Perù: si apre il processo per corruzione contro Keiko Fujimori

Pubblicato il 1 settembre 2021 alle 13:47 in America Latina Perù

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È iniziata, martedì 31 agosto, con un’udienza preliminare, la fase preparatoria del processo per corruzione contro la politica dell’opposizione peruviana, ex candidata presidenziale, Keiko Fujimori. Quest’ultima ha perso il ballottaggio del 6 giugno contro il candidato di sinistra, Pedro Castillo, ottenendo il 49,87% dei voti contro il 50,12% del nuovo presidente. La vittoria elettorale avrebbe significato per Fujimori avrebbe significato l’immunità penale per tutta la durata del suo mandato presidenziale. La donna è oggetto di molteplici accuse che derivano da un caso di corruzione tentacolare che ha coinvolto il colosso edilizio brasiliano Odebrecht. Fujimori, in particolare, è accusata di aver preso denaro illecito dalla società, pari a circa 1,2 milioni di dollari, per finanziare le sue campagne presidenziali fallite, prima nel 2011 e poi 2016. Il padre, Alberto Fujimori, ex presidente, è già in carcere per una serie di reati, tra cui violazione dei diritti umani, corruzione e uso di fondi pubblici a fini illeciti.

I pubblici ministeri hanno chiesto per Keiko una pena detentiva di 30 anni e 10 mesi con l’accusa di riciclaggio di denaro, criminalità organizzata, ostruzione alla giustizia e false dichiarazioni. La donna ha già scontato per due volte la custodia cautelare, trascorrendo in totale 16 mesi dietro le sbarre fino al suo rilascio, lo scorso anno, a causa dell’epidemia di coronavirus. L’udienza che si è aperta martedì, davanti al giudice Victor Zuniga, è considerato lo step iniziale di quello che ci si aspetta che diventi il primo processo contro un importante personaggio politico peruviano coinvolto nello scandalo Odebrecht. Quattro ex presidenti sono implicati nel caso. Tra questi c’era Alan Garcia, che si è suicidato nel 2019 quando la polizia stava andando a casa sua per arrestarlo.

Con la fase preparatoria del processo si prevede un’analisi dell’atto di accusa contro Fujimori e gli 39 coimputati. Dopo di che, il giudice dovrà approvare in tutto o in parte l’atto d’accusa redatto dal pubblico ministero, Jose Domingo Perez. Tra gli accusati, ci sono il marito di Fujimori, Mark Vito Villanella, e altri che erano membri, molti di spicco, del Partito della Forza Popolare, a lungo dominante nella politica peruviana, ma ora il secondo più grande in Parlamento dopo il movimento Perù Libero di Castillo.

Martedì, Fujimori non era in tribunale, rappresentata invece dal suo avvocato, Giuliana Loza. La figlia dell’ex presidente ha ottenuto lo scorso anno, a causa della pandemia, la libertà condizionale, nel rispetto di precise e strette condizioni. Ciò le ha permesso di partecipare all’ultima campagna elettorale. Tuttavia, la donna non può lasciare Lima senza un permesso speciale né avere contatti con i testimoni del caso. Il pm Pérez sostiene però che  Keiko abbia comunicato con il testimone Miguel Torres Morales. In particolare, Fujimori sarebbe apparsa l’8 giugno, in una conferenza stampa a Lima, per chiedere alla giuria elettorale nazionale (JNE) di annullare 802 schede elettorali, circa 200.000 voti, accompagnata da Torres Morales, in qualità di consigliere. L’udienza preliminare sul suo caso potrebbe durare giorni, settimane o addirittura mesi. 

Il socialista Castillo si è dichiarato vincitore delle elezioni presidenziali in Perù dopo aver ottenuto 44.058 voti in più rispetto all’avversaria, con oltre 17,5 milioni di consensi. Fujimori si è rifiutata di accettare la sconfitta e ha chiesto l’annullamento di circa 200.000 voti per frode, un’affermazione per la quale non avrebbe fornito prove pubbliche. Le elezioni hanno messo Castillo, insegnante e leader sindacale forte del sostegno delle aree rurali, per lo più povere, contro il libero mercato portato avanti da Fujimori, erede di una potente famiglia i cui sostenitori sono rappresentati, per la maggior parte, dall’élite urbana del Perù. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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