La Francia propone di istituire una “safe zone” a Kabul

Pubblicato il 30 agosto 2021 alle 9:15 in Afghanistan Francia

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Francia, Germania e Regno Unito stanno lavorando ad una proposta, da presentare oggi, lunedì 30 agosto, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, volta a stabilire una “safe zone” a Kabul per garantire alle persone che cercano di lasciare l’Afghanistan un passaggio sicuro. Lo ha reso noto il presidente francese, Emmanuel Macron, aggiungendo che Parigi starebbe altresì discutendo con i talebani per convincerli a consentire ulteriori evacuazioni e il proseguimento delle operazioni umanitarie sul posto. La risoluzione sarà presentata in occasione di una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’ONU. 

“Sono in corso alcune discussioni per vedere come potrebbero essere ristabiliti i voli”, ha detto Macron in un’intervista televisiva trasmessa dall’emittente francese TF1, domenica 29 agosto, aggiungendo che anche il Qatar starebbe offrendo il suo contributo ai negoziati. Doha, grazie ai suoi buoni rapporti con i talebani, “avrebbe la possibilità di organizzare operazioni di trasporto aereo o di riaprire alcune compagnie aeree”, ha ipotizzato il presidente francese.

“Quella che abbiamo proposto e che intendiamo portare al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, insieme a Regno Unito e Germania, è una soluzione che abbiamo utilizzato in precedenza in altre operazioni, che comporterebbe la creazione di una zona che consenta alle persone di arrivare all’aeroporto”, ha chiarito Macron. Rispondendo alla domanda se fosse ottimista sul fatto che il piano potesse essere accettato dai talebani, il presidente francese ha affermato che è troppo presto per trarre conclusioni, ma ha aggiunto che vale comunque la pena proseguire. “Può mobilitare l’intera comunità internazionale e fare anche pressione sui talebani”, ha detto fiducioso Macron.

Il presidente, tuttavia, ha voluto specificare che le discussioni con i talebani non significano che la Francia ha in programma di riconoscere ufficialmente il governo talebano. “Abbiamo operazioni da svolgere in Afghanistan: le evacuazioni. I talebani sono quelli che hanno il controllo. Dobbiamo avere queste discussioni da un punto di vista pratico. Non significa che ci sarà un riconoscimento”, ha dichiarato Macron, dicendosi fiducioso sul fatto che la risoluzione sarebbe stata accolta con favore anche da altri Paesi. “Non riesco a vedere chi potrebbe opporsi alla messa in sicurezza delle operazioni umanitarie”, ha affermato.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha convocato un incontro straordinario sull’Afghanistan con gli inviati delle Nazioni Unite per Francia,Regno Unito, Stati Uniti, Cina e Russia, ovvero i membri permanenti del Consiglio di sicurezza. Le forze militari statunitensi, che hanno presidiato l’aeroporto di Kabul, dovrebbero ritirarsi entro la scadenza fissata per martedì 31 agosto dal presidente Joe Biden. La Francia è tra i Paesi che hanno già terminato le evacuazioni dall’aeroporto, comprese quelle del suo personale diplomatico, ora rientrato in patria. 

Nel frattempo, i talebani hanno assicurato a 100 Stati che continueranno a consentire agli stranieri e agli afghani con documenti di viaggio di Paesi esteri di lasciare la nazione “in modo sicuro e ordinato”, anche dopo la fine del ritiro delle truppe statunitensi. “Abbiamo ricevuto rassicurazioni dai talebani sul fatto che tutti i cittadini stranieri e qualsiasi cittadino afghano con autorizzazione di viaggio emessa dai nostri Paesi potrà procedere in modo sicuro e ordinato verso i punti di partenza e viaggiare fuori dal Paese”, hanno riferito gli Stati interessati, compresi Regno Unito, Germania, Francia e Stati Uniti, in una nota. “Siamo tutti impegnati a garantire che i nostri cittadini, i dipendenti, gli afghani che hanno lavorato con noi e coloro che sono a rischio possano continuare a viaggiare liberamente verso destinazioni al di fuori dell’Afghanistan”, ha aggiunto la dichiarazione, firmata anche dall’Unione Europea e dalla NATO. Il gruppo delle 100 nazioni ha poi affermato che continuerà a rilasciare documenti di viaggio agli “afghani interessati”, aggiungendo che c’è una chiara aspettativa e un impegno da parte dei talebani a rispettare la misure. Cina e Russia non sono tra i firmatari del documento.

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Chiara Gentili

 

di Redazione