Messico: sospesi due agenti ripresi mentre aggrediscono un migrante

Pubblicato il 31 agosto 2021 alle 18:41 in Immigrazione Messico

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Il National Migration Institute (INM) del Messico ha condannato le azioni degli agenti che, durante il fine settimana, sono stati ripresi da alcuni filmati mentre gettano a terra un migrante e lo prendono a calci in faccia con l’aiuto delle truppe della Guardia Nazionale.

Il governo ha schierato centinaia di forze di sicurezza per respingere una carovana di migranti e richiedenti asilo che, sabato 28 agosto, hanno lasciato la città meridionale di Tapachula per recarsi a Città del Messico e sperare di chiedere una procedura di asilo accelerata. I video pubblicati sui social media hanno mostrato scontri, lungo un’autostrada dello Stato del Chiapas, tra i membri della Guardia Nazionale del Messico e i migranti, molti dei quali accompagnati da minori. Uno dei video, in particolare, mostra un agente dell’INM che, con l’aiuto delle truppe della Guardia Nazionale in tenuta antisommossa, afferra uno dei migranti e lo fa cadere a terra, mentre un altro lo prende a calci in faccia. In un altro filmato, si vedono alcuni membri della Guardia Nazionale che usano i loro scudi per picchiare un migrante con un bambino accanto.

In una dichiarazione, l’INM ha annunciato che i due agenti erano stati “sospesi” a causa di quella che ha descritto come “una condotta inappropriata”. “Nessuna condotta al di fuori dei protocolli e delle politiche sui diritti umani sarà tollerata”, afferma la dichiarazione del National Migration Institute, aggiungendo che un’ulteriore punizione sarà determinata da un ispettore interno. Né l’INM né la Guardia Nazionale hanno fatto menzione dei video. Non è chiaro quale sia la fonte dei filmati. 

L’ufficio di Amnesty International in Messico ha invitato il Paese “ad agire con un approccio umanitario di fronte all’arrivo di migranti centroamericani e haitiani in fuga dalla violenza e dalla crisi generate dai disastri naturali”. La Guardia Nazionale, rispondendo alla ONG, ha dichiarato su Twitter: “Abbiamo aumentato i controlli di vigilanza per migliorare le procedure e prevenire gli abusi”.

Dopo l’arrivo del democratico Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti, il numero di migranti che tentano di attraversare illegalmente il Messico, molti dei quali minorenni, è aumentato costantemente. Per contenere l’immigrazione illegale, il Governo messicano dispone di 27.562 forze armate dispiegate ai suoi confini meridionali e settentrionali.

Il senatore repubblicano Ted Cruz ha detto che “questa crisi è stata creata dall’amministrazione Biden e dalle sue stesse politiche” e ha affermato che il capo di Stato americano, smantellando le politiche del suo predecessore, ha dato nuovi incentivi a migliaia di migranti che stanno tentando di entrare negli Stati Uniti. Da parte sua, Nancy Patricia Pelosi, speaker democratica della Camera dei rappresentanti, ha dichiarato che il crescente flusso migratorio non è dovuto alle misure di Biden, bensì al favorevole cambiamento delle condizioni meteorologiche e ha evidenziato che il presidente statunitense sta cercando di gestirlo in un modo “molto più umano di prima”.

Il programma trumpiano sull’immigrazione, sovvertito dal nuovo presidente, si fondava sui cosiddetti Migrant Protection Protocols (Mpp), più generalmente conosciuti come parte della politica USA del “Remain in Mexico”. Questi chiedevano ai richiedenti asilo che arrivano dal Centro America alla frontiera sud-occidentale degli Stati Uniti di attendere l’approvazione entro i confini del Messico. Il programma, nello specifico, si applicava alle persone che avevano lasciato un Paese terzo e viaggiato attraverso il Messico per raggiungere il confine con gli Stati Uniti. Dopo che la politica trumpiana era stata messa in atto, all’inizio del 2019, decine di migliaia di persone hanno aspettato le proprie udienze in accampamenti di fortuna costruiti ad hoc. Ci sono state varie segnalazioni di aggressioni sessuali, rapimenti e torture commesse nei centri. Il presidente Biden ha sospeso e poi concluso il programma. Il Texas e il Missouri, tuttavia, hanno citato in giudizio la nuova amministrazione, affermando di essere stati colpiti direttamente dalla misura dovendo, ad esempio, fornire servizi governativi, come le patenti di guida agli immigrati ammessi negli Stati Uniti nell’ambito del programma.

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Chiara Gentili

di Redazione

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