Nicaragua: la Procura accusa 2 ex guerriglieri sandinisti di “cospirazione”

Pubblicato il 31 agosto 2021 alle 9:40 in America centrale e Caraibi

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Gli ex guerriglieri sandinisti Hugo Torres e Víctor Hugo Tinoco sono stati formalmente accusati, il 30 agosto, del reato di “cospirazione per minare l’integrità nazionale“. Torres e Tinoco, oggi leader dell’opposizione Democratic Renovation Union (Unamos), sono in carcere dal 13 giugno, indagati per presunto tradimento.

Il Pubblico Ministero ha riferito che “si sono già svolte le udienze preliminari, dove l’autorità giudiziaria ha ammesso le accuse e ha decretato la misura cautelare della carcerazione preventiva per gli imputati”.

Gli avvocati difensori hanno denunciato una presunta violazione del giusto processo in questi casi, sostenendo che le udienze preliminari si sono svolte in segreto e che gli stessi non sono stati notificati per rappresentare i loro clienti. “Lo Stato non ha consentito ai parenti di visitare i detenuti in carcere, che non hanno avuto diritto a un’udienza pubblica o a un difensore”, hanno sostenuto gli avvocati.

Con questi nuovi casi, sono 24 i leader politici e liberi professionisti che, in una settimana, sono stati accusati dalla Procura per i presunti reati di associazione a delinquere o riciclaggio, su un totale di 35 oppositori arrestati negli ultimi tre mesi.

Gli USA hanno annunciato, il 9 agosto, la restrizione dei visti a 50 parenti diretti dei rappresentanti dell’Assemblea nazionale del Nicaragua, dominata dal partito al Governo, nonché a diversi procuratori e giudici, accusati di collusione per ostacolare il processo elettorale previsto per novembre.

Il portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price, ha indicato che le azioni hanno dimostrato l’impegno degli Stati Uniti “a promuovere un’ampia responsabilità per chiunque abbia beneficiato o sia responsabile degli attacchi del regime di Ortega alle istituzioni democratiche”. Le restrizioni sui visti contro i parenti di giudici, di procuratori e di membri del Parlamento nicaraguense si aggiungono alle 100 annunciate il 12 luglio

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha affermato, il 12 luglio, che l’amministrazione del presidente degli USA, Joe Biden, continuerà a utilizzare gli strumenti diplomatici ed economici a sua disposizione per “spingere per il rilascio dei prigionieri politici e per sostenere le richieste dei nicaraguensi di una maggiore libertà e di elezioni libere ed eque”.

Alle lamentele sulla mancanza di credibilità delle elezioni in Nicaragua si sono unite le Nazioni Unite, l’Unione Europea, il Canada, il Regno Unito e la Spagna. Dal canto suo, il Ministero degli Esteri del Paese latino-americano “ha osservato e criticato le continue e immeritate accuse, irrispettose, invadenti e interventiste nei loro affari interni, da parte delle massime autorità di diversi Paesi, su questioni che riguardano solo il loro popolo e il loro Governo”.

Ortega, ex guerrigliero in procinto di compiere 76 anni e tornato al potere nel 2007 dopo aver coordinato un consiglio di amministrazione dal 1979 al 1984, sta ora puntando alla sua rielezione per il quarto mandato presidenziale consecutivo.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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