Taiwan-Giappone: incontro tra i partiti di governo, preoccupa la Cina

Pubblicato il 27 agosto 2021 alle 9:02 in Giappone Taiwan

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Il Partito Progressista Democratico (PPD) di Taiwan e il Partito Liberal Democratico (PLD) del Giappone si sono incontrati virtualmente per la prima volta, il 27 agosto. Dall’incontro è emerso che entrambi vedono l’ascesa della Cina come la più grande sfida nella regione, rendendo così necessario rafforzare la loro cooperazione. La parte giapponese ha sottolineato la grande importanza di tali colloqui, mentre il DPP si aspetta che questo meccanismo di dialogo diventi abituale e crei un nuovo canale di comunicazione in aggiunta a quelli esistenti.

Il titolo dell’incontro è stato: “Riunione per lo scambio di opinioni sulla politica estera e di difesa” e ad esso hanno preso parte due delegazioni elette dai rispettivi partiti. Il PPD è stato rappresentato dai legislatori Lo Chih-Cheng e Tsai Shih-Ying, il PLD dal senatore Masahisa Sato e dal parlamentare Taku Otsuka.

Masahisa Sato ha affermato che, finora, Giappone e Taiwan hanno avuto scambi a vari livelli, compresi quelli diplomatico, economico e di sicurezza, ottenendo molti risultati positivi. Tuttavia, viste le restrizioni agli scambi formali, il PPD e il PLD sperano di rafforzare la cooperazione tra le due parti attraverso scambi tra membri dei partiti di governo. Il senatore giapponese ha poi aggiunto che, negli ultimi anni, la Cina ha modificato unilateralmente lo status quo regionale, che non riguarda solo la sicurezza dello Stretto di Taiwan, ma anche quella del Giappone, che ritiene di dover rafforzare gli scambi con l’isola. Taku Otsuka ha quindi aggiunto che l’aumento della forza militare della Cina e la chiarezza delle sue intenzioni hanno causato instabilità regionale, influendo sull’ordine globale. Nonostante la politica di difesa del Giappone sia cambiata di poco, la parte Giappone ha però specificato che tale situazione non potrà essere ignorata.

Lo Chih-Cheng ha ringraziato la parte giapponese per l’incontro e per le donazioni di vaccini contro il coronavirus da parte di Tokyo. Successivamente il politico taiwanese ha aggiunto che i due partiti devono fornire alle persone una vita libera, democratica e sicura e devono cooperare u questioni come la sicurezza, la protezione dell’ambiente, l’oceano e l’economia.  Lo Chih-Cheng ha poi aggiunto che è chiaro che la maggior sfida regionale sia rappresentata dalla Cina, a tal proposito ci si aspetta che Giappone e Taiwan, avendo interessi e valori comuni, agiscano congiuntamente.

Di recente, vari funzionari del governo giapponese hanno rilasciato più affermazioni sull’importanza della stabilità dello Stretto di Taiwan per la sicurezza del Giappone. Taiwan è un’isola particolarmente importante per Tokyo in quanto si affaccia sullo Stretto di Luzon, che è una rotta di navigazione primaria per le navi cisterna che trasportano materie prime energetiche, su cui il Giappone fa affidamento per alimentare la sua economia. Lo scorso 17 aprile, il ministro della Difesa del Giappone, Nuobo Kishi, aveva visitato Yonaguni, l’isola giapponese più vicina a Taiwan, e, in tale occasione, aveva affermato che se Taiwan “diventasse rossa” la situazione locale potrebbe cambiare notevolmente e Tokyo dovrebbe prepararsi a tale evenienza. Nel libro bianco sulla difesa pubblicato il 13 luglio scorso, poi, il Giappone ha affermato che la sicurezza nello Stretto di Taiwan, minacciata da una crescente pressione militare cinese, è “più importante che mai”.  Tali dichiarazioni erano arrivate dopo che, il 16 aprile precedente, nella dichiarazione congiunta rilasciata dal premier giapponese, Yoshihide Suga e dal presidente statunitense, Joe Biden, a conclusione di un loro incontro a Washington, i due leader avevano sottolineato l’importanza di preservare la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan.

La Cina considera Taiwan parte integrante del territorio nazionale in base al principio “una sola Cina”. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese. Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito progressista democratico (PPD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola dell’11 gennaio 2020. Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza. 

A livello internazionale, solo 15 Paesi riconoscono le autorità di Taipei con le quali hanno rapporti diplomatici e si tratta di Guatemala, Honduras, Santa Sede,  Haiti, Paraguay, Nicaragua, Eswatini, Tuvalu, Nauru, Saint Vincent and the Grenadines, Saint Kitts and Nevis, Saint Lucia, Belize, Marshall Islands, Palau. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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