Myanmar: il governo militare riceve l’inviato cinese per l’Asia

Pubblicato il 1 settembre 2021 alle 11:40 in Asia Myanmar

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L’inviato speciale per gli affari asiatici del Ministero degli Esteri cinese, Sun Guoxiang, ha condotto una visita in Myanmar, che non era stata annunciata, dal 21 al 28 agosto scorsi e ha incontrato il leader del governo militare al potere dal primo febbraio scorso, Min Aung Hlaing, e altri alti funzionari.  La notizia è stata diffusa il 31 agosto dal portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, il quale ha specificato che l’inviato cinese ha incontrato separatamente anche il ministro degli Esteri, Wunna Maung Lwin, e il ministro degli Affari Federali, Yabi. Durante i colloqui le parti si sono scambiate opinioni sulla situazione politica del Myanmar e sui modi per combattere la pandemia di coronavirus congiuntamente.

La parte cinese ha dichiarato che la politica amichevole della Cina è indirizzata verso tutto il popolo del Myanmar. Pechino sostiene che tutte le parti del Paese dovrebbero procedere a partire dagli interessi a lungo termine della Nazione e del popolo e trovare una soluzione adeguata ai problemi attraverso il dialogo politico, in base alla sua Costituzione e al suo quadro giuridico. La Cina ha poi affermato di sostenere la cooperazione tra il Myanmar e l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN) per attuare il “consenso in cinque punti”, raggiunto dalle parti il 24 aprile scorso per risolvere le tensioni interne al Paese, e si oppone ad interventi esterni impropri. La Cina ha poi dichiarato lavorerà con la comunità internazionale per svolgere un ruolo costruttivo nel rapido ripristino della stabilità sociale nazionale e per la ripresa della transizione democratica in Myanmar. La Cina procederà anche a partire dall’amicizia e dall’umanitarismo dei due Paesi per continuare a fornire al Myanmar supporto sostegno contro la pandemia, rafforzare la prevenzione e il controllo per preservare la salute e la sicurezza delle popolazioni dei due Paesi. 

La parte birmana ha ringraziato la Cina per il suo aiuto nella lotta contro il coronavirus e ha presentato l’attuale situazione politica interna al Myanmar, affermando che il Paese è impegnato a preservare la stabilità interna, combattere l’epidemia, sviluppare l’economia e a migliorare le condizioni di vita della popolazione. La parte birmana ha dichiarato che spera di mantenere una stretta comunicazione e cooperazione con Paesi e organizzazioni amici come la Cina e l’ASEAN.

In passato, Sun aveva avuto un ruolo significativo nei precedenti colloqui di pace tra i militari del Myanmar e i numerosi gruppi etnici presenti nel Paese, con alcuni dei quali Pechino mantiene alleanze, secondo analisti citati da The Straits Times. La Cina non ha condannato le azioni dei militari birmani e ha affermato di sostenere una risoluzione rapida, politica e attraverso il dialogo delle divergenze esistenti tra le parti interne al Paese. Pechino ha interessi in Myanmar data la condivisione di un confine e visto che il Paese fa parte del progetto delle Nuove Vie della Seta.

Il Myanmar versa in una situazione di crisi interna da quando l’Esercito  ha preso il potere il primo febbraio scorso, dopo aver arrestato, nella stessa giornata, la leader del governo civile che è stato rovesciato, Aung San Suu Kyi, l’allora presidente, Win Myint, e altre figure di primo piano dell’esecutivo. I poteri legislativi, esecutivi e giudiziari sono stati trasferiti al comandante in capo delle forze armate, Min Aung Hlaing, mentre il generale Myint Swe è stato nominato presidente ad interim del Paese. L’Esercito ha giustificato le proprie azioni denunciando frodi elettorali avvenute durante le elezioni dello scorso 8 novembre che avevano decretato vincitore con l’83% dei voti la Lega nazionale per la Democrazia (NDL), il partito allora al governo con a capo Aung San Suu Kyi. Tali votazioni sono state annullate e l’Esercito ha promesso nuove elezioni entro agosto 2023. Intanto, il primo agosto, è stato nominato un nuovo governo provvisorio di cui Min Aung Hlaing è primo ministro e che ha sostituito il Consiglio di amministrazione di Stato che aveva fino ad allora guidato il Paese effettuando un passaggio da un consiglio militare ad un governo transitorio.

Dal primo febbraio scorso, il Myanmar ha assisto a sconvolgimenti interni su più fronti. In primo luogo, dal 6 febbraio, sono nati sia un movimento di disobbedienza civile, con il quale molti dipendenti pubblici hanno lasciato il proprio impiego, sia proteste della popolazione, che l’Esercito ha represso con la violenza. Sarebbero oltre 900 le persone morte negli scontri. In secondo luogo, l’Esercito ha ripreso a combattere contro diverse milizie etniche presenti da decenni in Myanmar, le quali si sono avvicinate ai manifestanti fornendo loro anche addestramento militare. I combattimenti nelle aree periferiche del Paese stanno generando centinaia di migliaia di sfollati e si teme per la loro dispersione anche oltre ai confini birmani. Infine, il 16 aprile scorso, più membri del Parlamento birmano deposti, alcuni leader delle proteste e altri rappresentanti di alcune minoranze etniche del Paese hanno istituito un governo di unità nazionale (GUN), che, dal 5 maggio scorso, ha un corpo armato noto come Forza di difesa del popolo. Il GUN e le sue milizie sono stati classificati come un gruppo terroristico l’8 maggio scorso.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione