Migranti: ancora una tragedia alle Canarie

Pubblicato il 31 agosto 2021 alle 17:14 in Immigrazione Spagna

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Il servizio di salvataggio marittimo spagnolo ha soccorso, al largo delle Canarie, nella notte di lunedì 30 agosto, un barcone di migranti in difficoltà. L’imbarcazione, partita dall’Africa, è stata recuperata vicino a Fuerteventura, con a bordo 31 persone e un corpo senza vita, secondo quanto riferito da fonti della delegazione del governo e del servizio per le emergenze dell’arcipelago. Il numero delle vittime, tuttavia, sarebbe più alto considerato che, a detta dei sopravvissuti, durante la traversata sarebbero morte tra le 12 e le 25 persone. Tra i superstiti, uno è stato ricoverato per “ipotermia grave”, mentre altri 3 sono stati assistiti dalla Croce Rossa per “patologie lievi”.

La tragedia di lunedì notte è stata solo l’ultima di una lunga serie registrata negli ultimi mesi sulla rotta migratoria tra l’Africa e le Canarie. Il 26 agosto, i cadaveri di 4 migranti sono stati ritrovati dal servizio di soccorso marittimo della Spagna, Salvamento Marítimo, insieme ad altri 27 superstiti. In realtà, hanno spiegato i soccorritori spagnoli, è stato un peschereccio a intercettare l’imbarcazione e a fornire cibo ed acqua ai migranti, in attesa dell’arrivo delle autorità. Poi, i servizi di Madrid li hanno fatti salire su una propria imbarcazione e portati in un porto delle Canarie. Il barcone, rinvenuto a oltre 500 miglia a Sud-Ovest di El Hierro, una delle isole dell’arcipelago, faceva parte di un gruppo di altre cinque imbarcazioni, con a bordo 166 migranti in totale, per lo più provenienti dall’Africa subsahariana e diretti verso le isole spagnole nell’Africa Nord- Occidentale. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, raccolte dall’ONG Caminando Fronteras, durante la traversata erano morte altre 24 persone. Tra le vittime c’erano anche 7 bambini.

Da ottobre 2020, più di 1.200 persone sono state salvate al largo della costa mauritana e hanno ricevuto assistenza medica nell’ambito di un programma di primo soccorso istituito dall’IOM. Negli ultimi due anni, il numero di migranti e richiedenti asilo che attraversano l’Oceano Atlantico, dalla costa dell’Africa occidentale all’arcipelago spagnolo, è aumentato in modo significativo. Nel 2020, più di 23.000 persone hanno raggiunto via mare, irregolarmente, le Canarie. Si tratta di un aumento pari ad otto volte i numeri del 2019. Le chiusure delle frontiere e le restrizioni ai movimenti durante la pandemia di COVID-19, insieme a controlli più severi alle frontiere per impedire le traversate attraverso il Mediterraneo, non hanno impedito i flussi migratori. 

Secondo quanto affermato dalle autorità spagnole, dal primo gennaio al 31 luglio 2021, 7.351 individui, provenienti dall’Africa occidentale, sono giunti nelle Isole Canarie. Si tratta di un aumento del 136% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il 2020. Parallelamente, il progetto IOM Missing Migrants ha registrato la morte di 428 persone, di cui 64 donne e 25 minori, sulla rotta atlantica tra l’Africa occidentale e le Isole Canarie spagnole, tra gennaio e il 20 agosto 2021. Tuttavia, secondo l’IOM, tale cifra potrebbe essere più elevata. Come affermato da Julia Black, del progetto Missing Migrants, i corpi di più di due terzi dei migranti che scompaiono in mare non vengono mai recuperati.

Nel suo punto più breve, la rotta marittima dalle coste marocchine verso le isole atlantiche spagnole è di circa 100 chilometri, ma si tratta di un percorso rischioso soprattutto a causa delle forti correnti. I barconi di migranti, spesso sovraffollati e in cattive condizioni, non sono adatti ad affrontare una simile traversata. L’anno scorso, almeno 1.851 persone hanno perso la vita lungo questa rotta, secondo i dati di Caminando Fronteras.

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Chiara Gentili

di Redazione

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