicato il 2 settembre 2021 alle 16:03 in Russia Ucraina

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Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha riferito, giovedì 2 settembre, che le aspirazioni euroatlantiche dell’Ucraina rappresentano una “minaccia” per la Russia. Tali dichiarazioni sono state rilasciate, il medesimo giovedì, nel corso di una conferenza stampa, citata dal quotidiano russo Izvestija. Discutendo delle aspirazioni di Kiev sull’ingresso nell’Alleanza Atlantica, supportate dalla Casa Bianca durante il vertice del giorno precedente, Peskov ha sottolineato che tale prospettiva rappresenterebbe potenzialmente un “pericolo” per Mosca. Spiegando le motivazioni dietro tali parole, il portavoce del Cremlino ha ribadito che l’integrazione dell’Ucraina conferirebbe alla NATO il diritto di dispiegare “infrastrutture militari e truppe” nei pressi dei confini russi. In aggiunta, il portavoce del Cremlino ha sottolineato che il nuovo programma di aiuti militari di Washington a Kiev, dal valore di 60 milioni di dollari, potrebbe spingere l’Ucraina a intraprendere “azioni imprevedibili” e “pericolose” nel tentativo di risolvere il conflitto nell’Est del Paese, nel Donbass, in corso dal 2014.

L’accordo a cui Peskov ha fatto riferimento è stato sottoscritto dal capo della Casa Bianca, Joe Biden, il primo settembre, prima del vertice di alto livello con l’omologo ucraino, svoltosi il medesimo giorno nello Studio Ovale dell’edificio presidenziale statunitense. Nello specifico, il leader USA ha approvato un nuovo pacchetto di aiuti militari per Kiev, il cui valore è di 60 milioni di dollari. Tale finanziamento, che includerebbe anche la consegna dei sistemi missilistici Javelin, è stato attivato per contenere “l’aggressione russa” nei confronti dell’Ucraina. Secondo Zelensky, la mossa ha segnato “una nuova tappa nella cooperazione nella Difesa tra Ucraina e Stati Uniti”. In tale quadro, è importante ricordare che, anche nel mese di marzo, l’amministrazione presidenziale della Casa Bianca aveva stanziato 125 milioni di dollari sotto forma di “pacchetto di aiuti militari”. Tale somma è da collocare nel quadro dei 250 milioni di dollari che Washington, secondo il bilancio della Difesa per il 2021, prevede di attivare per fornire assistenza militare all’Ucraina. Tuttavia, tale quantità è minore rispetto a quella stanziata nel 2020, quando il valore si attestava a quota 300 milioni.

Intanto, durante la medesima conferenza stampa, Peskov ha commentato lo stato attuale delle relazioni bilaterali tra Ucraina e Stati Uniti. Secondo il funzionario russo, il rapporto tra i due Paesi sarebbe basato solo ed esclusivamente sulla “retorica anti-russa”. “In poche parole, l’amicizia ucraino-americana è fondata su un legame contro la Russia”, ha continuato Peskov.

In precedenza, il 27 agosto, il presidente ucraino si era detto favorevole alla presenza della NATO nel Mar nero. Secondo Zelensky, questo permetterebbe di supportare Kiev nella lotta alle “crescenti” minacce che perturbano il Paese. In aggiunta, è altrettanto opportuno menzionare le ultime strategie adottate dall’Ucraina, anch’esse in linea con le aspirazioni euroatlantiche dello Stato Est-europeo. Nel dettaglio, l’11 agosto, è stata elaborata una roadmap aull’integrazione del Paese all’UE, che durerà fino al 2025. Tale documento mira a rafforzare il processo di adesione alla NATO e all’Unione Europea.

In tal contesto, è rilevante sottolineare la posizione che la Russia è solita adottare nel momento in cui si registra un incremento della presenza militare del blocco NATO nel Mar Nero. Ad esempio, sullo sfondo delle esercitazioni dell’Alleanza Atlantica, le Sea Breeze 2021, guidate da USA e Ucraina dal 18 giugno al 10 luglio scorso, la Russia aveva avviato analoghe manovre su larga scala in Crimea. Analogamente, il Ministero della Difesa russo aveva annunciato la mobilitazione della Flotta del Mar Nero per “monitorare le azioni” delle navi straniere, soprattutto a seguito della “violazione territoriale”, perpetrata dalla Royal Navy il 23 giugno.

Prima dell’inizio di Sea Breeze 2021, il 22 giugno, l’Ambasciata russa a Washington aveva esortato gli Stati Uniti e i suoi alleati a non prendere parte alle esercitazioni militari nel Mar Nero. La missione diplomatica aveva avvertito che tali manovre “avrebbero aumentato il rischio di incidenti non intenzionali”. Oltre che criticarne la portata, per Mosca le operazioni, definite di natura “aggressiva”, non sarebbero in linea con gli effettivi obiettivi di sicurezza della NATO nel Mar Nero.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione