Tanzania: a processo il leader dell’opposizione accusato di “terrorismo”

Pubblicato il 31 agosto 2021 alle 15:55 in Africa Tanzania

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Il leader del principale partito di opposizione della Tanzania, Freeman Mbowe, è apparso in tribunale, martedì 31 agosto, per affrontare le accuse di “terrorismo” mosse a suo carico. Secondo i critici del governo, il caso sarebbe utilizzato come parte di una strategia volta a schiacciare il dissenso interno.

Il 59enne, presidente del partito Chadema, è stato arrestato, insieme ad altri 15 membri del gruppo, il 21 luglio, nella città portuale nordoccidentale di Mwanza, poco prima di un incontro pubblico organizzato dall’opposizione per chiedere al governo l’avvio di riforme costituzionali. Da quel giorno è in carcere in attesa di una sentenza. Il processo presso l’alta corte del Paese, a Dar-es-Salaam, si è aperto martedì in condizioni di rigida sicurezza, con la maggior parte dei giornalisti banditi dall’aula. Il governo, citando i regolamenti e le restrizioni dovute al COVID-19, aveva messo in guardia anche i diplomatici stranieri dal presentarsi alla corte per seguire il caso senza aver precedentemente informato il Ministero degli Esteri. All’udienza erano presenti rappresentanti dell’ambasciata britannica e di quella statunitense, insieme a diversi alti dirigenti di Chadema. 

Mbowe sostiene che i suoi diritti costituzionali siano stati violati quando è stato accusato e incarcerato. L’opposizione ha affermato che l’arresto del leader di Chadema rappresenta la prova che la nuova presidenza starebbe portando avanti lo stesso governo autoritario dell’ex capo di Stato, John Magufuli, da poco defunto. Le autorità, tuttavia, negano tali accuse. Inizialmente, c’era stata la speranza che la nuova presidente, Samia Suluhu Hassan, avrebbe portato ad una nuova era di democrazia, ma, per gli oppositori, i fatti degli ultimi giorni riflettono un profondo scivolamento nella “dittatura”. I sostenitori di Mbowe hanno accusato il governo di ingerenza nel caso e vogliono che il tribunale rigetti le accuse.

L’ONG Amnesty International ha descritto le detenzioni come “arbitrarie” e le ha considerate parte di una campagna nazionale per contrastare l’opposizione politica. “Le autorità della Tanzania devono smettere di prendere di mira l’opposizione e cercare di restringere lo spazio in cui possono operare”, aveva affermato Flavia Mwangovya, vicedirettore di Amnesty per l’Africa orientale, a inizio agosto. “Questi arresti e detenzioni arbitrari mostrano il palese disprezzo delle autorità tanzaniane per lo stato di diritto e i diritti umani, compresi i diritti alla libertà di espressione e associazione. Questi arresti motivati politicamente devono cessare”, aveva aggiunto.

I pubblici ministeri hanno dichiarato che le accuse contro Mbowe non si riferiscono all’incontro sulla riforma costituzionale che il suo partito aveva programmato di tenere nella città portuale di Mwanza, a luglio, ma piuttosto a presunti reati commessi l’anno scorso in un’altra parte della Tanzania. Chadema sostiene che le autorità accusino Mbowe di aver cospirato contro un funzionario pubblico e di aver messo da parte 600.000 scellini tanzaniani (ovvero circa 260 dollari) per far saltare in aria stazioni di servizio e raduni pubblici e tagliare gli alberi per bloccare le strade.

La prima presidente donna della Tanzania si è insediata al potere nel marzo del 2020. Al momento della sua nomina, in molti hanno sperato che Hassan potesse inaugurare un cambiamento rispetto al “governo autocratico” dell’ex presidente, soprannominato il “Bulldozer” per il suo modello di leadership intransigente.

La donna, ex vicepresidente della Tanzania, lavora nell’ambito della politica da 20 anni, un lasso di tempo in cui ha scalato molti ranghi, dal Governo locale all’Assemblea nazionale. Colonna portante del partito dominante, noto come Chama Cha Mapinduzi (CCM), è stata nominata per la prima volta candidata alla vicepresidenza nel 2015. Insieme a Magufuli, ha partecipato e vinto anche alle elezioni dell’ottobre 2020, in un ballottaggio contestato e inficiato da accuse di irregolarità. Il suo modello di leadership era stato visto fino ad ora in potenziale contrasto con il lavoro fatto dall’ex presidente, il cui governo era stato accusato di “soffocare” la democrazia e di reprimere i media, critiche che le autorità hanno sempre negato. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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