USA-Giappone: incontro sul clima

Pubblicato il 31 agosto 2021 alle 18:49 in Giappone USA e Canada

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L’inviato statunitense per il clima, John Kerry, ha incontrato il ministro degli Esteri giapponese, Toshimitsu Motegi, il 31 agosto a Tokyo, per sollecitare gli sforzi per combattere il cambiamento climatico in vista di una conferenza delle Nazioni Unite che si terrà a novembre 2021.

Parlando con Kerry, Motegi ha sottolineato l’importanza di far cooperare in tal senso anche altri Paesi caratterizzati da elevate emissioni di carbonio, con particolare riferimento alla Cina, dove si recherà l’inviato di Washington dopo l’incontro a Tokyo. Durante la conferenza stampa seguita all’incontro, Motegi ha sottolineato che la Cina è il Paese che emette più carbonio al mondo ed è anche la seconda economia mondiale, per questo, sarebbe estremamente importante incoraggiarla ad adempiere fermamente alle responsabilità che derivano da tale posizione.

Motegi ha poi aggiunto di sperare che il Giappone e gli Stati Uniti guideranno gli sforzi globali di per la riduzione delle emissioni di carbonio in occasione della conferenza delle Nazioni Unite che si terrà a Glasgow alla fine di novembre e che è nota come COP26. In tale quadro, gli Stati Uniti si collocano al secondo posto al mondo per emissioni di carbonio e il Giappone al quinto.

Il 31 agosto, oltre a Motegi, Kerry incontrerà anche il primo ministro giapponese, Yoshihide Suga, il ministro dell’Ambiente, Shinjiro Koizumi, e il ministro dell’Economia, del Commercio e dell’Industria, Hiroshi Kajiyama. Kerry è arrivato in Giappone il 30 agosto e, nella sera del 31 agosto, volerà in Cina per ulteriori colloqui sul clima dal primo al 3 settembre con il suo omologo cinese, Xie Zhenhua. In tale occasione l’inviato effettuerà il suo secondo viaggio nel Paese dall’insediamento dell’amministrazione di Joe Biden, del 20 gennaio scoro.

Kerry ha invitato i leader globali a lavorare insieme e ad accelerare le azioni necessarie per frenare l’aumento delle temperature a non più di 1,5 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali. L’inviato di Washington ha esortato la Cina ad unirsi agli Stati Uniti nel ridurre urgentemente le emissioni di carbonio.

A livello globale, molti Paesi si sono impegnati a eliminare le emissioni nette di carbonio entro il 2050. Il Giappone ha promesso di sforzarsi di ridurre le proprie emissioni del 46% rispetto ai livelli del 2012, rispetto a un precedente obiettivo del 26%, per raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050. Suga ha affermato che il Giappone cercherà di spingere la riduzione fino al 50% per essere in linea con l’Unione europea.  Per raggiungere tale obiettivo, il ministero dell’Ambiente giapponese sta cercando un significativo aumento del budget per promuovere le energie rinnovabili e i programmi di de-carbonizzazione. Il ministero del Commercio e dell’Industria prevede di utilizzare ingenti sussidi per promuovere i veicoli elettrici e la produzione di energia eolica, in base ad una proposta di bilancio per il 2022.  Il ministero del Commercio e dell’Industria, nella sua bozza del piano energetico di base pubblicato a luglio, ha affermato che la quota di energie rinnovabili dovrebbe essere aumentata al 36-38% all’interno della fornitura elettrica nel 2030 dall’attuale obiettivo del 22-24%.

La Cina, invece, intende di raggiungere il picco del carbonio entro il 2030 e la neutralità entro il 2060. In particolare, durante il discorso tenuto alla 75esima assemblea delle Nazioni Unite, il 22 settembre 2020, il presidente Xi Jinping, parlando della ripresa economica post-coronavirus, aveva sottolineato l’importanza della sostenibilità e aveva annunciato che la Cina avrebbe raggiunto la neutralità del carbonio entro il 2060. Intanto, Pechino ha previsto di raggiungere il picco del carbonio entro il 2030.

 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

 

di Redazione

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