Egitto: continuano le trattative con la Russia per i Sukhoi-35

Pubblicato il 27 agosto 2021 alle 6:48 in Egitto Russia

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L’Egitto e la Russia hanno continuato a discutere della vendita dei caccia multiruolo Sukhoi Su-35. I primi cinque sono stati già consegnati nel 2020, ma Il Cairo ha avanzato ulteriori richieste, presumibilmente discusse nel corso della recente visita del ministro della Difesa egiziano, Mohamed Zaki, in Russia.

Come riportato dal quotidiano al-Araby al-Jadeed, Zaki si è recato in Russia, il 22 agosto scorso, per partecipare a tre giorni di colloqui, nella cornice della settima riunione del comitato tecnico-militare tra i due Paesi. Mentre Il Cairo non ha rilasciato alcuna dichiarazione sull’incontro, il ministro della Difesa russo, Sergej Sojgu, ha affermato che l’Egitto rappresenta un partner strategico rilevante nell’Africa settentrionale e orientale. Tale affermazione è stata interpretata dal quotidiano come un tentativo di Mosca di dissipare i timori della controparte egiziana di fronte al sostegno della Russia all’Etiopia a livello militare così come nel dossier della Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD).

Ad ogni modo, fonti, definite “informate”, hanno rivelato ad al-Araby al-Jadeed che le discussioni si sono concentrate principalmente sui caccia russi Sukhoi-35. Questi sono oggetto di un accordo da 2 miliardi di dollari, raggiunto il 18 marzo 2019 da Egitto e Russia, che prevede la fornitura di 24 aerei da combattimento Su-35, di fabbricazione russa, con annesse le attrezzature correlate. Il patto prevedeva la consegna dei jet da combattimento tra il 2020 e il 2021, ma, già il 23 luglio 2020, il primo gruppo di caccia Su-35 è stato visto decollare dall’impianto di aviazione di Komsomol’sk-na-Amure per dirigersi verso le regioni europee della Russia, da dove ripartire per l’Egitto. Negli ultimi due anni, solo 5 velivoli sono stati ricevuti dal Paese Nord-africano, mentre meno di dieci piloti egiziani risultano essere stati addestrati.

Stando a quanto riporta il quotidiano, Mosca e Il Cairo, in un primo momento, avrebbero deciso di accelerare la consegna, inviando 12 Su-35 nel 2022 e altri 12 nel 2023. Si tratta di cifre elevate per Mosca, le cui vendite di armamenti all’estero vengono viste con sospetto dagli Stati Uniti. Nei colloqui avviati il 22 agosto, l’Egitto avrebbe poi chiesto alle controparti russe che il prossimo lotto, in fase di preparazione, venga dotato di programmi aggiuntivi per far fronte alla guerra elettronica. Le medesime fonti hanno chiarito che la data della nuova consegna è stata ritardata a causa della pandemia di Covid-19 e della riduzione delle ore di lavoro presso l’impianto di Komsomol’sk-na-Amure. Tuttavia, non è da escludersi l’ipotesi secondo cui la Russia sia in attesa di una stabilità a lungo termine nei rapporti tra il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, e il capo della Casa Bianca, Joe Biden.

Anche con l’amministrazione di Donald Trump, Washington si è opposta all’accordo tra Mosca e Il Cairo, minacciando di punire con sanzioni l’acquisto degli aerei russi, e affermando che l’intesa avrebbe minato i rapporti degli USA con l’Egitto. Quest’ultimo ha giustificato al partner statunitense l’acquisizione dei Sukhoi 35 affermando di voler salvaguardare la propria sicurezza sia interna sia marittima. Ciò sarebbe avvenuto in incontri non ufficiali che hanno visto delegazioni egiziane dirigersi di persona al Pentagono. Parallelamente, secondo quanto riportato da al-Araby al-Jadeed, Il Cairo ha precedentemente proposto al partner statunitense di venderle equivalenti dei Sukhoi russi, ovvero i caccia F-35 già forniti a Israele, ma Washington non avrebbe accettato l’offerta.

Al-Araby al-Jadeed ha poi riferito che Il Cairo ha chiesto a Mosca di fornirle anche missili a medio e corto raggio. Si tratterebbe di armamenti che non vengono acquistati dagli USA o da Paesi europei, me ne sono stati ricevuti circa 600 nel corso dell’ultimo anno. Parallelamente, Zaki e Sojgu avrebbero altresì parlato di esercitazioni militari congiunte e della possibilità di includervi altri Paesi a livello internazionale.

Dopo aver ricevuto i caccia, l’Egitto diventerà il secondo acquirente straniero di Su-35 dopo la Cina, che ha ricevuto 24 aerei nel periodo 2016-2018. Come riporta al-Araby al-Jadeed, i caccia multiruolo russi, lunghi circa 22 metri e alti 6 metri, sono in grado di raggiungere una velocità di 2.800 chilometri all’ora e un’altitudine di 11 chilometri, con un raggio di 4.500 chilometri. Questo significa che sono più veloci degli F-35, la cui velocità è pari a 1.900 chilometri orari. Inoltre, se dotati di serbatoi di carburante esterni, i Su-35 possono avere un’autonomia maggiore, così da raggiungere obiettivi distanti.

Sisi ha visitato la Russia più di una volta per concludere accordi militari. Secondo i documenti del governo visionati da al-Araby al-Jadeed, l’Egitto ha speso circa 15 miliardi di dollari tra il 2014 e il 2017 in armamenti, di cui circa il 60% in armi russe. Negli anni successivi, Il Cairo ha importato circa il 43% delle sue armi dalla Francia, seguita da Stati Uniti e Russia. Tuttavia, dopo lo storico accordo da circa 10 miliardi di dollari siglato con l’Italia e l’aumento delle importazioni tedesche, soprattutto nel settore marittimo, Roma e Berlino potrebbero presto superare Mosca.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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