Corea del Sud e Cina rilanciano il dialogo militare

Pubblicato il 27 agosto 2021 alle 17:37 in Cina Corea del Sud

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Il vice ministro della Difesa della Corea del Sud, Park Jae-min, ha dichiarato, il 26 agosto, che la cooperazione tra gli eserciti cinese e Sud-coreano è di nuovo “sulla strada giusta”, dopo aver annunciato che Seoul restituirà le salme di 109 soldati cinesi uccisi durante la guerra coreana.

Park ha dichiarato che la restituzione è uno sforzo di buona volontà che è continuato nonostante la pandemia di coronavirus. I resti dei soldati cinesi saranno restituiti il 2 settembre prossimo, dopo l’organizzazione di rituali e cerimonie in entrambi i Paesi. Durante la guerra di Corea, combattuta dal 1950 al 1953, i soldati cinesi parteciparono al conflitto al fianco della Corea del Nord contro gli Stati Uniti e la Corea del Sud e furono tra i 2 e i 3 milioni i soldati cinesi che persero la vita in tale periodo.

Park ha dichiarato che la restituzione delle salme è il risultato di sforzi profusi dai Ministeri della Difesa di Seoul e Pechino per evitare conflitti e costruire un legame di fiducia reciproca nonostante le competizioni a livello regionale stiano aumentando. Il vice ministro ha dichiarato di aspettarsi che gli scambi in materia di difesa tra i due Paesi continueranno ad essere sviluppati, nonostante le problematiche derivanti dalla pandemia. Park ha quindi evidenziato che le parti hanno istituito nuove linee dirette di comunicazione militare quali i canali che collegano la marina e l’aeronautica della Corea del Sud alle sue controparti del comando orientale dell’Esercito di Liberazione Popolare (EPL) della Cina, istituite a marzo. Tali linee di comunicazione sono di cruciale importanza per evitare incidenti militari tra i due Paesi.

Per quanto riguarda, i legami tra Seoul e Pechino, questi stanno attraversando una fase generale di ripresa dopo un periodo di tensioni che aveva caratterizzato il 2017. In quell’anno, la Corea del Sud aveva istallato il sistema anti-missilistico statunitense High Attitude Area Defence (THAAD) dopo il lancio un missile balistico intercontinentale Nord-coreano e Pechino aveva sostenuto che tale strumentazione avrebbe potuto essere utilizzata per spiare la Cina. Per tali ragioni, il governo cinese aveva deciso di adottare contromisure economiche che è stato stimato abbiano avuto ripercussioni per 7,5 miliardi di dollari. Da allora i rapporti sono migliorati, ma la pandemia di coronavirus ha creato nuovi ostacoli.

La Cina è il principale partner commerciale della Corea del Sud essendo sia il primo mercato di destinazione dell’export Sud-coreano, sia il primo Paese di provenienza delle importazioni di Seoul. Al contempo, per la Cina, la Corea del Sud è il terzo partner commerciale a livello globale. Nel 2019, le parti hanno realizzato un intercambio commerciale dal volume di 284,53 miliardi di dollari registrando, però, un calo del 9,2% rispetto al 2018. Dal 2012, poi, sono in corso negoziati per un accordo di libero scambio. Entrambi i Paesi sono infine l’uno per l’altro la seconda fonte di investimenti esteri.

Park ha ribadito che il THAAD ha scopo puramente difensivo ed è destinato esclusivamente a colpire i missili Nord-coreani, sebbene la Cina lo consideri una minaccia diretta alla propria sicurezza. Il vice ministro ha quindi rassicurato Pechino affermando: “Le angolazioni e le direzioni dei radar sono impostate per intercettare i missili balistici del Nord e non è possibile modificare tali modalità per altri scopi”. Park ha quindi rivelato che le relazioni con la Cina stanno procedendo in buona direzione in seguito alle ricadute del dispiegamento del THAAD.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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