Arabia Saudita: droni contro l’aeroporto di Abha, almeno 8 feriti

Pubblicato il 31 agosto 2021 alle 11:54 in Arabia Saudita Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze di difesa aerea dell’Arabia Saudita hanno sventato un nuovo attacco contro l’aeroporto internazionale di Abha, situato nel Sud-Ovest del Paese, il secondo in meno di 24 ore.

Già all’alba di martedì 31 agosto, le forze saudite avevano riferito di aver intercettato e distrutto un drone, carico di esplosivi, diretto contro il medesimo aeroporto. Poi, poche ore dopo, è giunta la notizia di un secondo attacco, presumibilmente condotto dalle milizie di ribelli Houthi. Stando a quanto dichiarato sinora dalla coalizione, sono stati riportati almeno 8 feriti, a causa dello spargimento di schegge, mentre un aereo civile risulta essere stato danneggiato. Per Riad, la quale guida una coalizione internazionale volta a contrastare i combattenti sciiti in Yemen, quanto accaduto è da ritenersi un “crimine di guerra”.

Sinora, gli Houthi non hanno rivendicato l’attentato sventato contro Abha, località più volte presa di mira dal gruppo sciita negli ultimi anni. Secondo i ribelli sciiti, l’aeroporto internazionale rappresenta un target legittimo da colpire, in quanto sarebbe stato utilizzato più volte come base di partenza per i raid aerei condotti in Yemen dalle forze della coalizione guidata da Riad. Quest’ultima è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del governo riconosciuto a livello internazionale, legato al presidente Rabbo Mansour Hadi. Per l’Arabia Saudita, invece, gli attacchi contro tale aeroporto rappresentano crimini di guerra, in quanto si tratta di un’infrastruttura utilizzata dalla popolazione saudita, che è solita recarsi nella zona montuosa circostante per turismo.

Tra gli altri obiettivi sauditi colpiti negli ultimi due giorni di annoverano anche Najran e Jizan, mentre uno degli ultimi attacchi contro Abha risale al 13 febbraio scorso, preceduto da un altro condotto tre giorni prima, il 10 febbraio. In tale ultimo caso, gli Houthi avevano rivendicato l’attentato, affermando di aver impiegato quattro droni carichi di esplosivi, di tipo Samad 3 e Qasef 2k. L’attacco, era stato specificato dal portavoce militare degli Houthi, Yahya Sarea, giungeva in risposta ai perduranti bombardamenti e al continuo assedio delle forze della coalizione in Yemen. Inoltre, aveva chiarito Sarea, per le milizie ribelli l’aeroporto colpito era da considerarsi un obiettivo militare e non civile.

La coalizione si è più volte detta impegnata a intervenire per “neutralizzare e distruggere” le capacità offensive degli Houthi, nel rispetto del diritto internazionale umanitario. L’ingresso dell’alleanza a guida saudita in Yemen è avvenuto pochi mesi dopo il colpo di Stato degli Houthi del 21 settembre 2014, che ha dato il via a un conflitto civile tuttora in corso. Oltre ad aeroporti e postazioni militari, gli Houthi hanno spesso preso di mira obiettivi “energetici”. Tra gli episodi dello scorso anno si annovera quello del 14 dicembre, quando il gruppo sciita è stato accusato di un “attacco terroristico” perpetrato contro una petroliera ormeggiata presso il porto di Gedda, città portuale sul Mar Rosso, condotto per mezzo di trappole esplosive poste a bordo di un’altra imbarcazione.

In un bilancio riportato dal quotidiano al-Araby al-Jadeed, sono state decine gli attacchi denunciati dall’Arabia Saudita nel corso del 2020, che hanno interessato strutture vitali, di tipo sia economico sia militare, tra cui le infrastrutture petrolifere appartenenti alla Aramco Oil Company e l’aeroporto internazionale di Abha, considerato l’obiettivo più vicino al confine con lo Yemen. Stando a quanto specificato dal quotidiano, diversamente dagli anni precedenti, quando gli Houthi facevano uso prevalentemente di missili balistici, nel 2020 le milizie sciite sembrano aver impiegato maggiormente droni e imbarcazioni cariche di trappole esplosive. Si tratta di armi definite “qualitative”, che hanno consentito ai ribelli di effettuare operazioni a sorpresa nei porti sauditi, tra cui Jizan e Gedda.

Nel 2021, gli attacchi degli Houthi contro il Regno saudita si sono particolarmente intensificati a seguito di una violenta offensiva, avviata a febbraio, presso la regione yemenita di Ma’rib, a Est di Sanaa. Si tratta di un governatorato ricco di risorse petrolifere, tuttora posto in gran parte sotto il controllo delle forze filogovernative. Il gruppo sciita, dal canto suo, mira a prenderne possesso prima di sedersi ad eventuali colloqui di pace, ma, sinora, non ha ottenuto alcun risultato significativo, e, al contrario, ha subito numerose perdite, provocate altresì dai raid aerei condotti dalla coalizione.

Al pari delle Nazioni Unite e di altri attori internazionali, anche il principe ereditario saudita, Mohammad bin Salman, in un’intervista del 27 aprile, aveva esortato “Ansar Allah”, gli Houthi, a sedersi al tavolo dei negoziati per giungere a una soluzione che garantisse i diritti di tutti gli yemeniti e gli interessi della regione. Il 22 marzo, Riad aveva proposto un’iniziativa di pace che prevedeva un cessate il fuoco a livello nazionale, da attuarsi sotto la supervisione delle Nazioni Unite, e la ripresa dei negoziati politici tra le due fazioni in guerra. Gli Houthi hanno espresso riserve a riguardo, evidenziando come le diverse proposte, degli ultimi sei anni, non avessero mai portato a nulla di nuovo. Inoltre, il gruppo ribelle si è detto disposto a sedersi al tavolo dei negoziati solo se verrà revocato l’assedio in Yemen e il blocco marittimo e aereo. Da parte sua, il principe ereditario, il 27 aprile, ha riferito che il sostegno economico del suo Paese è subordinato all’impegno dei ribelli ad impegnarsi in colloqui di pace. Tuttavia, non è stata chiarita la natura di tale assistenza finanziaria, che potrebbe essere rappresentata dalla partecipazione di Riad nelle operazioni di ricostruzione, da sovvenzioni petrolifere o da finanziamenti di altro tipo. 

 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.