Yemen: perduranti battaglie a Nord, missili balistici verso l’Arabia Saudita

Pubblicato il 31 agosto 2021 alle 8:30 in Arabia Saudita Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Dopo l’attacco che, il 29 agosto, ha causato circa 40 vittime tra le forze yemenite, sono proseguiti gli scontri nel governatorato di Ma’rib, a circa 120 chilometri a Est di Sana’a. Nel frattempo, le forze di difesa aerea dell’Arabia Saudita hanno riferito di aver intercettato e distrutto un missile balistico lanciato, presumibilmente, dai ribelli Houthi contro il Sud del Regno.

In particolare, stando a quanto dichiarato dalla coalizione guidata da Riad, nella sera del 30 agosto, il missile era diretto verso Najran, località più volte presa di mira dal gruppo sciita nel corso degli ultimi anni. Le forze di difesa aerea, è stato specificato, sono riuscite a respingere l’attacco, mentre sono state adottate le misure operative necessarie ad affrontare le “fonti di minaccia”, in conformità con il Diritto umanitario internazionale. Anche il giorno precedente, il 29 agosto, la coalizione a guida saudita aveva riferito di aver intercettato e distrutto 3 droni carichi di esplosivo lanciati in direzione Khamis Mushait, località nel Sud dell’Arabia Saudita. Non da ultimo, all’alba del 31 agosto, è stato intercettato un altro drone diretto verso l’aeroporto di Abha.

Ad eccezione di una breve pausa nel mese di giugno scorso, è dall’intervento della coalizione internazionale in Yemen, guidata proprio da Riad, risalente al 26 marzo 2015, che i territori sauditi sono considerati dagli Houthi un obiettivo legittimo da colpire, in risposta allo “assedio” dell’alleanza internazionale in Yemen. Tuttavia, gli attacchi Houthi contro obiettivi civili, oltre che energetici ed economici, sono stati spesso condannati da Paesi a livello sia regionale sia internazionale, tra cui gli Stati Uniti.

Nel corso del 2021, gli attacchi contro il Regno si sono particolarmente intensificati, in concomitanza con la ripresa di una violenta offensiva presso Ma’rib, lanciata nella prima settimana di febbraio, che vede gli Houthi determinati a conquistare una regione che consentirebbe loro di completare i propri piani nel Nord dello Yemen. In tale governatorato, situato a circa 120 chilometri a Est di Sanaa, le battaglie si sono particolarmente concentrate nelle aree occidentali, dove, agli scontri via terra vengono accompagnati raid aerei da parte della coalizione. Il 29 agosto, l’alleanza internazionale ha condotto 4 raid aerei contro Sirwah, nell’Ovest di Ma’rib. Il giorno successivo, il 30 agosto, l’esercito filogovernativo ha riferito che circa 23 combattenti Houthi sono stati uccisi presso il fronte occidentale di al-Kassara. Quest’ultimo, insieme ad al-Mashjah, rappresenta uno dei fronti di combattimento più accesi degli ultimi mesi.

Ma’rib è una regione ricca di risorse petrolifere, considerata dagli Houthi una “carta vincente” da ottenere prima di avviare eventuali negoziati di pace. Negli ultimi anni, il governatorato, ad oggi ancora controllato per buona parte dalle forze filogovernative, aveva rappresentato un riparo sicuro e stabile. Fino all’inizio del 2020, il capoluogo omonimo era rimasto lontano da tensioni e conflitti, grazie alla presenza di risorse quali petrolio e gas e alla vicinanza con l’Arabia Saudita, oltre che al sostegno delle tribù locali. Ciò ha consentito alla regione di “fiorire” rispetto alle altre zone circostanti, consentendo altresì l’apertura di ristoranti e l’avvio di progetti di costruzione. La situazione è, però, notevolmente cambiata da quando gli Houthi hanno volto lo sguardo verso tale provincia per completare i propri piani espansionistici. Il governatorato, altresì sede del Ministero della Difesa yemenita, riveste una rilevanza strategica per gli Houthi, in quanto costituisce una porta d’accesso verso Sana’a che consentirebbe loro di consolidare in parte i progetti auspicati.

Per il governo yemenita, gli Houthi sono i principali responsabili della perdurante guerra e delle sofferenze della popolazione yemenita, in quanto riluttanti a proseguire sulla strada della pace e desiderosi di portare avanti il “progetto iraniano”. L’esecutivo riconosciuto a livello internazionale, invece, continua a essere a favore di una tregua e di una soluzione basata sui “tre riferimenti”, ovvero l’iniziativa del Golfo del 2011, i risultati della Conferenza sul dialogo nazionale del 2013-2014 ed alcune risoluzioni Onu, come la numero 2216.

Il conflitto civile in Yemen ha avuto inizio a seguito del colpo di Stato Houthi del 21 settembre 2014, e vede contrapporsi i ribelli sciiti, sostenuti da Teheran, e le forze legate al governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale, legato al presidente Rabbo Mansour Hadi. Dal 26 marzo 2015, l’esercito filogovernativo è coadiuvato da una coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita, formata anche da Emirati Arabi Uniti, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait e Bahrain.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.