Tunisia, immigrazione: bloccati oltre 231 migranti diretti in Italia

Pubblicato il 26 agosto 2021 alle 11:34 in Immigrazione Tunisia

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Il Ministero dell’Interno tunisino ha riferito che le unità della Guardia costiera del Paese Nord-africano hanno bloccato 11 imbarcazioni, mentre tentavano di oltrepassare la frontiera marittima e raggiungere le coste italiane.

Stando a quanto specificato in un comunicato del Ministero, datato 24 agosto, l’operazione ha visto coinvolte le unità del centro e del Sud, le quali hanno soccorso i migranti per la maggior parte di nazionalità tunisina. Delle 231 persone soccorse, solo 104 provenivano da diversi Paesi africani. Al contempo, il Ministero dell’Interno ha riferito che Unità della Guardia nazionale di Aghir, Djerba e Sfax hanno arrestato 58 persone, di cui 17 provenienti da Paesi africani, mentre si preparavano “ad attraversare i confini marittimi in modo irregolare”.

In tale quadro, anche la Marina militare tunisina ha bloccato, il 24 agosto, 34 persone di nazionalità africana, di età compresa tra i 17 e i 40 anni, coinvolti in una “operazione di migrazione irregolare”. Tra i migranti vi erano 20 donne e 4 bambini, soccorsi mentre si trovavano a bordo di un’imbarcazione partita, il giorno precedente, dalle coste di Sfax. All’alba del 25 agosto, poi, un’unità navale ha bloccato altri 12 tunisini di età compresa tra 9 e 50 anni, che si trovavano su un’imbarcazione nei pressi di Ghar El Melh, località situata nel Nord della Tunisia.

Si tratta di migranti, sia tunisini sia africani, intenzionati a raggiungere le coste italiane, per poi proseguire verso i Paesi europei. A tal proposito, secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero dell’Interno italiano, da agosto 2020 a luglio 2021 in Italia è stato registrato un aumento del 128% del numero di migranti giunti nel Paese, rispetto all’anno precedente. Nello specifico, dal primo agosto 2020 al 31 luglio 2021 sono sbarcati in Italia 49.280 migranti, pari al 128 % in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I minori non accompagnati sono stati 7.843, con un aumento del 155,26%, mentre gli scafisti arrestati sono stati 147. Al contempo, sempre nel periodo agosto 2020-luglio 2021, sono aumentati anche i cosiddetti sbarchi autonomi, che rappresentano l’82,6% del totale, rispetto al 75,6% dell’anno precedente. Le operazioni di soccorso hanno consentito il salvataggio di 8553 persone complessivamente. 

Circa i Paesi di provenienza, è la Libia a detenere il primato, in quanto è da qui che ha origine il 45,3% dei migranti giunti in Italia. A seguire, vi è la Tunisia, con il 35,9%. Al momento, mentre la popolazione libica attende le elezioni programmate per il 24 dicembre, considerate una tappa significativa del percorso di transizione democratica, la Tunisia sta assistendo a una crisi politica, il cui apice è stato raggiunto il 25 luglio, quando il presidente, Kais Saied, ha sollevato il primo ministro, Hichem Mechichi, dal suo incarico, sospeso le attività del Parlamento per un periodo di 30 giorni e privato i deputati della loro immunità parlamentare. A tal proposito, il 23 agosto, Saied ha riferito che le “misure eccezionali” stabilite il mese precedente rimarranno in vigore “fino a nuovo ordine”, senza specificare ulteriori dettagli in merito. Di fronte al caos scoppiato il 25 luglio, sono stati diversi i Paesi, Italia inclusa, che hanno espresso preoccupazione, e che hanno rivolto un appello alle istituzioni tunisine affinché venisse garantito il rispetto della Costituzione e dello stato di diritto.

Oltre a un quadro politico sempre più incerto, è anche la situazione economica che spinge numerosi tunisini ad abbandonare il Paese Nord-africano. La disoccupazione in Tunisia risulta essere superiore al 15% e raggiunge picchi del 30% in alcune città. Già a metà maggio, sono state sospese le trattative con il Fondo Monetario Internazionale (FMI), intraprese con l’obiettivo di raggiungere un nuovo accordo per ottenere un prestito di 4 miliardi di dollari. Il FMI, però, ha richiesto stabilità politica e consenso tra tutti i partiti politici e le organizzazioni nazionali, oltre all’impegno di Tunisi ad attuare una serie di riforme. Di conseguenza, l’agenzia di rating “Fitch”, in una dichiarazione rilasciata a seguito delle decisioni del presidente tunisino del 25 luglio, ha confermato che, di fronte a questa situazione politica, è difficile raggiungere un accordo con il Fondo, e ha messo in guardia da un ulteriore declassamento della Tunisia, già passata a B-. Secondo Fitch, poi, le decisioni di Saied ridurranno la volontà dei partner occidentali di sostenere la Tunisia e il fallimento dei negoziati con il Fondo Monetario Internazionale porterà a una continua dipendenza dai finanziamenti interni.

Al 10 agosto, le riserve in valuta estera ammontavano a 19,731 miliardi di dinari, pari a 7 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 21,676 miliardi di dinari di un anno fa. Parallelamente, le entrate derivanti dal settore turistico hanno subito un calo del 71,9%, a causa delle restrizioni legate alla pandemia di Covid-19. Le stime ufficiali indicano che il debito pubblico è aumentato, nel 2021, a quasi 35 miliardi di dollari, costituendo oltre l’85% del PIL. Inoltre, si prevede che i mercati assisteranno a nuovi balzi dei tassi di inflazione, in concomitanza con la riapertura di scuole e università, che potrebbero causare deficit strutturali nei bilanci delle famiglie e aumentare i loro debiti. Durante il mese di agosto 2021, il tasso di inflazione è salito al 6,4%, rispetto al 5,7% di giugno. Si tratta delle cifre più elevate registrate da novembre 2019.
 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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