Cina-USA: colloquio sull’Afghanistan

Pubblicato il 30 agosto 2021 alle 15:53 in Afghanistan Cina USA e Canada

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Il 29 agosto, il ministro degli Esteri della Cina, Wang Yi, e il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, hanno avuto una conversazione telefonica su invito di Washington, durante la quale hanno parlato della situazione in Afghanistan e delle relazioni USA-Cina. Per Wang, la comunità internazionale dovrebbe interagire con i talebani guidandoli positivamente.

Blinken ha affermato che, secondo gli USA, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu dovrebbe adottare una posizione unica e chiara di fronte all’importante momento in cui sta per terminare il ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan. Per Blinken, sarebbe necessario dimostrare che la comunità internazionale si aspetta che i talebani garantiscano l’evacuazione sicura dei cittadini stranieri, che il popolo afghano riceva assistenza umanitaria e che il territorio nazionale non diventi una fonte di attacchi terroristici o un porto sicuro per il terrorismo. Il portavoce del Dipartimento di Stato degli USA, Ned Price, ha dichiarato che Blinken e Wang hanno parlato dell’importanza per la comunità internazionale di far rispettare ai talebani gli impegni presi in merito al passaggio sicuro e alla libertà di viaggiare per gli afgani e i cittadini stranieri.

Wang ha affermato che, in Afghanistan, sono avvenuti cambiamenti fondamentali e che tutti dovrebbero stabilire contatti con i talebani e guidarli positivamente. Nel caso specifico degli USA, questi dovrebbero unirsi alla comunità internazionale per fornire assistenza economica e umanitaria, sostenendo la nuova struttura politica afghana a preservare il normale funzionamento delle istituzioni, a mantenere la sicurezza e la stabilità sociali e a frenare la svalutazione della moneta e l’inflazione, avviando quanto prima la ricostruzione pacifica.

Il ministro Wang ha poi aggiunto che i fatti hanno dimostrato ancora una volta che la guerra in Afghanistan non ha raggiunto l’obiettivo di eliminare le forze terroristiche nel Paese e il ritiro “precipitoso” degli USA e della NATO avrebbe fornito a tali organizzazione un’opportunità per tornare. A tal proposito, per la Cina, gli USA dovrebbero aiutare l’Afghanistan a fermare il terrorismo, senza però adottare doppi standard o fare distinzioni tra terroristi.

La Cina non ha ancora riconosciuto i talebani come leader ufficiali dell’Afghanistan. Dalla presa di Kabul da parte dei talebani del 15 agosto scorso, però, la Cina ha deciso di lasciare aperta la propria ambasciata a Kabul, dopo aver rimpatriato gran parte dei cittadini cinesi in Afghanistan prima di tale data. Al contempo, Pechino ha mantenuto attivi i canali di dialogo con i talebani, i quali erano stati ricevuti in Cina il 28 luglio scorso dal ministro degli Esteri cinese. Wang ha criticato il ritiro “frettoloso” degli USA dall’Afghanistan in ripetute occasioni ma ha anche dichiarato che la Cina è disposta a collaborare con Washington per promuovere la stabilità nel Paese centro-asiatico. 

Per quanto riguarda le relazioni tra Cina e Stati Uniti, invece, Wang ha affermato che, viste le comunicazioni avute su questioni come l’Afghanistan e il cambiamento climatico, il dialogo è preferibile allo scontro, e che la cooperazione lo è al conflitto. Se gli Stati Uniti vorranno ripristinare buone relazioni con la Cina dovranno smettere di calunniarla e attaccarla e di danneggiarne la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo.  Wang ha poi espresso l’opposizione cinese al cosiddetto rapporto di indagine sulla tracciabilità del coronavirus, elaborato di recente dalle agenzie di intelligence statunitensi e in base al quale Pechino avrebbe ostacolato le indagini in materia.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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