Taiwan aumenta la spesa per la difesa

Pubblicato il 27 agosto 2021 alle 13:00 in Cina Taiwan

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Il governo di Taipei ha annunciato, il 26 agosto, che il bilancio destinato al Ministero della Difesa di Taiwan per il prossimo anno sarà di 372,6 miliardi di nuovi dollari taiwanesi (NT$), corrispondenti a circa 13,3 miliardi di dollari, la cifra più alta mai ricevuta dal dicastero. Il dato ha registrato un aumento del 3% anno su anno per 10,8 miliardi di yuan, a cui si aggiungono fondi speciali di 40,1 miliardi di NT$, pari a 1,44 miliardi di dollari, per l’acquisto di 66 nuovi aerei da caccia F-16V, di produzione statunitense.

Da quando la presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, è entrata in carica per il suo secondo mandato, il budget destinato alla difesa nazionale dell’isola è cresciuto del 15,8%, rispetto ai 321,7 miliardi di NT$, pari a circa 11,5 miliardi di dollari, previsti al tempo. Ad oggi, il bilancio destinato alla difesa nazionale è la terza voce di spesa del governo di Taiwan il prossimo anno, secondo solo alla spesa complessiva per il benessere sociale e l’istruzione e a quello per la scienza e la cultura.

La Central News Agency ha riferito che il budget per la difesa di Taiwan per il 2022 include piani di approvvigionamento per 108 nuovi veicoli da combattimento M1A2T e 66 caccia F-16V.m. In totale Taiwan possiede 142 F-16, il 14 agosto 2020, ha però firmato un accordo per l’acquisto di altri 66 jet F-16 di ultimo modello e ha aperto un centro regionale di manutenzione e riparazione per gli aerei da guerra. L’acquisto porterà il numero totale di caccia F-16 di Taiwan a oltre 200, diventando così la più grande squadra di tale tipo di velivolo in Asia. Oltre agli F-16, il budget nazionale per la difesa per il 2022 comprende anche un piano per costruire localmente sottomarini, navi da guerra come quelle di classe Tuojiang e l navi anfibie da trasporto, nonché vari tipi di veicoli corazzati e altre attrezzature.

L’aumento della spesa nella difesa sarebbe giustificato dalle crescenti pressioni esercitate da Pechino sull’isola, esercitate inviando aerei nello spazio di identificazione aerea taiwanesi e conducendo esercitazioni militari vicino alle sue acque. Tsai Ing-wen vuole accelerare la modernizzazione delle forze armate di Taiwan e aumentare la spesa per la difesa e l’ultima proposta di spesa dovrà essere approvata in Parlamento. Tuttavia, Taiwan deve ancora affrontare grandi sfide di fronte all’Esercito cinese. Il governo di Pechino ha dichiarato a marzo che la sua spesa per la difesa nel 2021 aumenterà del 6,8% rispetto al 2020, a 1355,3 miliardi di yuan, pari a circa 209,1 miliardi di dollari, quasi 16 volte la cifra prevista da di Taiwan.

La Cina considera Taiwan parte integrante del territorio nazionale in base al principio “una sola Cina”. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese. Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito progressista democratico (PPD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola dell’11 gennaio 2020. Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza. 

In tale quadro, Tsai sta cercando di creare legami sempre più stretti con gli USA, che sono il maggior fornitore di armi dell’isola. Durante l’amministrazione del presidente Donald Trump, il 26 ottobre 2020, Pechino aveva sanzionato aziende, entità e soggetti statunitensi per la vendita di armi a Taiwan per un valore di 1,8 miliardi di dollari, approvata il precedente 21 ottobre dalle autorità di Washington. Ciò nonostante, gli USA avevano continuato ad approvare diverse vendite di armamenti ed equipaggiamento bellico all’isola.

Durante l’amministrazione dell’ex presidente, Donald Trump, Washington ha adottato più iniziative volte ad intensificare i propri legami con Taipei, nonostante, dal primo gennaio 1979, gli USA abbiano riconosciuto ufficialmente il governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino, rinunciando a riconoscere la legittimità del governo di Taiwan. Anche con l’ascesa del nuovo presidente statunitense gli USA sembrerebbero voler continuare a sostenere Taiwan.  Di fronte alle crescenti pressioni militari esercitate da Pechino, Washington ha ripetutamente ribadito che il suo sostegno per Taiwan è “solido come una roccia”. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione