Immigrazione: naufragio alle Canarie, si cercano i dispersi

Pubblicato il 26 agosto 2021 alle 6:56 in Immigrazione Spagna

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La notte tra il 24 e il 25 agosto, è stato rilevato un nuovo naufragio di migranti al largo delle isole Canarie. Lo hanno riferito i servizi d’emergenza dell’arcipelago spagnolo, specificando che 28 persone sono state tratte in salvo, mentre altre 10 o 11 risultano ancora disperse. I migranti sono finiti in acqua mentre l’imbarcazione sulla quale viaggiavano stava affondando, non lontano dall’isola di Lanzarote. Quattro dei sopravvissuti, tra cui un minore, sono stati portati in ospedale per ipotermia lieve. Secondo quanto riferito dai migranti tratti in salvo, il barcone era partito da Safi, in Marocco, circa sei giorni fa.

Risale al 19 agosto l’ultimo naufragio avvenuto al largo delle Canarie, nello spazio marittimo spagnolo. A seguito di questo incidente, circa 50 migranti risultano ancora dispersi. L’unica sopravvissuta, una donna proveniente dalla Costa d’Avorio, ha raccontato di aver viaggiato a bordo di un gommone partito una settimana prima dalle coste marocchine del Sahara occidentale. La donna è stata ritrovata, aggrappata alla barca, da una nave mercantile e con lei sono stati rinvenuti altri due cadaveri. La sopravvissuta, in stato di grave disidratazione, è stata successivamente ricoverata presso l’ospedale di Las Palmas, sull’isola di Gran Canaria. Secondo l’organizzazione non governativa Caminando Fronteras, il barcone, con 53 persone a bordo, sarebbe partito precisamente da El Aaiún, nel Sahara Occidentale. 

Da ottobre 2020, più di 1.200 persone sono state salvate al largo della costa mauritana e hanno ricevuto assistenza medica nell’ambito di un programma di primo soccorso istituito dall’IOM. Negli ultimi due anni, il numero di migranti e richiedenti asilo che attraversano l’Oceano Atlantico, dalla costa dell’Africa occidentale all’arcipelago spagnolo, è aumentato in modo significativo. Nel 2020, più di 23.000 persone hanno raggiunto via mare, irregolarmente, le Canarie. Si tratta di un aumento pari ad otto volte i numeri del 2019. Le chiusure delle frontiere e le restrizioni ai movimenti durante la pandemia di COVID-19, insieme a controlli più severi alle frontiere per impedire le traversate attraverso il Mediterraneo, non hanno impedito i flussi migratori. 

Secondo quanto affermato dalle autorità spagnole, dal primo gennaio al 31 luglio 2021, 7.351 individui, provenienti dall’Africa occidentale, sono giunti nelle Isole Canarie. Si tratta di un aumento del 136% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il 2020. Parallelamente, il progetto IOM Missing Migrants ha registrato la morte di 428 persone, di cui 64 donne e 25 minori, sulla rotta atlantica tra l’Africa occidentale e le Isole Canarie spagnole, tra gennaio e il 20 agosto 2021. Tuttavia, secondo l’IOM, tale cifra potrebbe essere più elevata. Come affermato da Julia Black, del progetto Missing Migrants, i corpi di più di due terzi dei migranti che scompaiono in mare non vengono mai recuperati.

Nel suo punto più breve, la rotta marittima dalle coste marocchine verso le isole atlantiche spagnole è di circa 100 chilometri, ma si tratta di un percorso rischioso soprattutto a causa delle forti correnti. I barconi di migranti, spesso sovraffollati e in cattive condizioni, non sono adatti ad affrontare una simile traversata. L’anno scorso, almeno 1.851 persone hanno perso la vita lungo questa rotta, secondo i dati di Caminando Fronteras.

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Chiara Gentili

di Redazione

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