Attacchi all’aeroporto di Kabul: la rivendicazione dell’IS-K e la nuova allerta

Pubblicato il 27 agosto 2021 alle 9:04 in Afghanistan USA e Canada

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Le forze armate degli USA in Afghanistan sono preparate per nuovi possibili attacchi, il 27 agosto, dopo che lo Stato Islamico ha rivendicato l’assalto che ha ucciso 85 persone, tra cui 13 soldati degli USA, fuori dai cancelli dell’aeroporto di Kabul.

Un funzionario talebano ha riferito che il bilancio dei cittadini afghani uccisi è salito a 72, inclusi 28 talebani. Tuttavia, un portavoce del gruppo ha successivamente negato che qualcuno dei loro combattenti a guardia del perimetro dell’aeroporto fosse stato ucciso. L’esercito degli Stati Uniti ha confermato che 13 dei suoi soldati sono deceduti nell’assalto.  

L’organizzazione terroristica afghana affiliata allo Stato Islamico ha rivendicato gli attacchi lungo il perimetro dell’aeroporto di Kabul del 26 agosto, affermando che un attentatore suicida “è riuscito a raggiungere un grande raduno di traduttori e collaboratori dell’esercito americano al ‘Baran Camp’ vicino all’aeroporto di Kabul”. In risposta, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden ha riferito di aver ordinato al Pentagono di pianificare come colpire il gruppo. “Non perdoneremo. Non dimenticheremo. Vi daremo la caccia e vi faremo pagare”, ha dichiarato il presidente degli USA in diretta televisiva alla Casa Bianca, la sera del 26 agosto. 

Da parte sua, il generale statunitense, Frank McKenzie, a capo del Comando Centrale degli USA, ha affermato che i comandanti erano in allerta per ulteriori attacchi da parte dello Stato Islamico a Kabul, tra cui ha citato la possibilità del lancio di razzi o dell’utilizzo di autobombe contro l’aeroporto. “Stiamo facendo tutto il possibile per essere preparati”, ha dichiarato il generale, aggiungendo che alcune informazioni erano state condivise con i talebani. A proposito dell’allerta, McKenzie ha aggiunto che credeva che alcuni attacchi siano stati sventati dai talebani stessi, nelle scorse ore. 

McKenzie ha aggiunto che anche alcuni “uomini armati dello Stato Islamico” hanno aperto il fuoco sulla folla e sulle forze statunitensi dopo l’esplosione del presunto kamikaze. Nonostante l’attacco, il generale ha riferito che gli Stati Uniti “continuano a eseguire la missione”, per evacuare i cittadini statunitensi e i collaboratori afgani che hanno i documenti per lasciare il Paese. Le 12 vittime militari statunitensi del 26 agosto sono le prime vittime americane per azioni ostili dal febbraio 2020, quando due soldati delle forze speciali dell’esercito sono stati uccisi in un assalto. 

Il 25 agosto, l’ambasciata degli Stati Uniti a Kabul aveva consigliato ai cittadini di evitare di recarsi in aeroporto e aveva specificato che le persone che si trovavano nei pressi della struttura sarebbero dovuti partire immediatamente, citando “minacce alla sicurezza” non specificate. Un diplomatico della NATO a Kabul ha aggiunto, il 26 agosto, che la ragione per l’allerta, lanciata anche da altri Paesi occidentali, era dovuta alle minacce credibili di assalto da parte dell’affiliata afghana dello Stato Islamico. Tuttavia, le aree fuori dai cancelli dell’aeroporto sono state “incredibilmente affollate” nonostante gli avvertimenti.

I talebani e l’organizzazione islamista afghana affiliata allo Stato Islamico, nota come Stato Islamico della Provincia del Khorasan (IS-K), sono due gruppi rivali che si sono scontrati più volte sul campo. L’IS-K è nato nel 2015, nella regione Nord-orientale del Paese, fondato da ex membri dei talebani pakistani e si è diffuso nelle zone rurali dell’Afghanistan, soprattutto nella provincia di Kunar, dove si registra una maggioranza di musulmani salafiti, lo stesso ramo dell’Islam sunnita dello Stato Islamico. I salafiti si sono sempre identificati come una minoranza tra i talebani, che invece seguono prevalentemente la scuola hanafita.

Dopo una campagna militare durata anni, Kabul ha riconquistato i territori controllati dall’affiliata dello Stato Islamico e ha annunciato la sconfitta dell’organizzazione nel 2019. Tuttavia, secondo gli esperti, l’IS-K si organizza in una rete di micro-cellule difficile da eradicare e rappresenta ancora una grave minaccia per la stabilità del Paese e della regione. L’IS-K ha rivendicato, il 10 giugno, un attacco compiuto due giorni prima da un gruppo di uomini armati in un campo di sminamento nella provincia di Baghlan, gestito dall’organizzazione internazionale che lavora per bonificare le zone di conflitto e post-conflitto, HALO Trust.  Secondo quest’ultima, nell’assalto erano morte 10 persone e altre 16 erano state ferite. Il 16 maggio, la stessa organizzazione ha rivendicato l’attacco che, il 14 maggio, aveva colpito la moschea di Haji Bakhshi, di Kabul, causando la morte di almeno 12 persone. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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