La Colombia accusa il Venezuela di violazione del diritto alla libera navigazione

Pubblicato il 30 agosto 2021 alle 18:00 in Colombia Venezuela

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Il Ministero degli Esteri della Colombia ha accusato il Venezuela di presunta violazione del diritto alla libera navigazione dopo che due militari venezuelani “armati” sono stati ritenuti responsabili di aver “arbitrariamente” occupato una nave mercantile, con a bordo cittadini della Colombia, che si trovava ormeggiata sulla riva colombiana del fiume Negro. Secondo il governo di Bogotà, si tratterebbe di una “flagrante violazione” dei trattati di confine. Da parte sua, il Venezuela ha respinto le dichiarazioni colombiane definendole “incoerenti”. Il Ministero degli Esteri di Caracas ha accusato la controparte di voler “aumentare le tensioni tra i due Paesi, generando falsi conflitti che possono essere risolti con il coordinamento delle autorità locali”. Il Venezuela ha dunque esortato la Colombia a “mantenere contatti formali che consentano la comunicazione permanente di tutte le questioni di confine in modo pratico e non stridente”.

L’incidente sarebbe avvenuto il 24 agosto, quando i soldati venezuelani avrebbero occupato la nave civile El Guainiano. “Dopo la flagrante violazione dell’imbarcazione colombiana da parte di due militari venezuelani, ringrazio l’intervento dell’esercito della Colombia, che ha impedito violazioni contro i nostri connazionali”, ha scritto la ministra degli Esteri colombiana, Marta Lucia Raminez, sul suo account Twitter. “Il tempestivo intervento della Marina ha impedito violazioni nei confronti dei nostri cittadini e la perdita della nave e delle merci, come già avvenuto in passato in eventi simili”, ha aggiunto il Ministero degli Esteri, mettendo in guardia dalla “reiterazione di questo tipo di contravvenzione ai trattati bilaterali esistenti.” Da parte sua, il Ministero degli Esteri venezuelano ha risposto: “A causa della complessità del confine comune, questo tipo di questioni richiede un coordinamento diplomatico. Tuttavia, la riluttanza del governo colombiano a stabilire canali di comunicazione rende difficile lavorare in modo più efficiente a favore della legalità al confine”.

Le relazioni tra Caracas e Bogotà sono sempre più tese da quando la Colombia si è unita agli Stati Uniti e ad altri Paesi della comunità internazionale nel riconoscere il leader dell’opposizione venezuelana, Juan Guaido, come presidente del Paese, nel 2019. Il governo colombiano ha a lungo accusato il suo vicino di proteggere i membri delle FARC e di altri gruppi ribelli, come quelli, di ispirazione marxista-leninista, dell’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), ancora attivi nel Paese. Maduro, tuttavia, nega fortemente tutte le accuse sul suo conto. 

Venezuela e Colombia condividono un confine di circa 2.000 km, un territorio che per anni è stato un focolaio per il contrabbando e il traffico di droga. Il 18 febbraio, Maduro ha accusato Duque di proteggere e incentivare il traffico di droga nel Paese, trasformandolo così “in un vero narco-Stato”, mentre, nello stesso mese, il ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López, ha dichiarato che la Colombia starebbe sistematicamente cercando di mettere a repentaglio la stabilità del Venezuela e ha accusato la Colombia di essere diventata un “centro di cospirazione”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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