L’Argentina condanna la nomina di due ministri iraniani accusati di terrorismo

Pubblicato il 26 agosto 2021 alle 12:01 in Argentina Iran

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L’Argentina ha condannato, mercoledì 25 agosto, l’approvazione di Ahmad Vahidi come ministro dell’Interno iraniano e la nomina di Moshsen Rezai come vicepresidente degli Affari economici, essendo entrambi accusati di terrorismo. I due alti funzionari del Governo di Teheran sono stati incolpati dell’attentato al centro ebraico Mutual Israeli Argentine Association (AMIA), che è avvenuto il 18 luglio del 1994, a Buenos Aires.

L’attacco contro l’AMIA aveva causato circa 85 morti. “L’Argentina esprime la sua più ferma condanna per la designazione di Vahidi e Rezai in cariche ministeriali nello Stato iraniano”, ha affermato, in una dichiarazione, il Ministero degli Esteri latino-americano, descrivendo entrambe le nomine come “un affronto sia alla giustizia argentina sia alle vittime del brutale attentato terroristico”.

L’11 agosto, l’Argentina aveva già ripudiato la nomina di Vahidi, la cui posizione è stata confermata mercoledì dal Parlamento iraniano. Il Ministero degli Esteri ha ricordato che, come Vahidi, anche Rezai è oggetto di denuncia da parte della Giustizia argentina, per aver avuto una “ruolo fondamentale nella decisione e nella pianificazione dell’attentato del 1994 contro l’edificio dell’AMIA. Su di lui pesa, pertanto, il mandato di cattura internazionale dell’Interpol”.

Il Paese latino-americano ha quindi chiesto “ancora una volta al Governo iraniano di cooperare pienamente con il sistema giudiziario argentino, consentendo alle persone coinvolte nell’attacco contro l’AMIA di essere processate dai tribunali competenti”, come specificato nel comunicato ufficiale.

L’ambasciatore israeliano in Argentina, Galit Ronen, ha dichiarato, attraverso il suo account Twitter, che “questa non è una sorpresa. Si tratta di un Governo terrorista con ministri e altri funzionari di alto rango che sono anch’essi terroristi”.

Secondo la comunità ebraica argentina e lo Stato di Israele, l’attentato contro l’AMIA sarebbe stato organizzato da alti funzionari iraniani, guidati dall’allora presidente Ali Rafsanjani, e dal movimento libanese sciita Hezbollah. L’Iran ha negato, dal canto suo, qualsiasi coinvolgimento nell’attacco e si è sempre rifiutato di lasciare che i suoi ex funzionari fossero indagati.

L’Argentina e l’Iran mantengono relazioni diplomatiche a livello di incaricati d’affari. Un memorandum d’intesa con l’Iran, promosso nel 2012 dall’allora presidente e attuale vicepresidente Cristina Kirchner, che ha governato il Paese latino-americano dal 2007 al 2015, prevedeva che gli imputati potessero essere indagati al di fuori dell’Argentina. Il documento è stato approvato dal Congresso argentino ma non dal Parlamento iraniano.

Successivamente, in Argentina fu aperta una causa legale per quel memorandum, con Kirchner come uno dei principali imputati. In una recente udienza, l’ex presidente ha definito il caso “un’assurdità e uno scandalo giudiziario e politico” e ne ha pertanto chiesto l’annullamento.

Prima dell’attentato all’AMIA, l’ambasciata israeliana a Buenos Aires fu l’obiettivo di un altro attacco, nel 1992, con un bilancio di 29 morti e 200 feriti, anch’essi impuniti. L’Argentina presenta attualmente la più grande comunità ebraica dell’America Latina, con circa 300.000 membri.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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