Scontro tra Cile e Argentina sui diritti marittimi

Pubblicato il 30 agosto 2021 alle 13:12 in Argentina Cile

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Il Cile e l’Argentina hanno riaperto una controversia sui diritti marittimi dei rispettivi Paesi. Il governo argentino ha accusato la controparte di volersi “appropriare” di una sezione di mare che Buenos Aires ritiene inclusa nella sua piattaforma continentale e di una vasta area di fondali marini. “Nessuno si appropria di ciò che gli appartiene”, ha risposto il governo cileno in un apposito comunicato. Il ministro degli Esteri del Cile, Andrés Allamand, ha aggiunto, a tal proposito: “L’area designata, la cosiddetta piattaforma continentale, che arriva fino a 200 miglia, appartiene interamente al Cile fin dalle origini semplicemente perché siamo qualificati come uno Stato costiero”. Allamand ha poi sottolineato che “esiste una continuità storica nella posizione e nell’approccio del Cile alla questione”.

La controversia si è riaccesa dopo che il presidente cileno, Sebastian Pinera, ha annunciato l’aggiornamento della “Carta nautica n.8” con cui, a suo dire, si formalizzerebbe l’estensione di 200 miglia marittime ad Est del limite delle proprie acque territoriali, in una zona rivendicata da Buenos Aires. In un decreto pubblicato la settimana scorsa da Pinera, Santiago del Cile riafferma la propria titolarità su una vasta porzione delle acque tra l’Oceano Pacifico e l’Oceano Atlantico. Il ministro Allamand ha assicurato che la vicenda potrà essere risolta solo “attraverso il dialogo” tra i due Paesi, legati “da profonda amicizia”. “Il Cile valuta molto positivamente l’intesa che esiste tra i due Ministeri degli Esteri in quanto questa differenza dovrebbe essere risolta attraverso il dialogo nel rispetto della storica fratellanza dei nostri popoli e del diritto internazionale”, ha concluso il ministro cileno. Le rassicurazioni sono arrivate dopo che, sabato 28 agosto, il suo omologo argentino, Felipe Solá, aveva denunciato l’aggiornamento della “Carta Nautica n.8”, sottolineando che la misura presupporrebbe “un’insolita avanzata verso Est”.

Da oltre un secolo i due Paesi discutono sui confini esistenti tra lo stretto di Magellano e quello di Drake, la linea che segna il passaggio australe tra i due oceani. Nel 1984, dopo anni di tensioni, è stato firmato un Trattato di pace e amicizia che certifica la volontà di Cile e Argentina di arrivare a una soluzione “amichevole”, a partire da una linea che congiunge sei punti concreti, ciascuno contraddistinto da una lettera dell’alfabeto. Le differenze permangono sulle implicazioni legate alla lettera “F”, punto strategico nel crocevia degli Oceani, a Sud delle isole sottostanti lo stretto di Beagle: Evoult, Barnelt e Hornos. Il trattato del 1984 fissa il metodo e buona parte delle rispettive competenze territoriali, ma lascia appunto in sospeso la decisione sulla titolarità delle acque più remote, sotto il “punto F”.

L’Argentina propone di tracciare una linea retta verso Sud, lasciando al Cile tutto ciò che rimane ad Ovest. Il Cile, dal canto suo, ribadisce la propria titolarità di un tratto di mare che si trova a Est della linea immaginaria e sostiene che questa posizione è stata portata avanti, con coerenza, dagli ultimi tre governi che si sono succeduti nel Paese. A tal proposito, Allamand ha ricordato, in una serie di post su Twitter, che nel 2009, quando il governo di Buenos Aires ha avanzato la sua richiesta per una mezzaluna della piattaforma continentale estesa a Sud-Est del punto F, “il Cile ha indicato che questa richiesta era inapplicabile e ha rivendicato i suoi diritti”. Stessa cosa è successa nel 2016, “quando la Commissione delle Nazioni Unite sui limiti della piattaforma continentale si è pronunciata sulle affermazioni argentine” e nel 2020, “quando l’Argentina ha approvato una legge che legalizzava i limiti della piattaforma continentale estesa”, ha aggiunto il ministro degli Esteri cileno su Twitter, specificando che l’aggiornamento della “Carta nautica n.8” è solo un ulteriore passo lungo una linea politica che va avanti con costanza nel tempo.

L’esigenza del Cile di giustificare la propria posizione in materia di rivendicazioni marittime è giunta dopo che il governo e le istituzioni dell’Argentina hanno sottolineato con enfasi come la strategia della linea perpendicolare verso Sud, presente in azioni e comunicati ufficiali di Buenos Aires, sia rimasta per lungo tempo formalmente incontestata. Santiago ha sostenuto, a sua difesa, che si trattava di atti nazionali argentini, per questo non impugnabili, e ha ricordato che la rivendicazione delle acque atlantiche viene fatta “in continuità storica” con quanto stabilito dagli ultimi tre governi del Cile. “Se nel passato, negli anni 70, abbiamo avuto posizioni contrastanti, abbiamo anche dato l’esempio di come queste posizioni possano essere lasciate indietro e di come si possa costruire una relazione bilaterale solida, stabile e potente nel tempo”, ha scritto in ultimo Allemand.

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Chiara Gentili

di Redazione