Polonia, crisi migratoria: annunciati nuovi aiuti militari per la Lituania

Pubblicato il 30 agosto 2021 alle 12:49 in Lituania Polonia Repubbliche Baltiche

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Il ministro degli Interni della Polonia, Mariusz Blaszczak, ha annunciato, lunedì 30 agosto, che Varsavia invierà una divisione di militari in Lituania per aiutare il Paese Baltico nella lotta all’immigrazione clandestina che, secondo l’Unione Europea, continua ad essere alimentata dalla Bielorussia.

Le dichiarazioni del ministro polacco sono state rilasciate durante una conferenza stampa a seguito di un incontro ministeriale. A riportare la notizia è stato il quotidiano russo Izvestija, il medesimo lunedì. “Il governo lituano ha richiesto il nostro sostegno. […] Nelle ultime settimane, la pressione migratoria al confine lituano ha continuato ad incrementare […]. La situazione è simile alla nostra, dobbiamo sostenere la Lituania”, ha scritto Blaszczak su Twitter. Intanto, anche la Russia si è espressa riguardo la crisi migratoria che, nell’ultimo periodo, ha destabilizzato le Repubbliche Baltiche. Nello specifico, la portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione, Maria Zacharova, ha definito “assurde” le accuse che Lituania e Unione Europea avevano mosso contro la Bielorussia.

A partire dal mese di agosto, Lituania, Lettonia e Polonia hanno iniziato a registrare un brusco aumento di immigrati clandestini provenienti dal confine con la Bielorussia. Questo ha portato la Lituania, la Lettonia e la Polonia a rafforzare le recinzioni lungo la frontiera. Analoghe misure sono state adottate dal leader bielorusso, Alexander Lukashenko. Quest’ultimo ha incaricato le forze di sicurezza di Minsk di porre una stretta sui controlli lungo il medesimo confine. Nel corso della mattinata del 5 agosto, il capo di Stato di Minsk ha poi annunciato la totale chiusura dei confini con la Lituania. Secondo Lukashenko, tale misura è necessaria poiché si tratta dell’unica soluzione per porre fine all’afflusso di clandestini da Sud e da Ovest.

Il primo Paese ad annunciare lo Stato di emergenza per via dell’incremento dei flussi migratori è stata la Lituania, il 2 luglio. Secondo quanto riferito dalle guardie di frontiera lituane, il numero di immigrati clandestini nel Paese è aumentato di oltre 10 volte rispetto allo stesso periodo nel 2020. A causa dell’aggravarsi della situazione, Vilnius è stata costretta a richiedere il supporto dell’Agenzia europea per il controllo delle frontiere Frontex, la quale ha avviato, il 12 luglio, una “missione rapida”, alla quale si sono unite anche le autorità estoni. Successivamente, i dati di Frontex hanno rivelato che, dal primo al 7 luglio, le autorità lituane hanno registrato oltre 800 violazioni per attraversamento di confine illegale. Oltre a ciò, a partire dal primo gennaio 2021, la Lituania ha posto in stato di fermo oltre 4.000 migranti, catturati lungo il confine con la Bielorussia. Dopo Vilnius, anche la Lettonia è stata costretta ad adottare analoghe misure. Nello specifico, Riga ha introdotto, il 10 agosto, lo stato di emergenza, che sarà in vigore fino al 10 novembre prossimo.

Inoltre, la crisi migratoria non ha risparmiato la vicina Polonia, la quale ha denunciato un brusco aumento di immigrati clandestini al confine. Nello specifico, le autorità di frontiera di Varsavia hanno reso noto che, dal 6 al 9 agosto, il numero di clandestini che hanno attraversato il confine polacco con la Bielorussia ha raggiunto cifre record: 349 migranti, perlopiù provenienti da Iraq e Afghanistan. È altresì rilevante ricordare che, a partire da gennaio 2021, la divisione polacca Podlasie, operante lungo il confine con la Bielorussia, ha posto in stato di fermo circa 871 migranti clandestini. Tali cifre sono nettamente maggiori rispetto al 2020, quando Podlaise aveva rivelato che, nel corso dell’anno, erano state arrestate 122 persone che tentavano di attraversare il confine polacco-bielorusso.

A causa del peggioramento della crisi migratoria, l’Unione Europea ha indetto, il prossimo 18 agosto, un vertice straordinario a livello dei ministri degli Interni del blocco. Il focus del summit è stato posto sull’ondata di migranti illegali che, passando attraverso la Bielorussia, stanno mettendo in ginocchio le Repubbliche Baltiche e i Paesi circostanti. Anche il 5 agosto, l’Unione Europea aveva preso misure per normalizzare la situazione. Nello specifico, l’UE aveva convocato il rappresentante permanente della Bielorussia a Bruxelles per esprimere la preoccupazione del blocco in merito alla crisi, alimentata dalla linea politica di Minsk.

Il recente incremento è legato alle contromisure adottate da Lukashenko, per rispondere alle sanzioni che l’Unione Europea aveva imposto contro il regime di Minsk per il dirottamento del volo Ryanair del 23 maggio. Tale episodio aveva portato all’arresto dell’attivista e giornalista Roman Protasevich. Lukashenko aveva dichiarato che la Bielorussia non avrebbe più contribuito ad aiutare l’Unione Europea nella lotta all’immigrazione clandestina a causa dell’interferenza di Bruxelles in quelli che sarebbero “affari interni” del Paese. Il presidente della Lituania, commentando la crisi, ha definito i migranti “un’arma politica del regime bielorusso”.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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