USA, Giappone, India e Australia iniziano l’esercitazione Malabar

Pubblicato il 26 agosto 2021 alle 18:22 in Australia India USA e Canada

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Gli USA, il Giappone, l’India e l’Australia hanno avviato la prima fase dell’esercitazione militare congiunta Malabar, il 26 agosto, nel Mare delle Filippine, come rivelato dalla settima flotta degli Stati Uniti.

Le operazioni hanno lo scopo aumentare la pianificazione e l’addestramento tattici e l’uso di armi e attrezzature tra le forze marittime dei Paesi partecipanti. Per l’edizione 2021, la guida delle operazioni sarà affidata agli USA e le operazioni si svolgeranno in due fasi. Durante la prima, le forze marittime dei quattro Paesi partecipanti condurranno operazioni coordinate nel Mar delle Filippine per rafforzare le loro capacità i in operazioni marittime congiunte, antisommergibile, aeree, di rifornimento marittimo, di volo cross-deck e di intercettazione marittima. Tali operazioni coinvolgeranno anche le forze speciali della Marina degli Stati Uniti per condurre operazioni di risposta alle minacce marittime non convenzionali e integrarsi con le forze navali convenzionali.

L’esercito degli Stati Uniti ha dichiarato che l’equipaggiamento e il personale che hanno partecipato alla prima fase dell’esercitazione includevano il cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke della Marina degli Stati Uniti USS Barry, le forze per le operazioni speciali della Marina degli Stati Uniti, gli aerei da pattuglia marittima e da ricognizione della 72esima Task Force della Marina degli Stati Uniti e una nave da rifornimento del Comando dei trasporti militari marittimi degli Stati Uniti.

La Marina indiana ha inviato la fregata Shivalik e la fregata antisommergibile Kademat, la Forza marittima di autodifesa del Giappone ha inviato la portaelicotteri Kaga di classe Izumo, il cacciatorpediniere Muraam” e il cacciatorpediniere Shiranui e la Marina australiana ha inviato la fregata “Varamonger”. Per quanto riguarda le forze aeree, saranno impiegati il velivolo da pattugliamento antisommergibile P-8I dell’India, l’aereo da pattugliamento P-1 del Giappone e il velivolo da pattugliamento antisommergibile P-8A dagli Stati Uniti.

In precedenza, in risposta all’esercitazione Malabar, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha dichiarato che la Cina si augura che le azioni militari dei Paesi interessati favoriscano la pace e la stabilità regionali, non il contrario.

USA, Australia, India e Giappone sono i Paesi membri del Quadrilateral Security Dialogue (Quad), n forum strategico informale riunitosi per la prima volta nel 2004, in risposta a catastrofi naturali che avevano interessato l’Oceano Pacifico. Di recente, il gruppo si è concentrato sulla tematica dell’apertura e della libertà della regione Indo-Pacifica. Pechino ritiene che il gruppo Quad avrebbe come obiettivo il contenimento dello sviluppo regionale cinese e aveva avanzato l’ipotesi, smentita poi dal primo ministro giapponese Suga, che i quattro Paesi stessero creando una mini-NATO asiatica. Australia, USA, Giappone e India hanno tutte di recente attraversato momenti di conflittualità più o meno accesi con la Cina e gran parte delle tematiche di scontro sono ancora oggi aperte.

Nel 2020, la prima fase dell’esercitazione militare congiunta delle forze marittime indiane, statunitensi, giapponesi e australiane era iniziata il 3 novembre nel Golfo del Bengala, mentre la seconda era stata lanciata il successivo 20 novembre nel Mar Arabico. In tale occasione, l’Australia si era unita all’esercitazione dopo 13 anni dal suo inizio.

 L’esercitazione MALABAR era stata organizzata per la prima volta nel 1992 tra l’India e gli Stati Uniti e si era poi allargata al Giappone e all’Australia. Nel 2007, però, dopo proteste diplomatiche mosse dalla Cina che accusava il raggruppamento di essere “una coalizione anti-cinese”, Tokyo e Canberra avevano deciso di ritirarsi dall’esercitazione. Nel 2015, il Giappone era poi tornato a partecipare alla MALABAR mentre l’Australia è tornata nel 2020.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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