Costa Rica e Panama raggiungono un accordo contro la criminalità al confine

Pubblicato il 30 agosto 2021 alle 7:46 in America centrale e Caraibi

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Costa Rica e Panama hanno raggiunto diversi accordi, il 28 agosto, per ottimizzare la sicurezza delle frontiere e contrastare la criminalità organizzata. Il Ministero costaricano della pubblica sicurezza ha indicato, in un comunicato stampa, che entrambi i Paesi hanno dato “una nuova dimostrazione di fraternità e di lavoro congiunto contro la criminalità organizzata internazionale, raggiungendo accordi bilaterali nello sviluppo di progetti per la sicurezza comune”.

Questa riunione bi-nazionale si è tenuta nella città di confine di El Progreso. All’evento hanno partecipato il Ministro della Pubblica Sicurezza del Costa Rica, Michael Soto, e il suo omologo panamense, Juan Manuel Pino Forero, nonché i direttori generali della forza pubblica, della polizia di frontiera, del servizio nazionale della guardia costiera.

Tra i principali temi affrontati ci sono il turismo, la sicurezza delle frontiere, il traffico di droga, la sorveglianza terrestre, aerea e marittima e i movimenti migratori tra i due Paesi. Attualmente, le autorità hanno promesso di rafforzare i controlli in diverse città di confine, quali Paso Canoas de Corredores, Río Sereno de Coto Brus e Sixaola de Talamanca.

Questo incontro bi-nazionale ha portato alla creazione del Centro Bi-nazionale di Cooperazione di Polizia a Paso Canoas, dove operano rappresentanti delle forze di polizia di entrambi i Paesi, che secondo gli esperti è stato uno strumento efficace nella lotta alla criminalità organizzata transfrontaliera.

L’11 agosto, Panama ha raggiunto un accordo con la Colombia simile a quello che ha con il Costa Rica, attraverso il quale un certo numero di migranti viene trasferito giornalmente in maniera controllata al confine costaricano per poter proseguire il viaggio. Il Governo di Panama vuole anche impedire alla criminalità organizzata di infiltrarsi nel flusso migratorio.

Panama e Colombia hanno stabilito una quota giornaliera di 650 migranti fino alla fine di questo mese e un’altra di 500 giornalieri da settembre, per attraversare il pericoloso confine del Darien. Questo accordo con la Colombia “è molto positivo, perché ci sono giorni in cui Panama ha accolto fino a 10.000 migranti”, ha spiegato il direttore dell’Ufficio immigrazione panamense. Finora nel 2021, circa 55.000 persone in viaggio verso il Nord America sono entrate a Panama, che rappresenta il 33% della migrazione che è entrata nel Paese dal 2013, secondo i dati ufficiali.

Il ministro della sicurezza panamense ha affermato che “la criminalità organizzata, vedendo questi flussi migratori, sta cercando di trarne vantaggio, quindi faremo più piani di sicurezza attraverso lo scambio di informazioni di intelligence”.

Gli esperti hanno avvertito che, prima della diffusione del Covid-19, i migranti attraversavano Panama durante la stagione secca, di solito tra dicembre e aprile, perché le condizioni meteorologiche rendono meno difficile gli spostamenti. “Sappiamo che la pandemia ha avuto un impatto molto grave sull’intera popolazione e le condizioni attuali potrebbero indurre le persone a emigrare”, ha avvertito Santiago Paz, Santiago Paz, capo dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) a Panama.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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