Algeria: il gas diretto in Spagna non passerà per il Marocco

Pubblicato il 30 agosto 2021 alle 17:09 in Algeria Marocco Spagna

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Dopo aver deciso di interrompere le relazioni diplomatiche con il Marocco, l’Algeria ha stabilito unilateralmente che fornirà gas alla Spagna senza più passare per i territori marocchini. Ad essere impiegato sarà esclusivamente Medgaz, un gasdotto che, attraversando il Mediterraneo, collega l’algerina Béni-Saf ad Almeria, città del Sud della Spagna.

Ad annunciare la nuova decisione è stato il ministro dell’Energia algerino, Mohamed Arkab, nel corso di un incontro con l’ambasciatore spagnolo, Fernando Moran, svoltosi il 26 agosto, a due giorni di distanza dalla notizia dell’interruzione delle relazioni diplomatiche tra Rabat e Algeri. Nello specifico, Arkab ha dichiarato che il proprio Paese si impegna a fornire a Madrid le quantità di gas naturale richieste, ma attraverso Medgaz. Sinora, invece, è stato impiegato anche un altro gasdotto, noto come Maghreb–Europe Gas Pipeline (MEG). Si tratta di una conduttura sottomarina di 1.400 chilometri, che trasporta, da 25 anni, oltre 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla città algerina di Hassi R’Mel ai territori di Spagna e Portogallo, passando per il Marocco, per 540 chilometri. Il gasdotto consente ai due Paesi europei di coprire circa il 30% del proprio fabbisogno annuale di gas. Il contratto è, però, in scadenza a ottobre 2021 e, a partire dal primo novembre prossimo, il MEG, sinora di proprietà della spagnola Naturgy, passerà sotto il pieno controllo del Marocco.

Medgaz è, invece, di proprietà dell’algerina Sonatrach al 51% e del suo partner Naturgy al 49%, dopo che, nel 2019, la parte spagnola ha acquistato il 34,05% dall’emiratina Mubadala. Con un nuovo accordo, siglato il 13 luglio scorso, è stato previsto l’ampliamento di Medgaz di 2 miliardi di metri cubi all’anno a partire dal quarto trimestre del 2021, per poi superare i 10 miliardi di metri cubi dal quarto trimestre. L’espansione comporta l’installazione di un quarto turbocompressore, con un investimento pari a circa 73 milioni di euro. In tal modo, l’Algeria rimarrebbe comunque il principale fornitore di gas della Spagna, la quale vedrebbe garantito il 25% del proprio fabbisogno di gas naturale. Tale accordo, in realtà, era stato raggiunto a seguito dei disaccordi tra Madrid e Rabat, relativi sia all’enclave spagnola di Ceuta sia alla questione territoriale del Sahara occidentale, che avevano fatto temere un mancato rinnovo del contratto da parte del Marocco. Ciò aveva spinto l’Algeria ad agire su Medgaz, fornendo rassicurazioni al partner spagnolo prima ancora di recidere i legami con il Marocco.

In un primo momento, il ministro degli Esteri algerino, Ramtane Lamamra, nell’annunciare la sospensione dei rapporti diplomatici con il Marocco, il 24 agosto, non aveva fatto riferimento alle forniture di gas per la Spagna. Rabat, da parte sua, si era detta intenzionata a lasciare aperto il gasdotto che attraversa i propri territori, rinnovando il relativo accordo, ma per Algeri, le rassicurazioni marocchine non erano da ritenersi affidabili, sebbene il Regno tragga vantaggi economici da MEG. Quest’ultimo, secondo fonti algerine, oltre a rifornire il Marocco di 800 milioni di metri cubi di gas, consentirebbe a Rabat di guadagnare dalle tasse imposte per i diritti di passaggio, pari a circa 50 milioni di dollari.

Ad ogni modo, ora il timore è che, nonostante l’espansione del 25% concordata il 13 luglio, Medgaz non riesca a fornire da solo il gas promesso da Algeri a Madrid. Inoltre, esperti marocchini ritengono che l’Algeria verrà colpita negativamente dalle sue stesse mosse. Alcune delle conseguenze potrebbero essere anche di tipo legale, in quanto MEG, gasdotto creato dalla Spagna venticinque anni fa, è regolato da un accordo tra diverse parti internazionali e la violazione dei termini potrebbe comportare ingenti risarcimenti da parte algerina.

Quanto accaduto a livello energetico va ad inasprire ulteriormente i legami tra Algeri e Rabat. L’Algeria, il 24 agosto, ha annunciato ufficialmente di aver interrotto le relazioni diplomatiche con il Marocco, a seguito di “azioni ostili” e delle accuse rivolte contro il Regno di sostegno a organizzazioni terroristiche. Già il 19 agosto scorso, nel corso di una riunione straordinaria dell’Alto Consiglio di Sicurezza, il presidente algerino, Abdelmajid Tebboune, aveva accusato il Marocco e “il suo alleato, l’entità sionista”, con riferimento a Israele, di perpetrare “atti ostili” contro il proprio Paese, sostenendo un’organizzazione terroristica ritenuta essere responsabile degli incendi letali che hanno devastato i territori algerini. Alla luce di ciò, Algeri aveva riferito che avrebbe rivalutato le proprie relazioni con Rabat.

L’origine delle divergenze tra Rabat e Algeri è da far risalire alla disputa sul Sahara Occidentale. Questa ha avuto inizio nel 1975, quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco ha annesso una parte di tale area, situata sulla costa Nord-occidentale dell’Africa. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 maggio 1973, ha annunciato la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria ed intraprendendo una guerriglia per l’indipendenza. Ad oggi, il governo di Rabat rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale, mentre il Fronte Polisario, sostenuto da Algeri, continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio.

 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.