Thailandia: il premier viene sfidato in Parlamento

Pubblicato il 1 settembre 2021 alle 12:34 in Asia Thailandia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I legislatori thailandesi hanno avviato un dibattito sulla sfiducia al primo ministro, Prayut Chan-o-cha, il 31 agosto. Intanto gli oppositori del premier hanno minacciato di aumentare le proteste in corso nel Paese, continuando a chiedere le sue dimissioni.

In particolare, l’opposizione ha accusato Prayut e cinque suoi ministri di corruzione, cattiva gestione dell’economia e di  aver fallito nella risposta al coronavirus. Il leader dell’opposizione, Sompong Amornwiwat, appartenente al Pheu Thai Party, ha aperto il dibattito sulla sfiducia a Prayut affermando che: “Ogni sette minuti un thailandese muore per la fallimentare gestione della situazione relativa al coronavirus”. Oltre a questo, Sompong ha affermato che vi siano perdite economiche giornaliere di 8 miliari di baht, pari a circa 247 milioni di dollari, dovute ad una mancanza di gestione e a misure di isolamento fallimentari.

Prayut sarà sottoposto ad un voto di fiducia il prossimo 4 settembre. Da parte sua, il premier si è difeso dichiarando che il governo ha sempre operato nell’interesse della popolazione. Prayut ha dichiarato di aver adottato misure per “coloro che soffrono”, aggiungendo che il governo ha aumentato la spesa interna, gli investimenti e ha “costruito la sanità”. Il premier ha quindi chiesto di analizzare nuovamente la situazione a coloro che dichiarano che il suo operato non sia stato evidente.

Il primo ministro della Thailandia ha già superato due voti di fiducia dal 2019 e, secondo vari osservatori, potrebbe superare anche quello del 4 settembre, vista la maggioranza netta della sua coalizione in Parlamento. Prayut è salito al potere per la prima volta nel 2014, dopo aver realizzato un colpo di Stato. Nel 2017, il premier thailandese aveva adottato una nuova Costituzione ampliando i poteri della corona e conferendo all’Esercito il compito di nominare i membri del Senato che, a loro volta, nominano il premier. Prayut è poi rimasto alla guida del Paese anche dopo le ultime elezioni nazionali, organizzate nel 2019, alle quali è risultato vincitore, nonostante in molti ritengano che le votazioni siano state manipolate in suo favore. 

Parallelamente alla lotta politica in Parlamento, i manifestanti thailandesi sono tornati a promettere dimostrazioni di massa su scala nazionale contro il governo di Prayut. Le proteste thailandesi hanno assistito ad un nuovo aumento nell’ultimo periodo in quanto i manifestanti che hanno iniziato a chiedere le dimissioni del premier nel 2020 sono tornati in strada con un seguito maggiore di persone insoddisfatte per la gestione della pandemia.

Le proteste erano nate come un movimento pacifico organizzato on-line a inizio 2020 da gruppi studenteschi che hanno poi coinvolto più strati della popolazione, scesa nelle piazze dal 18 luglio 2020. Il movimento di dissenso era nato di fronte alla crescente influenza dell’Esercito nel governo e al ruolo della monarchia. Le principali richieste dei manifestanti erano e sono una Costituzione più democratica, le dimissioni del primo ministro e riforme monarchiche. Il movimento aveva però perso vigore a causa di molti arresti dei suoi leader, delle preoccupazioni e delle restrizioni per il coronavirus, nonché delle controversie sulla visione critica della monarchia. Tuttavia, di fronte ad un aumento di contagi di coronavirus a partire dalla terza ondata di aprile 2021, Prayuth è stato criticato per la sua gestione della crisi e per non essere riuscito a garantire forniture tempestive e adeguate di vaccini.

La Thailandia è diventata una monarchia costituzionale il 24 giugno 1932 quando tale forma di governo ha sostituito la monarchia assoluta, in seguito all’azione di un gruppo di militari e civili che si definiva Movimento del Popolo. Da allora, però, il Paese ha adottato almeno 18 Costituzioni e ha assistito a 13 colpi di Stato. Nel tempo, si sono verificate più ondate di protesta a sostegno della democrazia che nel 1973 e nel 1992 videro una violenta repressione da parte delle autorità e che portarono alla morte più manifestanti.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione