Cina: i dati relativi al Purchasing Managers Index

Pubblicato il 1 settembre 2021 alle 7:35 in Asia Cina

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L’Ufficio nazionale di statistica della Cina ha reso noto che, nel mese di agosto 2021, il Purchasing Managers Index (PMI), che è il dato che monitora i cambiamenti in corso nei settori economici privati, del settore manifatturiero cinese si è attestato al 50,1%. Al contempo, l’indice di attività delle imprese non manifatturiere è stato del 47,5%.

Il dato relativo al settore manifatturiero si è mantenuto al di sopra della soglia di criticità del 50%, che fa da discrimine tra la crescita e la contrazione delle attività di un certo settore, ma ha perso 0,3 punti percentuali rispetto a luglio 2021, segnalando un indebolimento dell’espansione dell’attività manifatturiera. Dal punto di vista della dimensione delle aziende, il PMI delle grandi imprese è stato del 50,3%, in calo di 1,4 punti percentuali rispetto a luglio 2021. Il PMI delle imprese medie, invece, è stato del 51,2%, con un aumento di 1,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. Infine, il PMI delle piccole imprese è stato del 48,2%, con un aumento di 0,4 punti percentuali rispetto a luglio 2021 e inferiore alla soglia di criticità.

Tra i cinque indici che compongono il PMI manifatturiero, quello di produzione è stato al di sopra del punto critico mentre quelli relativi agli ordini, alle scorte di materie prime, ai dipendenti e ai tempi di consegna dei fornitori sono stati tutti al di sotto. In particolare, l’indice di produzione si è attestato al 50,9%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente, a indicare che l’espansione complessiva della produzione manifatturiera è rimasta stabile. L’indice relativo ai nuovi ordini è stato del 49,6%, in calo di 1,3 punti percentuali rispetto a luglio 2021, segnalando che la domanda del mercato manifatturiero si è indebolita. L’indice delle scorte di materie prime è stato del 47,7%, sebbene sia lo stesso del mese precedente, essendo ancora al di sotto della soglia critica, indica che le principali scorte di materie prime dell’industria manifatturiera sono diminuite rispetto al mese precedente. L’indice di occupazione si è attestato al 49,6%, indicando che la domanda di lavoro delle imprese manifatturiere è diminuita.  L’indice dei tempi di consegna dei fornitori è stato del 48,0%, in diminuzione di 0,9 punti percentuali rispetto al mese precedente, segnalando che i tempi di consegna dei fornitori di materie prime manifatturiere sono stati allungati.

Ad agosto, il dato relativo alle attività delle imprese non manifatturiere è stato invece del 47,5%, 5,8 punti percentuali in meno rispetto al mese precedente, indicando che la prosperità dell’industria non manifatturiera è diminuita significativamente a causa dei recenti focolai di coronavirus in più province e di altri fattori. In termini di diversi settori, l’indice di attività del settore edile è stato del 60,5%, 3,0 punti percentuali in più rispetto al mese scorso. L’indice di attività del settore dei servizi è stato del 45,2%, 7,3 punti percentuali in meno rispetto a luglio 2021. L’indice di attività dei trasporti su strada, del trasporto aereo, degli alloggi, della ristorazione, della cultura, dello sport e dell’intrattenimento è sceso significativamente al di sotto del punto critico. I servizi all’ingrosso, postali, di telecomunicazioni, radiotelevisivi, televisivi e di trasmissione satellitare, valuta e servizi finanziari, servizi del mercato dei capitali, hanno invece registrato un indice di attività del settore al di sopra della soglia.

Ad agosto, l’indice complessivo della produzione PMI cinese è stato del 48,9%, in calo di 3,5 punti percentuali rispetto a luglio 2021, indicando che le attività produttive e operative delle imprese cinesi hanno subito un significativo rallentamento.

L’economia cinese ha assistito ad una significativa ripresa dai minimi raggiunti durante la pandemia di coronavirus, crescendo del 7,9 per cento nel secondo trimestre del 2021 anno su anno, mentre nella prima metà dell’anno è cresciuta del 12,7 per cento su base annua. Tuttavia, da allora, gli economisti hanno ridotto drasticamente le loro prospettive economiche per la Cina con l’arrivo nel Paese della variante Delta, dopo che le esportazioni, le vendite al dettaglio e la crescita della produzione industriale avevano deluso le aspettative a luglio. In tale mese, anche i guadagni delle aziende industriali cinesi sono scesi per il quinto mese consecutivo a causa degli elevati prezzi delle materie prime e dei vincoli della catena di approvvigionamento dovuti a condizioni meteorologiche estreme, nonché a casi di coronavirus.

Nel 2020, la diffusione della pandemia di coronavirus ha determinato una crisi economica a livello mondiale, danneggiando il commercio internazionale. Anche la Cina ha risentito di tali circostanze e, sebbene sia tata l’unica tra le grandi economie mondiali a mostrare una crescita positiva, il tasso del 2,3% è stato il più basso mai registrato nel Paese dal 1976, quando, a termine della Rivoluzione culturale, si attestò all’1,6%.

di Redazione

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