Tanzania: l’ambasciatore italiano incontra la società civile

Pubblicato il 30 agosto 2021 alle 11:43 in Africa Tanzania

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L’ambasciatore italiano in Tanzania, Marco Lombardi, ha incontro i rappresentanti delle organizzazioni della società civile e delle opere missionarie italiane operanti nel Paese. 

Secondo quanto riferito il 30 agosto dal sito web ufficiale della Farnesina, il primo incontro si è svolto con la Presidente de ‘L’Africa Chiama’, Anita Manti, con la quale ha fatto il punto sull’importante attività svolta nella regione Iringa per quanto riguarda il sostegno ai bambini portatori di handicap e alla loro inclusione nelle comunità locali. Lombardi ha tenuto a sottolineare, come l’Italia, in questo settore, sia all’avanguardia a livello mondiale.

L’ambasciatore Lombardi ha poi ricevuto Giovanna De Meneghi, partnerships and advocacy manager dell’associazione “Medici con l’Africa Cuamm”, con la quale ha discusso del sostegno da parte dell’Ambasciata alle iniziative svolte dalla stessa organizzazione in Tanzania in campo sanitario con particolare riferimento al contrasto del Covid-19. Inoltre, sabato 14 agosto, l’Ambasciatore ha preso parte alle celebrazioni per i 100 anni dell’Ordine dei Cappuccini in Tanzania. Alla presenza dell’Arcivescovo di Dar es Salaam, Mons. Ruwa’ichi, anch’egli Cappuccino, Lombardi ha tenuto a ringraziare i missionari italiani il cui apporto allo sviluppo della Tanzania è innegabile e perché, grazie al loro straordinario lavoro, contribuiscono a rendere così rispettata l’Italia in questo Paese.

Con tutti i suoi interlocutori, l’ambasciatore Lombardi ha sottolineato la necessità di un ulteriore rafforzamento della presenza italiana in questo Paese. Questo ha poi evidenziato che l’economia è in rapido sviluppo, la popolazione ha un’età media di 18 anni, un livello di scolarizzazione in costante crescita, ed è in grado di fornire “ottime opportunità al Sistema Italia”. L’interscambio commerciale tra i due Paesi si concentra sulle esportazioni di macchinari, motori e prodotti in metallo, carta e cartone, concimi, strumenti di ottica e apparecchi medico-chirurgici, materie plastiche, mobili e prodotti ceramici dall’Italia e sull’importazione di materie prime, prodotti ittici e agricoli,  pietre preziose e semipreziose dalla Tanzania.

Molto importante la presenza italiana nell’isola di Unguja (Zanzibar) con rilevanti investimenti turistici. Vi è una forte domanda da parte di imprenditori locali nel formare partenariati con aziende italiane nei settori del pellame, acqua, turismo farmaceutici. L’arcipelago di Zanzibar è dotato di una notevole autonomia, con un proprio governo e Parlamento. Il governo della Repubblica Unita di Tanzania è formato dall’unione del Tanganica, ovvero il territorio continentale (Mainland), con le isole dell’arcipelago di Zanzibar, Unguja e Pemba. La Tanzania è una repubblica presidenziale con un sistema elettorale multipartitico.

La prima presidente donna della Tanzania, Samia Suluhu Hassan, si è insediata, nel marzo del 2020, per sostituire il predecessore Magufuli, morto all’improvviso. Al momento della sua ascesa al potere, in molti hanno sperato che Hassan potesse inaugurare un cambiamento rispetto al “governo autocratico” dell’ex presidente, soprannominato il “Bulldozer” per il suo modello di leadership intransigente. A tal proposito, l’ex candidato presidenziale di Chadema, Tundu Lissu, che attualmente vive in esilio autoimposto in Europa, ha scritto su Twitter che l’ascesa di Hassan, dopo la morte di Magufuli, aveva portato “la speranza che il regno del terrore e della guerra alla democrazia finisse”.

Tuttavia, il principale partito di opposizione della Tanzania, Chadema, ha reso noto che il suo leader, Freeman Mbowe, e almeno altri 10 esponenti del gruppo eran0 stati arrestati, nella notte tra martedì 20 e mercoledì 21 luglio, nella città portuale nordoccidentale di Mwanza. Il fatto si era verificato a ridosso di una conferenza organizzata dal partito per chiedere riforme costituzionali. “Condanniamo la repressione dei diritti dei tanzaniani con tutta la nostra forza. Questi sono i segnali del fatto che la dittatura che esisteva durante il governo del presidente Magufuli continua”, ha dichiarato Chadema, accusando le autorità. Anche gli Stati Uniti hanno riferito di essere preoccupati da questa svolta. 

Infine, un episodio preoccupante per la presenza occidentale nel Paese si è verificato il 25 agosto, quando 4 persone, tra cui 3 agenti di polizia, sono morte dopo la sparatoria compiuta da un uomo armato vicino all’ambasciata francese di Dar es Salaam. Anche l’aggressore è rimasto ucciso nello scontro a fuoco. L’episodio si è verificato mentre la presidente si trovava ad un incontro con i vertici della sicurezza in un’altra parte della città. L’ambasciata degli Stati Uniti in Tanzania aveva emesso un avviso esortando i suoi cittadini ad evitare l’area vicino all’ambasciata francese e a monitorare i media locali per ottenere informazioni. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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