Bangladesh: condannati a morte 6 militanti filo Al-Qaeda

Pubblicato il 1 settembre 2021 alle 16:52 in Asia Bangladesh

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Un tribunale del Bangladesh ha condannato a morte 6 membri del gruppo militante islamista Ansar Al Islam, affiliato ad al-Qaeda, il 31 agosto,  per la “brutale uccisione” di 2 attivisti per i diritti della comunità LGBTQ locale nel 2016.

Il pubblico ministero Golam Sarwar Khan ha reso noto che degli otto imputati sottoposti a processo in relazione ai fatti del 2016, sei sono stati giudicati colpevoli di omicidio e condannati a morte. Il Tribunale speciale antiterrorismo ha anche condannato i sei per la loro appartenenza all’organizzazione terroristica Ansar Ullah Bangla Team, un gruppo che la polizia ritiene sia responsabile dell’omicidio di più di una dozzina di attivisti e blogger laici. Dei sei condannati a morte due sono in fuga e sono stati processati in contumacia. Uno di loro è Syed Ziaul Haq, un maggiore dell’esercito licenziato e ritenuto il capo del gruppo e accusato di aver organizzato gli omicidi.L’avvocato della difesa, Nazrul Islam, ha dichiarato che i sei faranno appello alla sentenza.

Il tribunale ha invece assolto due degli imputati, i quali al momento sono in fuga e sono stati processati in contumacia, ha detto Khan.

Le due vittime dei militanti erano state il 35eene Xulhaz Mannan, direttore della prima rivista del Bangladesh per la comunità LGBTQ, Roopbaan, e l’attore 25enne Mahbub Rabbi Tonoy. I due erano stati picchiati a morte nell’appartamento di Mannan nella capitale Dacca nell’aprile 2016, in un attacco rivendicato da Ansar Al Islam. Gli omicidi facevano parte di una serie di attacchi condotti da gruppi filo Al-Qaeda locali contro blogger e accademici laici e altre minoranze religiose tra il 2013 e il 2016, inducendo molti a nascondersi o a fuggire all’estero.

La rivista di Mannan non aveva il permesso ufficiale di pubblicare in Bangladesh, un Paese musulmano dove le relazioni omosessuali sono illegali e la comunità LGBTQ è stata a lungo emarginata. Il 31 agosto, un attivista per i diritti dei gay, Shahanur Islam, ha affermato di essere contento della sentenza e di aver ottenuto giustizia, tuttavia, in quanto attivista LGBT e contro la pena di morte, ha detto che avrebbe preferito l’ergastolo alla pena di morte.

Rispetto all’azione di gruppi terroristici in Bangladesh, di recente, la presa di potere dei talebani in Afghanistan del 15 agosto scorso ha sollevato timori rispetto alla possibilità che il Paese possa assistere ad una ripresa delle attività dei gruppi militanti. Tra questi vi sono Harkat-ul-Jihad-al Islami Bangladesh (HUJI-B) e Jamaat-ul Mujahideen Bangladesh (JMB) i cui leader erano stati addestrati in Afghanistan e che avrebbero ucciso oltre 100 persone tra politici, accademici e fedeli di altre religioni negli ultimi dieci anni. Tra gli attacchi più significativi condotti dalle due organizzazioni, il 17 agosto 2005, il JMB aveva fatto esplodere 500 bombe in 63 dei 64 distretti del Bangladesh, uccidendo 3 persone e ferendone più di 100. Il gruppo mirava a stabilire con la forza un governo in stile talebano nel Paese. Le forze di sicurezza del Bangladesh, però, hanno arrestato la maggior parte dei militanti di maggior livello nel giro di pochi anni, i quali sono stati poi giudicati colpevoli e giustiziati per aver assassinato 2 giudici in un attentato dinamitardo del 2005 e per aver ideato le esplosioni in tutto il Paese.

L’ultimo attacco su larga scala che ha interessato il Bangladesh risale invece al luglio 2016, quando militanti legati allo Stato Islamico avevano aperto il fuoco contro un forno conosciuto come Holey Artisan Bakery a Dhaka. Nell’attacco erano morte 22 persone, la maggior parte delle quali erano straniere.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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