Egitto- Turchia: in attesa di nuovi “colloqui esplorativi”

Pubblicato il 1 settembre 2021 alle 16:22 in Egitto Turchia

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Egitto e Turchia hanno annunciato che terranno un nuovo round di colloqui il 7 e 8 settembre prossimo. Questi si inseriscono nel quadro del progressivo avvicinamento tra i due Paesi, le cui relazioni erano state interrotte nel 2013.

L’annuncio dei Ministeri degli Esteri sia egiziano sia turco è giunto il 31 agosto, a più di tre mesi dal precedente round di colloqui, intrapreso il 5 maggio, data in cui si è tenuto il primo meeting ufficiale di carattere diplomatico dal 2013. Così come precisato in precedenza, i colloqui del 7 e 8 settembre sono “esplorativi” e si prevede prenderanno in esame dossier relativi a relazioni bilaterali e questioni regionali di mutuo interesse. L’obiettivo è determinare le mosse future necessarie a normalizzare le relazioni tra Turchia ed Egitto a livello bilaterale e nel contesto regionale.

Già durante il primo round di colloqui, le parti avevano mostrato l’intenzione di riallacciare i rapporti, e Ankara era stata esortata a porre fine a qualsiasi “azione ostile” contro Il Cairo, campagne mediatiche incluse, mentre le è stato chiesto di non consentire a “gruppi estremisti” anti-egiziani di condurre le proprie attività dai territori turchi. Ancor prima del meeting del 5 e 6 maggio, la Turchia ha chiesto ai canali televisivi dell’opposizione egiziana, che operano sul suo territorio, di moderare le critiche rivolte al presidente Abdel Fattah al-Sisi, mentre a giugno ha minacciato di chiudere in modo permanente gli account dei media filo-islamisti. L’Egitto ha accolto con favore mosse simili, ma ha mostrato cautela di fronte alle richieste turche di legami migliori tra i due Paesi. Per Il Cairo, dimostrare semplicemente buona volontà non è sufficiente, ma è necessario che Ankara concretizzi le “raccomandazioni egiziane”.

L’interruzione del dialogo degli ultimi mesi ha fatto pensare che le divergenze tra i due Paesi fossero difficili da risanare. I dossier che vedono le due parti su fronti opposti riguardano, in particolare, la crisi in Libia, il Mediterraneo Orientale e il sostegno alla Fratellanza Musulmana. Tuttavia, già dalla scorsa settimana, fonti diplomatiche egiziane hanno riferito al quotidiano al-Araby al-Jadeed che i contatti tra Egitto e Turchia erano ripresi, dopo un’interruzione definita “tattica”. A detta delle fonti, la ripresa è da collegarsi ai “nuovi accordi nella regione degli USA”. Questi ultimi guardano con favore al riavvicinamento tra Egitto, Turchia e Israele, con l’obiettivo di accelerare intese nel settore del gas, e contrastare, in tal modo, le ambizioni di Mosca. Ad aver favorito i nuovi colloqui vi sarebbero stati anche i recenti segnali di riavvicinamento tra Ankara e Abu Dhabi, con particolare riferimento all’incontro “storico”, del 19 agosto, tra il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti (UAE), Sheikh Tahnoun bin Zayed al-Nahyan. Le medesime fonti prevedono che nei colloqui di settembre si parlerà ancora di Libia, dove la Turchia continua a mantenere proprie basi a Ovest. È probabile, secondo le fonti, che Il Cairo accetterà la presenza militare turca nel Paese Nord-africano, ma a condizione che venga preservato il cessate il fuoco e che Ankara ritiri i propri mercenari e non invii armamenti.

Era stato il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ad annunciare l’inizio di “una nuova era” nelle relazioni Turchia-Egitto e a rivelare, il 15 aprile, che una delegazione del suo Paese si sarebbe recata in Egitto nella prima settimana di maggio per discutere della normalizzazione dei rapporti e delle questioni connesse, tra cui la nomina degli ambasciatori. L’annuncio del 15 aprile ha fatto seguito alle dichiarazioni del 12 marzo, giorno in cui Cavusoglu aveva riferito che Turchia ed Egitto avevano ristabilito contatti diplomatici, a livello di intelligence e tra i Ministeri degli Esteri.

Turchia ed Egitto avevano interrotto i contatti nel 2013, con la destituzione dell’allora presidente egiziano, Mohammed Morsi, esponente della Fratellanza Musulmana, il quale venne sostituito da Abdel Fattah al-Sisi. Per Ankara, un presidente democraticamente eletto non poteva essere deposto da un colpo di stato militare e, sin dalla salita di al-Sisi al potere, ha rivolto critiche contro il presidente egiziano e i suoi sostenitori, tra cui anche alcuni Paesi occidentali e rivali del Golfo. Da parte sua, il governo egiziano ha più volte esortato la Turchia a non intervenire negli affari interni del Paese Nord-africano. In realtà, i due Paesi non hanno mai del tutto interrotto la loro relazione. Cavusoglu ha riferito di aver incontrato “occasionalmente” il suo omologo egiziano, Sameh Shoukry, in diversi incontri a livello internazionale, mentre sono proseguite attività all’interno di ambasciate e consolati di entrambe le parti.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione