Immigrazione: i fatti più importanti di agosto 2021

Pubblicato il 1 settembre 2021 alle 6:01 in Approfondimenti Immigrazione

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Secondo le stime della UN Refugee Agency (UNHCR), nel mese di agosto 2021, sono giunti in Europa, via mare e via terra, quasi 13.000 migranti, segnando un aumento rispetto alle cifre registrate nell’agosto 2020. Il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri risulta essere l’Italia, seguita da Spagna (19.236), Grecia (5.124), Cipro (1.190) e Malta (325). L’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM) ha stimato che il numero di morti e dispersi in mare nei primi otto mesi del 2021 ammonta a 1.241, cifra significativamente superiore rispetto ai dati del 2020, quando, nello stesso periodo, persero la vita in mare 621 persone. Le prime cinque nazionalità dei migranti entrati in Europa, secondo le stime della UNHCR sono tunisina, bangladese, egiziana, ivoriana e siriana.

Per quanto riguarda l’Italia, i dati del Ministero dell’Interno riferiscono che, complessivamente, dal primo gennaio al 30 agosto 2021, sono sbarcati oltre 37.400 migranti, segnando un aumento importante rispetto ai dati dello stesso periodo del 2020, pari a 17.748. Le prime cinque nazionalità dei migranti sono tunisina, bangladese, egiziana, ivoriana, e guineana. Dall’inizio dell’anno, invece, i minori non accompagnati ammontano a 5.468.

Nei primi giorni di agosto le due navi di soccorso umanitario Ocean Viking e Sea-Watch 3 hanno caricato a bordo un totale di oltre 800 persone, in seguito ad una serie di salvataggi avvenuti nei nel Mediterraneo centrale. Questa crescita nel numero dei salvataggi è legata all’aumento delle partenze dalla Libia. Quasi 15.000 rifugiati, richiedenti asilo e migranti sono stati intercettati nella prima metà di quest’anno, una cifra che, secondo i dati delle Nazioni Unite, supera il totale degli sbarchi di tutto il 2020.

Il 4 agosto è stato registrato un nuovo record giornaliero di migranti che hanno attraverso la Manica, dalla Francia al Regno Unito, pari a 482. Gli sbarchi tramite questa rotta salgono così a oltre 10.000 dall’inizio dell’anno, in netto aumento rispetto ai circa 8.500 censiti nell’intero 2020. Il comandante britannico incaricato di gestire le minacce clandestine nel Canale, Dan O’Mahoney, ha attribuito alle bande criminali e ai trafficanti di esseri umani l’aumento degli attraversamenti, definendo la situazione “inaccettabile” e “pericolosa”. Oltre ai 482 arrivi del 4 agosto, sono stati 246 i migranti a cui è stato impedito di raggiungere la costa inglese, nella stessa giornata, con l’aiuto delle autorità francesi. Il governo di Boris Johnson ha imposto una rigida stretta sull’immigrazione dopo la Brexit. Il 20 luglio, la ministra dell’Interno, Priti Patel, ha firmato un accordo ad hoccon il collega francese, Gerald Darmanin, nel quale Londra s’impegna a versare a Parigi un contributo pari a 62,7 milioni di euro fra il 2021 e il 2022 per cofinanziare le operazioni di contrasto dell’immigrazione illegale in partenza.

Il 6 agosto, 42 migranti, tra cui 30 donne e 8 bambini, sono risultati dispersi dopo che l’imbarcazione sulla quale viaggiavano si è capovolta, a causa del mare mosso, poco dopo essere salpata dalla città costiera di Dakhla, nel Sahara Occidentale. I media locali hanno riferito che, il 5 agosto, 12 corpi sono stati riportati a riva mentre 10 persone sono state salvate dai pescatori al largo della costa di Dakhla. Sempre il 5 agosto, più a Nord, nei pressi della città di Laayoune, lungo la costa del Sahara Occidentale, la Marina marocchina ha salvato 30 migranti. Le navi militari stavano ancora cercando altre 59 persone, tra cui 14 donne e quattro bambini, in un vicino specchio d’acqua a centinaia di miglia da Dakhla. Separatamente, il servizio di salvataggio marittimo spagnolo ha dichiarato, il 6 agosto, di aver salvato 63 persone vicino alle Isole Canarie.

