Partnership tra Qatar e Stati Uniti: i nuovi caccia F-15QA

Pubblicato il 26 agosto 2021 alle 14:31 in Qatar USA e Canada

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Il Qatar ha ricevuto il suo primo lotto dei nuovi aerei da combattimento F-15QA, prodotto dagli Stati Uniti e da Boeing, in collaborazione con Doha. 

Il lancio del nuovo caccia è avvenuto il 25 agosto, con una cerimonia presso la sede della Boeing nello stato americano del Missouri, alla presenza del ministro di Stato per gli Affari della Difesa del Qatar, Khalid bin Mohamed Al Attiyah. Il rappresentante di Doga ha affermato che il Qatar sta acquisendo i nuovi velivoli per scopi di difesa, aggiungendo che i mezzi hanno specifiche di combattimento migliori e sono più veloci dei vecchi F-15. Da parte degli USA, il generale Greg Guillot, comandante della 9th Air Force, ha aggiunto: “Il lancio dell’F-15QA è epocale, non solo in termini di capacità, ma anche per la partnership rafforzata che rappresenta”. Anche Guillot ha sottolineato che il rapporto degli Stati Uniti con il Qatar è fondamentale per la stabilità e la sicurezza della regione. “Siamo grati del fatto che i nostri partner della coalizione continuino a concentrarsi sulla costruzione dell’interoperabilità e sulla prontezza combinata”, ha dichiarato il generale statunitense. 

Secondo alcuni esperti, citati da al-Jazeera English, i nuovi caccia F-15QA sono tra i migliori mezzi aerei in termini di velocità e manovrabilità durante le missioni offensive e difensive. La società statunitense Boeing ha assicurato che fornirà supporto logistico e di manutenzione per il programma Qatar F-15QA, durante la formazione dei piloti pre-consegna, iniziata a gennaio dell’anno corrente. Inoltre, la Boeing creerà e gestirà un centro di addestramento per l’equipaggio e la manutenzione per la Qatar Emiri Air Force presso la base aerea di al-Udeid fino al 2024, fornendo allo stesso tempo ricambi e supporto logistico al paese una volta consegnati gli aerei. Sono circa 1o.000 i soldati USA stanziati presso la base aerea di al-Udeid in Qatar, la quale rappresenta la più grande base militare statunitense in Medio Oriente. È sede del quartier generale dello United States Central Command (USCC) e del United State Air Force Central Command (USAFCC).

Il Qatar ha firmato i primi accordi per acquistare aerei da guerra dagli Stati Uniti e dai Paesi europei nel 2017, dopo che è scoppiata una disputa politica con i suoi vicini. Nel corso degli anni, gli USA si sono impegnati nel favorire la fine della cosiddetta “crisi del Golfo”, scoppiata il 5 giugno 2017, a seguito del blocco imposto da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain ed Egitto. Si trattava di un embargo diplomatico, economico e logistico, imposto a seguito delle accuse contro Doha di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. Da parte sua, il Qatar, ha sempre respinto tali accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, l’espulsione dei cittadini qatarini dai Paesi fautori dell’embargo e la chiusura dell’emittente televisiva qatarina al-Jazeera nei Paesi interessati.

Il 5 gennaio 2021, i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), riunitisi in occasione del 41esimo vertice dell’organizzazione, hanno firmato un accordo con cui è stato rimosso l’embargo al Qatar, mettendo fine alla crisi. La notizia era stata data dal principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, alla presidenza del summit, il quale aveva riferito che i leader partecipanti al meeting avevano tutti siglato la dichiarazione finale, ovvero un accordo di “solidarietà e stabilità”, con cui avevano deciso di porre fine alla disputa con il Qatar, in corso da più di tre anni. Nel suo discorso di apertura del 5 gennaio, il principe bin Salman ha ringraziato i partecipanti all’incontro e, in particolare, il Kuwait e gli Stati Uniti, i quali sono considerati tra i principali mediatori e fautori del disgelo delle tensioni.

Il Qatar viene considerato dagli Stati Uniti un partner molto importante. Per tale motivo, non è stata esclusa la possibilità che al-Udeid possa diventare una base permanente per Washington. Questo ha rafforzato le intenzioni di migliorare ulteriormente la cooperazione tra le parti in ambito militare ed il coordinamento delle operazioni delle proprie forze armate nei teatri mediorientali. Questa necessità diventa ancora più pressante considerato l’imminente ritiro totale dall’Afghanistan degli USA e di tutte le forze armate straniere e la difficoltà che le agenzie di sicurezza statunitensi avranno nel prossimo futuro a raccogliere informazioni sensibili in teatri così lontani. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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