Il 15 agosto, il ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese, in occasione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha riferito che, dal primo agosto 2020 al 31 luglio 2021, sono sbarcati in Italia 49.280 migranti, pari al 128 % in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I minori non accompagnati sono stati 7.843, con un aumento del 155,26%, mentre gli scafisti arrestati sono stati 147. Al contempo, sempre nel periodo agosto 2020-luglio 2021, sono aumentati anche gli “sbarchi autonomi”, che rappresentano l’82,6% del totale, rispetto al 75,6% dell’anno precedente. Le operazioni di soccorso hanno consentito il salvataggio di 8.553 persone complessivamente. Di queste, quelle soccorse in mare da organizzazioni non governative sono state pari a 4239. Nel 2020, l’Italia aveva accolto 21.616 migranti, mentre erano stati 8.691 i migranti sbarcati da agosto 2018 a luglio 2019. Circa i Paesi di provenienza, è la Libia a detenere il primato, in quanto è da qui che ha origine il 45,3% dei migranti giunti in Italia. A seguire, vi è la Tunisia, con il 35,9%, e Turchia, Algeria, Grecia, Egitto e Montenegro.

Il 18 agosto, oltre 40 i migranti hanno perso la vita in seguito al naufragio di un barcone alla deriva, al largo delle coste della Mauritania. Sette persone, invece, sono sopravvissute. Secondo quanto riportato dall’IOM, l’imbarcazione era diretta verso le Canarie. E ancora, il 20 agosto, 52 migranti sono risultati dispersi dopo che un barcone si è capovolto nell’Oceano Atlantico, a 255 km dalle coste meridionali delle Canarie, nello spazio marittimo spagnolo. La notte tra il 24 e il 25 agosto, si è verificato un altro naufragio al largo delle Canarie, in cui hanno perso la vita 11 persone. Infine, il 36 agosto, 4 individui, tra cui un adolescente e una bambina, sono stati ritrovati deceduti su un’imbarcazione con a bordo altri 27 superstiti. Il barcone sul quale viaggiavano era diretto verso le isole Canarie. Nel frattempo, tra il 26 e il 27 agosto, oltre 230 persone sono sbarcate tra le Canarie e alcuni punti dell’Andalusia, nel Sud della Spagna.

Il 24 agosto, la UNHCR ha chiesto alla Polonia di accogliere i migranti – la maggior parte dei quali provenienti da Iraq e Afghanistan – bloccati al confine con la Bielorussia da oltre due settimane. “Pur riconoscendo le sfide poste dai recenti arrivi in Polonia, chiediamo alle autorità polacche di fornire accesso al territorio, assistenza medica immediata, consulenza legale e supporto psicosociale a queste persone”, ha affermato Christine Goyer, rappresentante dell’UNHCR nel Paese. Migliaia di migranti hanno attraversato, negli ultimi mesi, il confine dalla Bielorussia agli Stati dell’UE orientale, come Lettonia, Lituania e Polonia. L’Unione Europea sostiene che il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, stia conducendo una sorta di “guerra ibrida”, utilizzando i migranti per esercitare pressioni sul blocco. La Polonia, da parte sua, ha dichiarato che non consentirà l’ingresso delle persone al confine. Il primo ministro, Mateusz Morawiecki, ha affermato che ciò significherebbe cedere al “ricatto” di Lukashenko, mentre il ministro della Difesa, Mariusz Blaszczak, ha avvertito che lungo il confine con la Bielorussia sarà costruita una nuova recinzione alta 2,5 metri.

Sempre il 24 agosto, le unità della Guardia costiera tunisina hanno bloccato 11 imbarcazioni che tentavano di oltrepassare la frontiera marittima per raggiungere le coste italiane. Stando a quanto specificato in un comunicato del Ministero dell’Interno tunisino, l’operazione ha coinvolto le unità del centro e del Sud, che hanno soccorso i migranti, per la maggior parte di nazionalità tunisina. Delle 231 persone soccorse, solo 104 provenivano da diversi Paesi africani. Al contempo, il Ministero dell’Interno ha riferito che Unità della Guardia nazionale di Aghir, Djerba e Sfax hanno arrestato 58 persone, di cui 17 provenienti da Paesi africani, mentre si preparavano “ad attraversare i confini marittimi in modo irregolare”. In tale contesto, anche la Marina militare tunisina ha bloccato 34 persone di nazionalità africana, di età compresa tra i 17 e i 40 anni, coinvolti in una “operazione di migrazione irregolare”. Tra i migranti c’erano 20 donne e 4 bambini, soccorsi mentre si trovavano a bordo di un’imbarcazione partita, il giorno precedente, dalle coste di Sfax. All’alba del 25 agosto, poi, un’unità navale ha bloccato altri 12 tunisini di età compresa tra 9 e 50 anni, che si trovavano su un’imbarcazione nei pressi di Ghar El Melh, località situata nel Nord della Tunisia.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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